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Le Firme * Goffredo Palmerini

Trebisonda Valla

Scomparsa ONDINA VALLA, prima olimpionica italiana a vincere l´oro.
Vinse la medaglia d' oro negli 80 metri ostacoli nel 1936 alle Olimpiadi di Berlino

L'AQUILA, 18.10.06 - Trebisonda Valla, detta Ondina, è scomparsa all' Aquila nella notte del 16 ottobre nella sua casa dove viveva da quasi cinquant' anni. Tanta gente è accorsa a darle l' ultimo saluto nella cerimonia funebre officiata nella chiesa di Santa Maria del Soccorso, antico convento degli Olivetani, ora annessa al cimitero monumentale della città capoluogo dell' Abruzzo. In prima fila il Sindaco, Biagio Tempesta, con il gonfalone della città, i dirigenti del Comitato Olimpico italiano, atleti e sportivi, ma soprattutto tanta gente che portava affetto a questa atleta straordinaria, diventata un' icona dello sport per aver dato all' Italia la prima la medaglia d' oro olimpica femminile, vincendo a Berlino gli 80 metri ostacoli nelle Olimpiadi del 1936. Ondina, come era comunemente chiamata, era nata a Bologna il 20 maggio 1916. Già a 13 anni si era messa in evidenza come giovane promessa dell' atletica leggera italiana. Nel 1930 vinse i campionati italiani e fu convocata in nazionale. Da allora fu un crescendo di risultati e di vittorie, fino a conquistare all' Italia, prima donna in assoluto, la medaglia d' oro alle Olimpiadi.

Trebisonda Valla

Il Presidente del Coni, Giovanni Petrucci, ha espresso il cordoglio dello sport italiano con queste parole: " Con Ondina Valla scompare una delle nostre campionesse più amate e leggendarie, che ha rappresentato per oltre mezzo secolo un fulgido esempio di eleganza atletica e di attaccamento allo sport, cui decine di generazioni si sono ispirate. La sua vittoria ai Giochi Olimpici di Berlino aprì per lo sport italiano "in rosa" una nuova era". Eddy Ottoz, dirigente del Coni e già medaglia di bronzo nel 1968 nei 110 ostacoli ai Giochi olimpici di Città del Messico, ha dichiarato: " Quando l' incontrai direttamente, in occasione di cerimonie sportive, ebbi davvero l' impressione d' avere a che fare con una persona dalle grandi qualità umane, oltre quelle sportive conosciute in tutto il mondo Con lei se ne è andato un personaggio carismatico del nostro sport".

Dopo le Olimpiadi del 1936, Ondina ebbe seri problemi alla schiena, continuando tuttavia a gareggiare fino ai primi anni Quaranta. Nel 1954, con suo marito Guglielmo De Lucchi, scelse L' Aquila come sua città d' adozione. Rimasta vedova, ha vissuto con la famiglia del figlio Luigi, noto professionista aquilano. Una quindicina d' anni fa, in una delle edizioni della Perdonanza, Ondina portò per un breve tratto la fiaccola del "Fuoco del Morrone" proveniente dall' eremo di papa Celestino presso Sulmona e con la quale viene acceso, il 23 di agosto d' ogni anno in apertura delle manifestazioni celestiniane, il fuoco sulla torre civica ardente fino al 29 agosto. Per L' Aquila fu grande onore avere una tedofora d' eccezione: che in quella occasione la città vede grandi personaggi dello sport italiano portare la fiaccola. Donna bellissima, ha conservato il suo fascino fino ai suoi novant' anni, con un' eleganza tanto fine quanto discreto e semplice il tratto nei rapporti interpersonali. Davvero uno stile esemplare. L' Aquila e l' Italia la ricorderanno sempre con affetto ed ammirazione.


* gopalmer@hotmail.com - Consigliere comunale dell'Aquila




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