Nugnes
suicida, ma Jervolino e Bassolino senza vergogna
03.12.08
- Caro Beppe,
l'ex assessore di Napoli si è suicidato,
dopo che l'Italia intera aveva letto le intercettazioni
in cui guidava, da dentro le sale operative
della polizia, le manovre dei facinorosi della
monnezza.
Quello che non capisco, o meglio non tollero,
è l'ondata di perdobuonismo cattocamorrista
espresso in occasione dei funerali.
Il parroco che è "personalmente
testimone delle molte opere di carità"
di quest'uomo.
La Jervolino (!) che commenta che "c'è
sempre qualche mestatore".
E come sempre nelle traggedie popolari partenopee,
o' popolo.
Quello assiepato a migliaia dentro e fuori
la chiesa, che applaude, che urla (come urlano
bene i napoletani non urla nessuno), che inveisce.
Del fatto che quest'uomo, parte delle istituzioni,
tradisse lo Stato (con l'aiuto di un cosiddetto
avversario politico) e informasse i facinorosi
dei movimenti delle forze dell'ordine in uno
scenario da guerriglia urbana non gliene frega
nulla a nessuno.
E la Jervolino, che da qualsiasi paese civile
sarebbe già dovuta emigrare di corsa,
si permette pure di fare le sue esternazioni.
Come se lei, anima candida, nulla avesse a
che fare con gli ultimi due decenni di ammuina
sul tema monnezza e dintorni.
Manca solo Bassolino che recita l'orazione
funebre e poi siamo a posto.
Onestamente non credo che Nugnes avesse più
diritto di vivere di chi è costretto
ogni giorno a bere l'acqua inquinata da quelli
che lui dirigeva col telefonino.
Non credo che sia morto ingiustamente.
Osservo però che, almeno alla fine,
ha avuto un briciolo di quel senso di vergogna
che a tanta gente, da Bassolino alla Jervolino,
è purtroppo mancato.
Saluti,
Alex
Garattoni, foolpianist@tiscali.it
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-03/07.spm