LE
ULTIME DI PIERINO
Il
direttore di Rai International Badaloni
deve riconoscere lesattezza delle
informazioni da noi pubblicate su convenzione,
budget, palinsesto e qualità.
05.03.07-
Ho letto il comunicato finale della prima
commissione del Cgie a conclusione di
due giorni di lavoro. Poi lho riletto.
Mi sono andato a lavare la faccia, mi
sono stropicciato gli occhi, mi sono pulito
gli occhiali, ho ingoiato delle pastiglie
al fosforo e lho riletto un terza
volta. Niente da fare, mi arrendo: non
lo capisco.
Non
tanto perché sia scritto in gergo
(burocrat-politichese), ma perché
non corrisponde a quanto ho visto con
i miei occhi e sentito con le mie orecchie.
Io
non appartengo alla prima commissione,
ma il regolamento del Cgie mi ha consentito
di partecipare ai suoi lavori.
Ho
presenziato solo allaudizione del
direttore generale di Rai International,
che, nel documento citato è sintetizzata
così: La Commissione ha concentrato
il dibattito su quattro punti fondamentali.
Primo su tutti, Rai International, con
la Convenzione ancora da firmare dunque
con risorse ancora incerte nel loro ammontare
su cui poter fare riferimento, ma con
la consapevolezza di migliorare un servizio
che da praticamente da sempre non soddisfa
i nostri connazionali.
Ora
vi racconto cosa invece è successo
davvero. Badaloni ha ammesso che la convenzione
fra la Presidenza del Consiglio e la Rai
è di là da venire. Lui non
sa, nessuno sa, quando verrà, non
dico firmata, ma discussa. La Rai non
ha neppure ancora preparato il documento
con le sue proposte da portare al tavolo
delle trattative. È quindi tuttora
in vigore la vecchia convenzione.
E
per fortuna, hanno detto Cretti ed altri,
così anche il Cgie potrà
essere coinvolto e dire la sua.
A
mia precisa domanda su quale sarà
la cifra della convenzione, Badaloni ha
risposto testualmente: Spero che
non sia inferiore a quella di prima.
Quella di prima era 38 milioni di euro
inclusa Iva.
La
Rai girava a Rai International circa 18
milioni. Non sarà comunque più
così, ha ammesso il direttore,
perché la Rai ha deciso di decurtare
del 15 percento i budget di tutte le reti
e tutte le testate. Esattamente come avevamo
scritto noi su queste pagine.
Come
sia possibile migliorare notevolmente
un servizio, come si va promettendo, con
risorse molto inferiori, rimane un mistero
di fede. I soldi non sono tutto
mi ha replicato Badaloni. E non
fanno la felicità gli ho
risposto per contraccambiare una banalità
con unaltra.
Meno
risorse, ma migliore qualità.
È
da tempo che sentiamo sia il viceministro
Danieli che Badaloni annunciare che non
ci sono più gli emigrati con la
valigia di cartone, che gli italiani nel
mondo sono ora più evoluti e quindi
è ora che Rai International non
si occupi più di folklore e canzonette.
Che
sia nellambito di questa visione
che Rai International ha regalato ai connazionali
allestero una full immersion sanremese,
una vera e propria orgia festivaiola?
Se
proprio si volevano inondare gli italiani
nel mondo di canzonette, si potevano mandare
in onda le trasmissioni Rai sul Festival,
a costo zero.
Ma
nossignori: Sanremo su Taccuino Italiano
(intervista di Badaloni a Pippo Baudo),
Sanremo su Notturno Italiano, Sanremo
su Italica, ma sopratutto Sanremo su Sanremo
International, trasmissione di Gigliola
Cinquetti, da lei stessa condotta dal
27 febbraio al 2 marzo; la serata conclusiva
è affidata a Daniela Massetti.
Non
mi è stato possibile sapere quanto
è costato tutto questo, in particolare
quanto ha percepito Gigliola Cinquetti.
Molto meno della Hunziker
è stata la risposta di Badaloni
e, malgrado la mia insistenza, non si
è schiodato da lì. In questo
aiutato dal Segretario generale del Cgie
intervenuto per dire: Andiamo avanti,
questo non ci interessa.
Al
buon Carozza non interessa che Rai International,
servizio pubblico, avendo a disposizione
meno risorse, le sprechi in programmi
di folklore e canzonette.
Ma
torniamo allaudizione, anzi ripartiamo
daccapo.
Piero
Badaloni si è presentato puntuale
ed ha sciorinato quello che io ho chiamato
Il libro dei sogni. Che musica
per le orecchie sentirlo illustrare un
futuro meraviglioso fatto di quanto tutti
gli italiani allestero hanno sempre
desiderato da Rai International.
Affascinante
davvero. Ho capito come gli eletti allestero
siano andati in brodo di giuggiole quando
lo hanno sentito in occasione del loro
incontro.
Probabilmente
non si erano accorti che Badaloni parla
al condizionale, che peraltro usa benissimo,
senza scivolate. Si potrebbe fare,
potremmo realizzare. Anchio
potrei uscire con Naomi Campbell
o potrei ereditare limpero
di Berlusconi. Ma dal dire al fare
Perdipiù
il boy scout (ha detto lui che gli piace
essere chiamato così) fa il furbetto.
Per esempio ha assicurato che la
questione del raddoppio del canone in
Canada è in via di risoluzione.
Pressato
con domande precise ha tirato fuori un
pezzo di carta: Ho qui un fax arrivato
il 26 febbraio alle ore 1 e 53.
Per farvela breve, pressa che ti pressa,
sapete di che si trattava? Cristiano De
Florentis, un collaboratore di Rai International
in Canada, scriveva al vicedirettore Luigi
Ferrari di aver avuto un incontro con
il distributore e che questi gli aveva
detto che il prezzo del canone era troppo
basso e andava adeguato e che inoltre
tutti gli abbonati erano già stati
informati del nuovo importo con una lettera.
Punto, tutto qui. Questo in badalonese
significa essere in via di risoluzione.
Il
povero Badaloni era venuto con il proposito
di lisciare il pelo al Cgie promettendo
quello che lui pensava fosse tanto desiderato.
Ma,
come ha parlato di Rai International anche
in Europa, si è beccato un fuoco
di sbarramento da tutti i consiglieri
del vecchio continente: Non ci interessa.
Noi vediamo i canali italiani.
Neanche
il suo discorsetto sullinformazione
di ritorno è riuscito a convincere
luditorio.
A
differenza di altre occasioni, questa
volta non mi è sembrato molto entusiasta
di parlare di palinsesto, anzi ho avuto
limpressione che ne avrebbe proprio
fatto a meno volentieri.
A
quanto pare sta facendo effetto londata
di proteste da tutto il mondo per le ventilate
chiusure di programmi. Tanto che ho assistito
ad una clamorosa retromarcia per quanto
riguarda Sportello Italia
Badaloni
aveva annunciato di volerlo chiudere per
far nascere Italia On Demand, la cui conduzione
aveva dapprima proposto ad Oliviero Beha,
che però pretendeva troppo, e poi
a Marina Natoli, che ha declinato. Aveva
addirittura già avviato le pratiche
burocratiche per la chiusura. Ora pare
non voglia più chiudere. Tramontata
anche la sua idea di sdoppiarlo in due
programmi, uno di informazioni su problemi
burocratici, previdenziali e quantaltro
ed uno sullinformazione circolare
e di intrattenimento, che, a suo dire,
ora sarebbe alquanto pasticciata.
Nella
commissione tutti gli hanno chiaramente
espresso la valutazione che è meglio
tenere uniti i due aspetti e il direttore
ha convenuto essere una buona idea. Morale:
Sportello Italia non verrà più
chiuso, continuerà a chiamarsi
così, sarà grosso modo strutturato
come adesso, ma, dice Badaloni, sarà
da vedere se la conduttrice dovrà
essere lattuale o unaltra.
Bah, ci sarà un fatto personale.
Per
ultimo il boy scout ha lanciato la notizia
bomba. Si sa, dulcis in fundo. Quale sarebbe?
Il cambiamento del nome da Rai International
in Rai Italia. Geniale, no? Ecco finalmente
un bel segno di discontinuità dal
predecessore che aveva pensato a Rai Mondo.
Tirando
le somme dellaudizione, Badaloni
non sa quanti soldi avrà a disposizione
(senzaltro meno di prima, come abbiamo
visto); sa che vorrebbe fare una televisione
di qualità, ma comincia dal Festival
delle canzonette; forse ha capito che
non è il caso di chiudere i programmi
che più piacciono.
Non
è sembrato felice. In un paio di
passaggi gli è scappato un Io
vorrei fare così, se non sarà
possibile verrà un altro al posto
mio. Probabilmente intendeva affermare
di non essere un uomo per tutte le stagioni
e che, se si renderà conto di non
poter conseguire risultati soddisfacenti,
si dimetterà.
Già
il fatto che lo pensi, lascia trasparire
che si stia trovando in grave difficoltà.
Tuttavia, con una scrollata di spalle,
ha promesso che dal 21 giugno avremo la
nuova Rai International.
Una
bella frase ad effetto per unuscita
di scena con applausi (che non ci sono
stati).
Poi,
spossato, il povero Badaloni si è
trascinato fino a Saxa Rubra e si è
messo in ferie fino al 12 febbraio.
Gian Luigi Ferretti LItaliano
www.litaliano.de