Dichiarazioni
Selva
Non
può essere la stessa persona che
ha scritto questa prefazione entusiasta
di un libro sul voto
Selva
un po confuso: Viva la legge, anzi
no
10.03.07
- In questi giorni vengono attribuite
al senatore di Alleanza Nazionale Gustavo
Selva strane dichiarazioni sul voto
degli italiani allestero. Si fatica
a credere che un attento osservatore come
lui possa affermare con tanta sicurezza
che la circoscrizione estero è
sconosciuta a qualsiasi altra legge
fondamentale ed elettorale di paesi europei.
Certamente sa che i francesi all
estero eleggono 12 senatori e che in Portogallo
la legge elettorale per lAssemblea
suddivide il territorio nazionale in circoscrizioni
elettorali alle quali attribuisce 226
deputati ed istituisce due circoscrizioni
per i residenti all estero: una
per l Europa ed una per il resto
del mondo e che in ognuna di queste vengono
eletti due deputati.
Nè può il senatore Selva
definire rozzamente i parlamentari eletti
allestero persone che spesso
non parlano nemmeno l italiano.
A chi si riferirebbe? Nomi e cognomi per
favore. Io posso fare nome e cognome di
decine di deputati e senatori eletti in
Italia che parlano un italiano approssimativo,
fra espressioni dialettali e scivolate
sui congiuntivi.
Le Iene ci hanno fatto conoscere
non pochi parlamentari che non sanno chi
sia il Presidente della Repubblica o il
Papa, che credono la Costituzione sia
stata promulgata da Napoleone e amenità
del genere. Oppure quale errore sarebbe
l aver concesso la cittadinanza
italiana a chi ne aveva tutti i diritti
derivanti dallo jus sanguinis?
Non si ridurrà tutto alla delusione
per i risultati? Se così, potremo
togliere il voto, ad esempio, alle donne
la prima volta che non ci garberà
come lo esprimono.
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Sen. Gustavo Selva *
'Se
non fosse stato per Mirko Tremaglia, la
legge di riforma costituzionale 3 degli
italiani all estero non sarebbe
arrivata in porto. Ci sono voluti il personale
impegno, la sua costanza, direi la sua
caparbietà per pilotare il provvedimento
attraverso i mille ostacoli che, una legislatura
dopo l altra, ne insidiavano il
cammino.
Per la Destra è stata un
iniziativa storica che risale esattamente
a 44 anni fa, per Tremaglia la battaglia
di una vita. La prima proposta di legge
sul voto degli italiani all estero
(Sen. Lando Ferretti-Msi) risale, infatti,
alla seconda legislatura. Per la precisione
venne presentata il 22 ottobre 1955 e
successivamente sempre rinnovata. Tremaglia
l ereditò e la fece propria
nel 1972 quando fu eletto per la prima
volta alla Camera, quattro anni dopo aver
fondato il Comitato tricolore per
gli italiani nel mondo di cui da
allora è stato, ininterrottamente,
l animatore.
Un lavoro appassionato, quello di Mirko
Tremaglia, senza cedimenti anche nelle
fasi più difficili, quando sembrava
che l iter del provvedimento fosse
definitivamente compromesso.Tremaglia
ha realizzato un capolavoro di diplomazia
parlamentare assicurandosi il consenso
di forze politiche assai diverse fra loro
e perfino contrapposte, alle quali dò
atto con piacere di aver riconosciuto
ai nostri connazionali, disseminati ai
quattro angoli del mondo, un diritto troppo
a lungo negato. È stato un esempio
di quello che si può fare quando
una causa è giusta.
Detto questo, e dato a Cesare quel che
è di Cesare, cioè a Tremaglia
quel che è di Tremaglia, va aggiunto
che il merito del successo va anche al
sostegno convinto al provvedimento di
tutto il partito - il Msi prima e Alleanza
Nazionale poi - con la mobilitazione dei
suoi uomini nei due rami del Parlamento.
Alleanza Nazionale è dunque lieta
del successo e condivide la legittima
soddisfazione di Mirko Tremaglia. Per
questo il Gruppo parlamentare ha voluto
raccogliere in volume commenti, testimonianze
e documenti, in modo che tutti i più
giovani, sappiano quanto è stato
lungo e faticoso il cammino cominciato
nel lontano 1955'.
* da Il voto degli
Italiani allestero- 1999
visita il sito: www.oltreconfine.de
Gian Luigi Ferretti LItaliano
www.litaliano.de