Materie
prime, prezzi, speculazioni
Caro
Beppe,
Negli ultimi mesi il prezzo del rame è
sceso del 44%, quello dell'acciaio del 66%,
lo zinco del 50%, il nickel del 60%, l'alluminio
del 20% e il petrolio è passato da
147 a 43 dollari al barile.
Quando i prezzi erano ai loro massimi, la
giustificazione era quella della domanda proveniente
dai Paesi emergenti.
Ora, pur a ritmo rallentato, quei Paesi continuano
a crescere e il calo di produzione delle economie
occidentali in recessione non è proporzionale
al crollo dei prezzi delle materie prime.
Mi sembra chiaro sia stata così smascherata
un'enorme speculazione della quale per adesso
non si parla a causa della situazione attuale
e dei prezzi vantaggiosi, ma che si dovranno
trovare anche qui sistemi di controllo per
impedire che il fenomeno si ripeta quando
tornerà finalmente la crescita.
Personalmente credo si tratti di un grosso
scandalo, alimentato dagli intermediari
nello scambio di materie prime, che rischia
di essere sottovalutato da parte dell'opinione
pubblica internazionale.
Eugenio Bevilacqua, e.bevilacqua@upcpoczta.pl
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-23/04.spm