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Le Firme * Gian Luigi Ferretti

Rai International, avevamo ragione noi

21.03.07 - Siamo venuti in possesso di un documento firmato all’ unanimità dai giornalisti di Rai International.

Si tratta di una presa di posizione molto dura ed allarmante che conferma tutto ciò che da tempo andiamo denunciando.

Aveva puntato molto su Rai International il Viceministro con delega agli italiani all’estero. Ne aveva fatto il suo cavallo di battaglia. Aveva pensato: Gli utenti sono scontenti, io li accontenterò e diventerò popolare e amato dai connazionali oltreoceano.

Nominato a metà maggio, già a inizio giugno si precipitava a Saxa Rubra e prometteva solennemente al Comitato di redazione il superamento “una volta per tutte le condizioni di episodicità, di precarietà e di incertezza".

A luglio organizzava al Ministero degli esteri la “Conferenza programmatica su Rai International e l’informazione per gli italiani nel mondo” alla presenza del Ministro delle comunicazioni Gentiloni e del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria e l’informazione Levi, dei parlamentari eletti all’estero, di dirigenti Rai e di esponenti dei sindacati Fnsi e Usigrai.

Seguirono senza soluzione di continuità comunicati trionfalistici su piani di rafforzamento e riqualificazione di Rai International e sull’aumento dell’offerta informativa dall’Italia verso il mondo.

Tutti a battere le mani felici. Passò un po’ di tempo e il 29 novembre venne nominato Piero Badaloni al posto di Magliaro e cominciò un nuovo battage di dichiarazioni, che promettevano una specie di rivoluzione all’insegna dell’efficienza e della qualità.

Ben presto la realtà si è dimostrata in tutto il suo desolante squallore. Su L’Italiano abbiamo pubblicato una serie di articoli molto critici sulla nuova gestione di Rai International.

Qualcuno ha pensato che avessimo esagerato, qualcun altro che la nostra fosse una posizione preconcetta legata alla collocazione politica del direttore Badaloni.

Ora il documento dei giornalisti, che pubblichiamo su queste pagine, ci da ragione su tutto.

Viene lanciato l’allarme per l’ “ormai intollerabile ritardo della firma della nuova convenzione”, per il “previsto taglio del 15% del budget”, la “carenza di organico e di mezzi tecnici”.

Al direttore Badaloni viene addebitato “un susseguirsi di ordini di servizio e di organigrammi che hanno reso confusa l’organizzazione del lavoro”, il “ritiro della delega in un primo tempo concessa ad un vicedirettore” per la redazione internet, “una segreteria di redazione sottodimensionata”.

Altre critiche a Badaloni sono “diverse situazioni anomale: posizioni di capo redattore scoperte; un rilevante numero di cariche ad personam e disposizione del direttore; posizioni riconosciute contrattualmente ma senza ruolo nell'organigramma; il ridimensionamento delle deleghe a due vicedirettori”.

Qui Roma avrebbe dovuto diventare “uno spazio di approfondimento informativo quotidiano”, ma rischia di “rendere mortificante il confronto con altre realtà”.

Sono stufi di parole e di promesse i giornalisti di Rai International. Ora pretendono subito (entro la fine del mese) “un nuovo piano editoriale scritto e corredato di indicazioni sull’organizzazione del lavoro”.

Questa è la fotografia impietosa di chi vive quotidianamente le frustrazioni di chi vorrebbe fare un prodotto decente, ma si rende conto di non esserne messo nelle condizioni.

Per non parlare delle altre altre frustrazioni, quelle degli utenti, che forse avevano creduto alle roboanti promesse. Negli Stati Uniti hanno addirittura lanciato una petizione e sul sito www.salvaraiinterntional.com le firme arrivano a ritmo incessante.

Da tempo non si registrano dichiarazioni di Danieli su Rai International. Fiutata l’aria che tira, si è defilato alla chetichella lasciando il povero Badaloni a beccarsi gli strali.

IL DOCUMENTO DELL’ASSEMBLEA DI REDAZIONE DEL 13/3/2007

A quasi cento giorni dall'insediamento della nuova Direzione, l'assemblea di redazione di Rai International è costretta ad una riflessione generale che poggia su un dato fondamentale: il piano editoriale esposto in forma solo verbale, essendo subordinato alla firma della nuova convenzione, si è rivelato di fatto inattuabile.

Il bilancio di questi primi 100 giorni della nuova Direzione fa emergere le difficoltà oggettive che costituiscono un ostacolo al percorso di rilancio del canale:

1) L'ormai non più tollerabile ritardo della firma della nuova convenzione che avrebbe dovuto ridefinire, entro dicembre 2006, ruolo e compiti di Rai International.

2) Il previsto taglio del 15% del budget di Rai International, come previsto anche per le altre testate Rai.

3) La conquistata linea televisiva è costata alla radiofonia la perdita di una linea da caporedattore e una consistente riduzione di organico redazionale. E questo malgrado il fatto che l'onda corta - che la nuova convenzione avrebbe dovuto ridimensionare - in realtà continui ad essere prodotta come sempre. In ogni caso, la redazione, nonostante fa carenza di organico e di mezzi tecnici, ha mostrato di saper lavorare a1 progetto di rinnovamento di cui condivide la validità.

4) Un susseguirsi di ordini di servizio e di organigrammi che hanno reso confusa l'organizzazione del lavoro di molte linee redazionali.

5) La mancata volontà dell'Azienda di concedere aumenti di organico rende difficilmente attuabile l'auspicato avvio del cosiddetto "fascione" delle news radiotelevisive.

6) Una linea televisiva alle prese con irrisolti problemi produttivi e che al momento attuale copre lo spazio di quella che e' ancora oggi una rubrica.

7) Il mancato arrivo di colleghi da altre testate.

8) La mancata disponibilità di altre testate ad effettuare uno scambio di giornalisti.

9) La mancata definizione della redazione internet e il ritiro della delega in un primo tempo concessa ad un vicedirettore.

10) Una segreteria di redazione sottodimensionata e per la cui integrazione l'assemblea propone vengano prima prese in considerazione risorse interne.

Intanto la redazione si trova a fronteggiare diverse situazioni anomale: posizioni di capo redattore scoperte; un rilevante numero di cariche ad personam a disposizione del direttore; posizioni riconosciute contrattualmente ma senza ruolo nell'organigramma; il ridimensionamento delle deleghe a due vicedirettori.

A tutto questo va aggiunta la modifica sostanziale dei contenuti della rubrica “Qui Roma” destinata a diventare uno spazio di approfondimento informativo quotidiano. Un progetto condiviso dalla redazione ma che allo stato attuale, in assenza di investimenti adeguati, renderebbe mortificante il confronto con altre realtà. E questo, naturalmente, fatte salve le professionalità e l'entusiasmo che i colleghi hanno dimostrato in queste settimane.

Nel dare conto dei fatti non si può sottacere il problema dei precari. L'assunzione di due soli t.d. si lascia facilmente interpretare come una scarsa volontà dell' Azienda di "scommettere" su Rai International.

In una redazione composta per oltre il 50% da precari si devono prospettare soluzioni reali al problema. A questo riguardo, l'assemblea ritiene essenziale che a Rai International non vengano fatte assunzioni al di fuori di quelle dei colleghi che costituiscono il bacino A della testata, per i quali si chiede un percorso certo dei tempi di assunzione.

Molti dei problemi fin qui evidenziati sono dovuti al mancato rinnovo della convenzione che fisserà la nuova missione della testata e del canale e le risorse economiche per compierla. E anche per questo l'assemblea ritiene grave che tale rinnovo possa venire subordinato alle nomine della Newco, la cui attività dovrebbe riguardare solo ed esclusivamente la distribuzione del segnale e la sua commercializzazione.

L'assemblea ritiene necessario che venga chiarita e riconosciuta formalmente la centralità dell'informazione televisiva e radiofonica autoprodotta nei palinsesti.

Per tutto quanto sopra esposto l'assemblea chiede al Direttore:

a) di fotografare lo status quo e di ripartire dalla pianta organica, prima di avviare ulteriori progetti di rilancio della radiofonia e della televisione.

b) di ripartire dal rafforzamento di quattro pilastri fondamentali: la radio, dove c'è il 70% dell'organico redazionale a t.i. e dove le tecnologie non penalizzano eccessivamente le produzioni; gli approfondimenti radiofonici e televisivi che sono la prima e migliore risposta per adempiere alla missione della testata consentendo l'assorbimento e l'utilizzo razionale della risorsa rappresentata dai giornalisti a t.d. Da ultimo, ma non per importanza, il ruolo della redazione Internet. L'assemblea invita l'Azienda a tenere conto del forte vantaggio competitivo rappresentato dalla testata, presente sulla scena multimediale con la tv e la radio.

c) di definire con l'azienda il progetto di una linea d'informazione dello sport, che costituisce l'elemento trainante degli abbonamenti.

Per questi motivi l'assemblea chiede al Direttore, in attesa della firma della convenzione e dell'arrivo di risorse adeguate, di sottoporre al voto dell'assemblea, entro il 31 marzo, un nuovo piano editoriale scritto e corredato di indicazioni sull'organizzazione del lavoro.

da L'ITALIANO di oggi: www.litaliano,it

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