Caccia
al tesoretto
20.04.07
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Chi vive allestero e segue saltuariamente
le cose italiane talvolta si trova di
fronte a termini di difficile comprensione.
Per chi dunque avesse perso qualche puntata
spieghiamo che dicesi tesoretto
un bel gruzzolo di una decina miliardi
di euro di maggiori entrate fiscali arrivato
insperabilmente quest anno nelle
casse dello stato grazie alla politica
del governo precedente, quello di Berlusconi
per intenderci. Se ne sta parlando molto
perché tutti vorrebbero metterci
le mani addosso. Usiamolo per questo
dice uno. No, usiamolo per quest
altro risponde l altro.
Padoa
Schioppa, il Ministro dell economia
e della finanze che ha in consegna il
malloppo, ha proposto di utilizzarne due
milioni e mezzo per il welfare. Apriti
cielo, i sindacati confederali si sono
imbronciati e hanno dichiarato che questa
cifra è insufficiente.
Capperi,
non sufficienti 2.500.000.000 (Duemiliardiecinquecentomilioni)
di euro. Fanno schifo ai sindacati? Li
destinino agli italiani nel mondo.
Sai
che welfare sarebbe per loro anche se
venisse destinata la metà della
cifra. In ogni caso con la metà
della metà, vale a dire 625 milioni,
si potrebbe comodamente raddoppiare il
numero dei Consolati e contemporaneamente
raddoppiare il numero dei dipendenti in
ognuno di essi nonché dotarli di
mezzi tecnologici avanzati. E avanzerebbero
risorse da destinare all assistenza
sanitaria, alle scuole italiane e a molto
altro d altronde abbiamo visto qualche
giorno fa che tutta la rete consolare
costa al netto ben meno di 200 milioni.
Ma con i fichi secchi le nozze vengono
male e oggi rivolgersi ad un consolato
è come partecipare ad una corsa
ad ostacoli o tanto per restare
in tema ad una caccia al tesoro:
file, centralini che non rispondono, attese
di decenni per vedere riconosciuto il
diritto alla cittadinanza.
Tutto
questo finirebbe d incanto con molto
meno della metà della somma che
fa storcere il naso ai sindacati. A dire
il vero molto si potrebbe già fare
oggi con le attuali risorse, se non finissero
in mille rivoli per alimentare un clientelismo
parapolitico, per tenere in piedi strutture
che svolgono, o dichiarano di svolgere,
funzioni che in tutti gli altri Paesi
del mondo spettano ai Consolati.
Sarebbe ora di accorgersi finalmente che
già da 7 anni siamo entrati nel
terzo millennio e tirare una bella riga
sopra questo sistema ottocentesco che
sta facendo acqua da tutte le parti (e
anche buon vino per pochi privilegiati):
chi ha avuto ha avuto e chi ha dato non
dà più.
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