In
Abruzzo un centro mondiale per le grandi emergenze
sanitarie
A Castelnuovo la sede del SOMI, polo di alta
formazione contro rischi nucleari, biologici
e chimici
L'AQUILA, 30.10.06 - E' operativo dal 28 ottobre
in Abruzzo, a Castelnuovo di San Pio delle
Camere - suggestivo borgo nei pressi dell'Aquila
- un centro mondiale di alta formazione per
le grandi emergenze nucleari biologiche chimiche
e radiologiche, per interventi in casi di catastrofi,
attacchi terroristici, disastri industriali
e ambientali. Sarà finanziato dall'Onu,
dall'Unione Europea e dai governi nazionali.
Si tratta del SOMI (Special operation medical
Institute), il primo polo internazionale
per le grandi emergenze sanitarie non convenzionali,
il cui compito è quello di preparare
con corsi d'alta formazione il personale operativo
con codici di comportamento e protocolli sanitari
uniformi in tutto il mondo. Dunque una struttura
di ricerca scientifica nel settore, in grado
di dare risposte efficaci in ogni angolo della
terra. Un gruppo di scienziati e ricercatori
costituisce il primo nucleo del Centro, che
impiegherà a regime una settantina di
esperti e formatori, destinato gradualmente
a crescere man mano che verranno stipulati accordi
con singoli governi e grandi strutture. La prima
intesa il SOMI l'ha sottoscritta con il Frdp
(Fire rescue development program), programma
diretto da Robert Triozzi, comandante dei
Vigili del Fuoco dell'Onu, nato a New York
ma di origini abruzzesi, per un progetto di
sviluppo del soccorso antincendio. Alla firma
dell'accordo era presente anche il comandante
dei Vigili del Fuoco di New York (FDNY), Daniel
Nigro.
Alla
direzione del SOMI un'equipe di ricercatori
e scienziati delle università di Padova
e Trieste: Luciano Ridolfi alla direzione
generale, Giorgio Stanta responsabile della
ricerca, Renzo Barbazza e Giuseppe Furlan al
Comitato scientifico, Armando Indrio al dipartimento
operativo. Autorità politiche ed istituzionali,
rappresentanze diplomatiche, alti gradi delle
Forze Armate e dell'ordine, dirigenti della
Protezione civile hanno preso parte alla cerimonia
inaugurale del Centro. Molto soddisfatto Giovannino
Costantini, Sindaco di San Pio delle Camere,
il quale ha chiarito le ragioni dell'insediamento
d'una struttura internazionale così rilevante
in un piccolo paese, piuttosto che in una grande
città. La scelta è stata mirata
in un'area centrale e strategica dell'Italia,
con poca popolazione e dunque con bassissimo
rischio di attacchi nucleari, chimici e biologici,
con un ottimale situazione ambientale e climatica
anche per la ricerca nel settore. In effetti,
il contesto è veramente superbo, nell'altipiano
dove si coltiva il crocus, lo zafferano da mille
anni migliore del mondo. L'acrocoro è
coronato da montagne boscose, antichi borghi
e castelli di splendide architetture. L'aria
è pulita, l'inquinamento praticamente
inesistente, il clima eccellente. Castelnuovo
è uno di questi borghi, nei pressi dell'area
archeologica della città vestina di Peltuinum,
sull'antica Claudia Nova, la via consolare che
dalla città sabina di Amitenum - patria
di Caio Crispo Sallustio, il più grande
storico di Roma, come affermò Marziale,
"primus romana Crispus in historia"
- si snodava lungo l'altipiano, prima di congiungersi
con la Tiburtina Valeria verso l'Adriatico.
Il
Centro è dunque una struttura polifunzionale:
formazione specialistica di protezione civile
per le grandi emergenze, ricerca applicata al
settore, consulenza scientifica in casi di rilevanti
calamità, siano naturali, incidentali
o procurate con azioni di terrorismo mediante
agenti o armi non convenzionali, ad alto rischio
per le popolazioni civili. La sua peculiarità
scientifica e la rilevanza internazionale risiedono
nell'applicazione di protocolli sanitari e di
codici di comportamento standard, validi pressoché
in ogni angolo del pianeta, per rendere al massimo
efficienti i soccorsi internazionali secondo
procedure uniformi. Un indirizzo che da anni
l'Onu perorava per dare risposte più
incisive, tempestive ed efficaci alle possibili
emergenze in caso di disastri, occasionali o
procurati, il cui rischio negli ultimi anni
è andato sempre più crescendo
con la minaccia terroristica. "Con il SOMI
questa preoccupazione delle Nazioni Unite ha
trovato una sintesi ed una risposta operativa
altamente qualificata" ha affermato il
portavoce del Centro Giampiero Berti de Marinis,
per cinque lustri amministratore della città
capoluogo e già vice Presidente della
regione Abruzzo, infaticabile promotore del
progetto di costituzione della struttura. IL
SOMI opera come Azienda speciale sanitaria,
convenzionata con l'ospedale di Avezzano per
gli spazi di ricovero e trattamento in caso
di emergenze sanitarie. Enorme interesse ha
destato la nascita di questo Centro d'eccellenza.
Molti i contatti di Governi nazionali, interessati
alla formazione di personale qualificato in
grandi rischi e protezione civile, specie degli
Stati situati in aree sensibili del globo. E'
davvero singolare come un piccolo grazioso borgo
dell'Appennino abruzzese possa diventare, da
un giorno all'altro, una specie di ombelico
del mondo grazie ad un Centro scientifico di
rilevanza internazionale sui rischi e sulle
emergenze sanitarie che mai vorremmo l'umanità
debba sperimentare.
gopalmer@hotmail.com
-
*componente
del CRAM - Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo
Curriculum
Goffredo Palmerini