Il
C.G.I.E. colpito a morte
da DS e Margherita
12.12.06- Da molte parti
mi sono stati fatti
complimenti per come
ho coordinato il gruppo
di centrodestra. Ringrazio,
ma non riesco a provare
gioia. Da inguaribile
romantico ed ingenuo
impenitente qual sono,
avevo sinceramente creduto
possibile un gentleman
agreement che avrebbe
rilanciato il Cgie come
casa comune.
Avevo contattato i capi
della maggioranza e
ci eravamo incontrati
in trattoria per un
pranzo col baccalà.
Da come è finita
poi, mi ronza il sospetto
che il baccalà
forse ero io.
Sento un sapore amaro
in bocca e molta tristezza
nel cuore. Da oggi non
poso più difendere
questo Cgie. Non può
esserci casa comune
quando alcuni hanno
le chiavi della porta
ed altri no, devono
citofonare di volta
in volta e, quando sono
dentro, possono solo
dare una mano a riassettare.
Ma non solo per me è
stato un Cgie brutto
e triste.
Intanto si è
riunito in un albergo
e non nella sua sede
naturale, la sala delle
conferenze internazionali
alla Farnesina.
Poi del presidente,
il Ministro degli esteri,
neppure lombra.
Da parte sua, il Viceministro
Danieli ha fatto
una breve comparsa ed
è scappato a
Buenos Aires per la
ormai quinta inaugurazione
del Consolato.
Ds e Margherita hanno
deciso di occupare senza
pietà tutte le
cariche del Consiglio.
Hanno ignorato le associazioni,
che si sono arrabbiate.
Domenico Azzia
(Unaie) è furioso.
Hanno ignorato i loro
alleati e lonorevole
Crema dello Sdi ha proclamato
che il coordinamento
dellUnione allestero
non esiste più.
Ma soprattutto hanno
completamente ignorato
i rappresentanti della
maggioranza dei connazionali
oltre confine che alle
elezioni ha dimostrato
di essere favorevole
alla Casa delle Libertà.
Malgrado il solito strapotere
di sindacati e patronati,
nel Cgie c è
unarea che va
da minimo un terzo a
quasi la metà
dei Consiglieri che
non si riconosce nella
disciplina di partito
dei Ds e della Margherita.
La politica muscolare
di questi due partiti
non ci ha concesso nulla,
neppure uno dei due
posticini di rappresentanti
in una commissione ministeriale
per la lingua e la cultura.
A tu per tu ti danno
ragione, esprimono tutta
la loro comprensione,
si rammaricano. Insomma
prendono per il culo.
Il massimo dellipocrisia,
o della presa per il
culo, lo raggiungono
quando promettono i
non farlo più
e di essere più
buoni in futuro. Tutti
insieme discutiamo una
riforma che non consenta
più questo scempio.
Balle. Abbiamo presentato
un ordine del giorno
in questo senso e lo
hanno bocciato. In sostanza
volevano che scrivessimo
la prima parte della
frase omettendo la seconda.
Si sa che è stato
uno scempio, ma via
non diciamolo! Malafede,
doppia, tripla malafede.
Dopo le mie dimissioni
dal Comitato di presidenza
(irrevocabili, anche
se alcuni organi di
informazione, fra i
quali colpevolmente
anche questo giornale,
continuano a citarmi
fra i componenti), le
stesse persone del centrosinistra
che venivano da me,
molto addolorate, a
pregarmi di ritirale
perché sono il
più intelligente,
il più bravo,
il più buono,
contemporaneamente agganciavano
ora luno ora laltro
esponente del centrodestra
per convincerlo ad occupare
il posto vacante. Tu
sei il più intelligente,
il più bravo,
il più buono
gli sussurravano nellorecchio.
Vecchi metodi di vecchi
arnesi della politica
che non funzionano più.
Il centrodestra è
compatto, oserei dire
granitico e con noi
possono risparmiarsi
i loro giochetti.
Il loro piano era quello
di controllare in maniera
totale il Cgie per farne
una succursale dellUnione,
uno strumento, pagato
dallo Stato, di propaganda
in vista delle prossime
elezioni allestero.
Solo lelezione
del Vicesegretario per
lAmerica Latina
non è andata
come, malgrado i loro
accordi ingannevoli,
avevano tramato. E
stato eletto un neutrale.
Ma, proprio nel momento
in cui credevano di
esserci riusciti, la
nostra reazione forte,
decisa, li ha spiazzati.
Sappiano che è
solo linizio.
Una promessa o una minaccia?
Tutte e due.
Loro si sono assunti
la gravissima responsabilità
di delegittimare di
fatto il Cgie. Un Cgie
così non serve
ai Comites, non serve
alle associazioni, non
serve agli italiani
allestero.
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