L'
arte in Abruzzo secondo Mons. Orlando ANTONINI,
Nunzio in Paraguay
L'architettura religiosa narrata dal diplomatico
aquilano in un nuovo pregevole libro
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Monastero
cistercense di Santo Spirito dOcre
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L'
AQUILA, 13.10.06 - E' stato presentato presso
l'abbazia di Collemaggio, nella splendida Sala
Celestiniana affrescata da Saturnino Gatti,
un nuovo libro sull'architettura religiosa di
Mons. Orlando Antonimi, Nunzio Apostolico in
Paraguay. A presentare il volume, il Presidente
della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane,
il Sindaco di Villa S. Angelo, Pierluigi Biondi,
e il Direttore Regionale dei Beni Culturali
per l'Abruzzo, arch. Roberto Di Paola, che della
pubblicazione ha tessuto ogni lode, alla presenza
dell'Autore. L'opera si segnala per completezza
ed organicità della trattazione, con
una scrittura scorrevole che ne privilegia il
notevole valore scientifico. Dunque un punto
di riferimento per la conoscenza e lo studio
della storia urbana e dell'architettura di quell'area
che si aggiunge ad altre rilevanti pubblicazioni
dello stesso Autore, quali "Architettura
religiosa aquilana" in due volumi (pubblicati
nel 1988 e 1993), "Chiese dell'Aquila"
(2005) e con altri autori ( M.Vittorini, A.Clementi,
W.Capezzali, O.Antonini) "Recupero e riqualificazione
dei centri storici del Comitatus Aquilanus"
(2001). Le opere di mons. Antonini, per la loro
strutturalità, sono ormai essenziali
per studiosi e ricercatori, ma soprattutto per
chiunque voglia farsi un'idea compiuta dell'arte
religiosa nell'aquilano. Colmano infatti un
gap. Tanti importanti autori, negli ultimi tre
secoli, si sono cimentati nel campo - Antinori,
Leosini, Signorini, Gavini ed Equizi - e tuttavia
i loro studi, pur nel valore scientifico e documentario,
sono sempre riferiti ad una parte del patrimonio
architettonico. Antonimi compie un'opera di
sintesi complessiva e di contesto storico unica
e pregevole, sotto ogni punto di vista, come
ha tenuto a sottolineare il Direttore regionale
Di Paola.
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Veduta
di Villa S.Angelo
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"Villa
S. Angelo e dintorni", questo il titolo
del volume che diplomatico aquilano dedica al
suo paese natale - vi è nato nel 1944
- e ad altri otto villaggi nei dintorni (Tussillo,
Casentino, Fontavignone, Stiffe, Campana, S.
Eusanio, Fossa e Ocre), tutti nella terra che
fu culla dei Vestini, popolo italico insediato
nella conca dell'Aterno e, a cavallo del Gran
Sasso, nel versante che degrada a Penne fin
verso l'Adriatico. Il volume allarga la visione
su tre millenni di storia. L'area interessata
dalla trattazione è infatti ricca di
reperti archeologici che datano fin quasi dieci
secoli avanti Cristo. Civiltà italiche
capaci di lasciare testimonianze preziose come
la necropoli
di Fossa, Stonehenge d'Abruzzo, con i suoi menir
megalitici ritti al cielo e le tombe a camera
abbondanti di testimonianze, monili, utensili
e preziosi corredi funerari. Ma anche i recenti
rinvenimenti nella zona di Villa S. Angelo,
anch'essi condotti dall'archeologo Vincenzo
d'Ercole della Soprintendenza regionale abruzzese,
databili al III-IV secolo d.C., che riaccendono
ipotesi sulla localizzazione di Frustenias,
appena a due miglia dall'importante città
vestina di Aveia, presso l'attuale Fossa.
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Necropoli
di Fossa
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L'opera,
dunque, oltre ai Vestini traguarda la presenza
romana intorno al 300 a.C., l'arrivo dei primi
cristiani all'inizio del III secolo, poi l'invasione
longobarda, i Franchi, gli imperatori germanici
Ottoni, dunque i Normanni e gli Svevi. Quindi
la costruzione dell'Aquila, nel 1254, ad opera
di un'ottantina di castelli fondatori del Comitatus
Aquilanus, miracolo di civiltà urbana
che realizzò una nuova città secondo
un vero progetto unitario, fatto unico che avrebbe
atteso oltre quattro secoli per riscontrare
un caso simile, nel 1703, con l'edificazione
di San Pietroburgo, ad opera di Pietro il Grande.
E poi gli Spagnoli, gli Austriaci ed i Borboni,
fino all'Italia libera del Risorgimento. In
tale contesto Antonimi, con rara capacità
descrittiva e scientifica, tratta dell'architettura
religiosa del luogo con argomentati richiami
alle testimonianze altomedioevali, quindi all'arte
romanica dopo il Mille, alle influenze dell'arte
borgognona e protogotica apportate nella zona
dall'arrivo dei Cistercensi, di cui Santo Spirito
d'Ocre è luminoso esempio d'architettura
monastica fortificata. Tutte le chiese del distretto
sono analizzate e descritte nelle loro valenze
con dovizia di particolari e spunti di riflessione.
Il volume è ricco di immagini che illustrano
quei veri e propri scrigni d'arte (basilica
di Sant'Eusanio, Santa Maria ad Cryptas a Fossa,
ecc.), di documenti iconografici e d'un corredo
assai ampio di note.
Aveva
aperto l'incontro, nella sala ricolma in ogni
ordine di posti, il Coro "CantAbruzzo",
diretto dal M° Rosella Pezzuti, nata in
Venezuela e recentemente rientrata a vivere
a Villa S. Angelo, figlia d'arte. Il padre Piero,
infatti, emigrato nel paese sudamericano negli
anni cinquanta, era valente musicista e compositore,
purtroppo scomparso qualche anno fa nel suo
paese natale. Due composizioni di Piero Pezzuti
il Coro ha cantato per il pubblico e per mons.
Antonini, concittadino illustre anch'egli musicista.
Non ha mancato di fare al Prelato una sorpresa,
cantando una tradizionale "Ninna nanna"
natalizia, trascritta ed armonizzata proprio
da mons. Antonini, che l'ha salvata per sempre
alla memoria collettiva della comunità
di Villa S. Angelo. Don Orlando Antonini era
giovane parroco di Picenze, un paesino a 15
km. dall'Aquila, quando fu avviato alla carriera
diplomatica dall'allora Arcivescovo dell'Aquila,
Carlo Martini, che in lui riconobbe particolari
doti. Dopo gli studi specifici nella Pontificia
Accademia, Antonini ha fatto importanti esperienze
come Segretario in diverse Nunziature apostoliche
- Bangla Desh, Madagascar, Siria, Olanda, Francia
e Cile. Particolarmente in Cile, un lungo periodo
accanto all'allora Nunzio, mons. Angelo Sodano,
poi cardinale diventato Segretario di Stato
vaticano. Proprio a quell'epoca risale la preparazione
dei due volumi sull'architettura religiosa aquilana,
un'opera veramente monumentale che don Orlando
Antonini, dopo gli impegni giornalieri nella
segreteria della Nunziatura di Santiago, apprestava
in ore notturne nella quiete del suo studio,
sulla copiosa mole di documenti e riferimenti
bibliografici ed iconografici che raccoglieva
durante le vacanze in Abruzzo, in visita all'anziana
madre ed ai familiari. Poi nel 1999 in San Giovanni
in Laterano l'ordinazione a Vescovo, la nomina
a titolare della diocesi di Formia, quindi l'affidamento
della Nunziatura apostolica in Zambia e Malawi,
che ha retto per cinque anni fin quando Benedetto
XVI, nel novembre 2005, gli ha affidato la Nunziatura
del Paraguay. Già in Cile mons. Antonini,
nella comunità italiana di Santiago,
stimolò i suoi corregionali a costituire
un'Associazione Abruzzese. Sicuramente ne avvertirà
qualche eco il CRAM, che a Santiago terrà
il 10 e 11 novembre la sua assemblea, secondo
una decisione che stabilisce di tenere la riunione
annuale del Consiglio nelle aree a più
forte emigrazione proprio per consentire una
partecipazione alle realtà associative
di quei Paesi. Una discreta azione mons. Antonini
va ora compiendo nei confronti degli Abruzzesi
di Asuncion ed del Paraguay, invitandoli a creare
un organismo associativo regionale che meglio
possa mantenere salde le relazioni culturali
e sociali con l'Abruzzo.
*componente del CRAM - Consiglio Regionale Abruzzesi
nel Mondo