Canada,
che guaio
Il
governo canadese ha deciso di vietare
lelettorato passivo agli italiani.
Il Viceministro Danieli sottovaluta il
problema. Tremaglia, ci manchi!
12.03.07
- Il Viceministro Danieli l8 marzo:
Non ritengo opportuno commentare
voci ma solo fatti. Per quanto riguarda
il voto in Canada posso solo confermare
che sia il Ministro degli Esteri che il
sottoscritto hanno a più riprese
espresso al Governo canadese la posizione
del Governo italiano. Da ultimo, ho personalmente
proposto allambasciatore canadese
a Roma la costituzione di un tavolo tecnico
per fare una valutazione comune alla luce
della prima esperienza di voto e dellaccordo
tra Italia e Canada fatto in occasione
delle elezioni.
Sei ore dopo lAmbasciatore italiano
a Ottawa in una conferenza stampa conferma
che ormai il governo canadese ha preso
la decisione anche se le comunicazione
ufficiale sarà fatta solo nei prossimi
giorni: i cittadini italiani residenti
in Canada non potranno più candidarsi
per le elezioni italiane.
Daltronde, in occasione delle prime
elezioni, il permesso era stato accordato
a determinate condizioni. La campagna
elettorale avrebbe dovuto svolgersi esclusivamente
allinterno delle associazioni italiane
o via propaganda inviata per posta. Invece
è stato fatto largo uso di annunci
radio-televisivi e si sono svolte manifestazioni
pubbliche fuori dai luoghi consentiti.
Avevano avvisato le autorità canadesi:
Attenti, faremo un monitoraggio e un eventuale
nuovo permesso sarà dato solo se
avrete rispettato le nostre condizioni.
Chi è causa del suo mal pianga
sé stesso?
Davvero strano latteggiamento di
Danieli, che ha sottovalutato il problema.
Ha forse pensato che bastasse nasconderlo
sotto il tappeto per neutralizzarlo.
Quale abissale differenza da Tremaglia,
che sul voto in Canada è sempre
stato sul pezzo, non ha mai abbassato
la guardia. Non so quante volte ha convocato
lAmbasciatore canadese, non so quante
telefonate ha fatto a quello italiano.
E ha sempre interessati, direi pungolato,
lallora Ministro degli esteri Fini
perché la questione venisse posta,
in maniera prioritaria, in ogni occasione
dincontro con il suo omologo canadese.
La fortissima, incessante pressione del
governo italiano ha dato suoi frutti.
Ora non è tutta colpa di Danieli.
Se ha difficoltà persino a farsi
ricevere dal Ministro DAlema, in
parte sarà anche colpa di questultimo.
Certo che non ha fatto una gran bella
figura a cercare di negare quello che
evidentemente già sapeva. Solo
un ambasciatore impazzito avrebbe fatto
le dichiarazioni che ha fatto senza aver
preventivamente, e con buon anticipo,
informato i suoi superiori.
Il Viceministro avrebbe dovuto prendere
il primo aereo per il Canada invece di
andarsene in Germania come se niente fosse.
Poi dice che uno è prevenuto.
Oltrettutto cè il rischio
gravissimo che altri Paesi seguano lesempio.
LAustralia non è mai stata
entusiasta del voto degli italiani. Corre
voce che gli stessi Stati Uniti starebbero
ripensando la loro posizione. Certo che
non ha aiutato lelezione al Senato
di un comunista dellUnione
di Prodi, fatto che non giova neppure
alla reputazione della comunità
italiana.
Che fare? Pare che la situazione politica
in Canada potrebbe portare presto a nuove
elezioni. Bisogna far capire ai partiti
al governo che non hanno alcuna convenienza
ad inimicarsi la comunità italiana.
Gli italiani del Canada,con le loro associazioni
e con i loro mezzi di comunicazione, battano
su questo concetto.
E si impegnino al massimo, tutti uniti
senza distinzione di partiti, per conseguire
lobiettivo.
Come fu vinta la battagli di Rai Internationa
in Canadal, anche questa battaglia può
e deve essere vinta.
da
L'ITALIANO di oggi: www.litaliano,it
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