Il
palestinese MAHMUD DARWISH GUEST Star in Abruzzo
Il grande poeta Ospite d'onore del Premio
letterario internazionale "Laudomia Bonanni"
07.10.06
- E' Mahmud Darwish, poeta palestinese tra i
più grandi al mondo, l' ospite d' onore
del Premio letterario internazionale "Laudomia
Bonanni"" per l' edizione 2006, in
programma dal 19 al 21 ottobre prossimi all'Aquila.
Una scelta molto apprezzata che rafforza il
crescente prestigio del Premio, istituito nel
2002 per onorare la scrittrice abruzzese Laudomia
Bonanni cui è intitolato, scomparsa novantacinquenne
a Roma nell'anno stesso in cui la manifestazione
letteraria prendeva corpo. Mahmud Darwish è
sicuramente uno dei poeti viventi più
rappresentativi, una voce che attraverso la
poesia esprime fino il fondo il dramma del popolo
palestinese. Nato nel 1941 a Birwa, un villaggio
della Galilea, a sette anni Darwish è
costretto con la famiglia ad esiliare in Libano.
Tentano di tornare in Palestina qualche anno
dopo, ma trovano il villaggio raso al suolo
e l'area occupata da una colonia ebraica. Più
volte imprigionato in Israele per i contenuti
delle sue poesie, nelle quali è profondo
e lacerante il grido di libertà per il
popolo palestinese, Darwish è un'icona
vivente della sofferenza della sua gente. Giornalista
ad Haifa, poi gli studi a Mosca, quindi nel
1971 al Cairo. Di nuovo in esilio in Libano,
vi rimane per quasi undici anni fino al 1982,
quindi si trasferisce a Tunisi. Dopo 26 anni,
nel 1996, rientra in Palestina, dove ora vive,
a Ramallah. La sua presenza al Premio "Laudomia
Bonanni" rende ancora più attuale,
attraverso la sua testimonianza di vita e le
sue liriche, il bisogno d'una Patria e d'una
terra per il suo popolo, con la speranza che
Israele e Palestina possano finalmente vivere
in pace ed in sicurezza in quell'area travagliata
da quasi sessant'anni.
Dunque
un crescendo di ospiti d' eccezione, nelle sei
edizioni di questo Premio internazionale, promosso
da Regione Abruzzo, Provincia e Comune capoluogo,
con il determinante sostegno della Cassa di
Risparmio dell'Aquila. In questi anni nel capoluogo
regionale è passato il gotha della poesia
mondiale. Nella prima edizione, nel 2002, il
poeta russo Eugenij Evtushenko, poi Edoardo
Sanguineti ed il siriano Adonis nel 2003, nel
2004 il Nobel per la letteratura Derek Walcott,
quindi nel 2005 il poeta giapponese Kikuo Takano,
scomparso alcuni mesi fa. Assai felice la formula
del Premio, organizzato in tre sezioni: poesia
edita, opera prima di poesia (riservata ad autori
d'età non superiore a 35 anni) e poesia
inedita (riservata agli studenti medi superiori),
mentre la valutazione dei vincitori è
affidata ad una Giuria professionale presieduta
da Stefania Pezzopane, Presidente della Provincia
dell'Aquila, e composta da poeti scrittori giornalisti
ed accademici di rango (Francesco Sabatini,
presidente dell'Accademia della Crusca, Alda
Merini, Maria Luisa Spaziani, Sergio Zavoli,
Renato Minore, Franco Scaglia, Mila Marini e
Anna Maria Giancarli), integrata dal voto d'una
Giuria popolare composta da giovani studenti
d'istituti superiori. Negli anni scorsi i vincitori
del Premio si sono segnalati con opere e liriche
di ragguardevole livello letterario.
Questo
Premio onora certamente la memoria della grande
scrittrice aquilana cui è dedicato. Autrice
apprezzata, talvolta anche discussa, con il
suo stile singolare e per i contenuti innovatori
della sua scrittura, Laudomia Bonanni ha marcato
indelebilmente il Novecento letterario italiano.
Per primi ne rilevarono lo straordinario valore
Eugenio Montale, Emilio Cecchi e Carlo Bo, fra
i tanti recensori che poi ne tesserono le lodi
allorquando, lei del tutto sconosciuta, nel
1948 vinse il Premio Amici della Domenica, complementare
allo Strega, con il romanzo Il fosso,
che due anni dopo, pubblicato da Mondatori,
vinse anche il Premio Bagutta. Fu riconosciuta
erede del miglior realismo italiano e la sua
scrittura assimilata a James Joice e Virginia
Woolf. A seguire, ancora altri scritti di successo,
fino al romanzo L'imputata che nel 1960
vinse il Premio Viareggio e nel 1964 L'adultera,
vincitrice del Premio Campiello. I due romanzi,
tradotti in francese e spagnolo, ebbero una
buona diffusione in Europa ed in America Latina.
Dopo alcuni anni di pausa, riprese intensa la
sua produzione letteraria, con il romanzo Vietato
ai minori (finalista al premio Strega, nel 1975),
poi con la raccolta di racconti Città
del tabacco (1977) e Il bambino di pietra
(1979, finalista al premio Strega). Nel 1982
uscì il suo ultimo lavoro edito, Le droghe.
Sono
rimaste nel cassetto della scrittrice alcune
opere inedite, specie degli anni giovanili.
La rappresaglia, scritto nel 1984, è
stato tre anni fa pubblicato postumo dall'editore
Textus. Negli scritti della Bonanni emergono
con prepotenza le figure femminili. Donne umili,
creature sofferenti che tuttavia sanno trarre
la forza "
di riparare il tessuto
familiare e sociale lacerato da povertà,
emigrazione, carestie, terremoti, ignoranza,
e soprattutto guerre: donne capaci di biblica
rassegnazione, anche se talvolta hanno pietà
di se stesse e manifestano barlumi di rivolta
contro questo eterno rinnovarsi dell'olocausto
femminile
" come Pietro Zullino scrive
in una nota critica. Altro registro della Bonanni
è quello dedicato all'infanzia, al mondo
dei bambini ed all'universo minorile, con una
notevole capacità d'analisi e con un
approccio denso di sensibilità verso
l'ambiente domestico e familiare che a lungo
lo fece definire "femminismo alla Bonanni",
qualche decennio prima che il fenomeno emergesse
nella società italiana. Laudomia Bonanni
ebbe temperamento austero, pessimista, schivo
nel suo rigore, mai incline alle mode letterarie
ma esigente invece verso i lettori. Ricchissimo
il suo lessico, feconda la sua vena narrativa,
acuta ed introspettiva del mondo proletario
ma anche d'una certa borghesia priva di valori.
Rilevante il riscontro positivo della critica.
L'intitolazione del Premio dell'Aquila recupera
un temporaneo appassimento d'interesse verso
la scrittrice. E' un tributo che L'Aquila, la
sua città, sicuramente le doveva e ne
va ascritto merito alle pubbliche Istituzioni
ed alla Cassa di Risparmio. Proprio per accrescere
l'internazionalità del Premio, una particolare
promozione dovrebbe essere condotta, attraverso
Consolati, Istituti di Cultura e le Associazioni,
nei confronti dell'altra Italia all'estero.
Ben 60 milioni sono i cittadini d'origine italiana
nei cinque continenti, tra i quali spesso si
scoprono talenti letterari. Questo, si spera,
possa essere un altro orizzonte del Premio per
il futuro.
*componente
del CRAM - Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo