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Le Firme * Goffredo Palmerini

Francesco Rosi ospite d' onore all' accademia dell' Immagine
Il grande regista all’Aquila per l’inaugurazione dell’anno accademico


L’AQUILA, 24.11.06   Con la presenza del regista Francesco Rosi, uno dei più grandi maestri del cinema italiano, è stato inaugurato all’Aquila l’anno accademico dell’Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine, scuola d’alta formazione per professionisti della settima arte, della televisione e della comunicazione multimediale, fondata nel 1993 - con il determinante concorso della Regione Abruzzo, del Comune dell’Aquila e dell’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica” - da Gabriele Lucci,  personalità notevole della cultura cinematografica italiana. L’Accademia dell’Immagine è un centro d’eccellenza nella formazione, unico al mondo nel suo genere, che ai docenti universitari associa un corpo insegnante professionale composto dai più grandi maestri del cinema (registi, direttori della fotografia, scenografi, costumisti, montatori, tecnici del suono), della televisione, della comunicazione multimediale, oltre ai massimi esperti delle nuove tecnologie dell’immagine, tra cui Jim Morris, presidente della Lucas Digital Film Ltd. di San Francisco. Un ritorno felice, per Francesco Rosi, all’Accademia dell’Immagine, dove due anni fa tenne un indimenticabile seminario di due settimane sul neorealismo e sul suo cinema civile e di denuncia. Lo stile rigoroso ed inconfondibile, la capacità di trasporre la realtà sullo schermo con un’impeccabile costruzione drammaturgica, fanno di Francesco Rosi uno dei più importanti autori del cinema mondiale. I suoi film sulla società italiana dal secondo dopoguerra in poi sono pilastri dell’arte cinematografica, per il linguaggio netto ed incisivo proprio dell’inchiesta sociale. Salvatore Giuliano (1962), Le mani sulla città (1963), Uomini contro (1971), Il caso Mattei (1972), Cristo si è fermato ad Eboli (1979), Cronaca di una morte annunciata (1987), per citare alcuni titoli, sono capolavori del cinema italiano non solo, ma punti di riferimento indispensabili per comprendere la storia civile dell’Italia repubblicana. 

Di questo Rosi ha parlato nella cerimonia d’apertura dell’anno accademico: “Ho sempre creduto nella funzione del cinema come denuncia, come testimonianza di realtà e come racconto di storie attraverso le quali i figli possano conoscere meglio i padri e trarne insegnamento per un giudizio di cui la storia costituisce il riferimento”. Rispondendo alle spigolature sui suoi film e alle domande di Gabriele Lucci, del Presidente della Regione Ottaviano Del Turco - appassionato cinefilo ed amico personale del regista -  e di Paolo D’Agostini, critico cinematografico del quotidiano La Repubblica, è emerso chiaramente come il cinema è anche storia e come tale dovrebbe diventare, in tutte le scuole del mondo, un necessario complemento d’insegnamento. Rosi, analizzando la storia del meridione italiano – e di Napoli, in particolare – ha descritto i contorni delle peculiarità della questione meridionale, diversa e tipica per situazioni e manifestazioni, in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Ha anche affermato – riferendosi alla grave situazione di Napoli, la sua città - come una scuola efficiente ed a tempo pieno, potrebbe contribuire a risolverne i mali togliendo i ragazzi dalla strada, formandoli buoni cittadini. Il Cinema Massimo, ricolmo in ogni ordine di posti da Autorità, studenti e pubblico, ha seguito con compunta attenzione le riflessioni del grande regista. Aveva dato incipit alla cerimonia l’on. Massimo Cialente, Presidente dell’Accademia, elencando i traguardi raggiunti dalla scuola, che vanta collaborazioni con importanti università (Ucla di Los Angeles, Bonn, Leeds, Udine, Lyon, Chieti-Pescara), istituzioni culturali prestigiose (Istituti italiani di Cultura, Festival del cinema, Guggenheim Museum di New York) e relazioni con aziende primarie del settore (Rai, Pixar Animation Studio, Sony, Industrial Light & Magic, Kataweb). Il corso quinquennale di studi in Arti e Scienze dell’Immagine, articolato in un triennio di formazione base e in un master biennale in Produzione dell’immagine, offre consistenti sbocchi lavorativi al termine degli studi, con un tasso d’occupazione che supera il 90%.  Centoventi gli studenti nei cinque anni di corso: italiani, di altri Paesi dell’Unione europea, dell’area mediterranea e balcanica. Sottolineato il grande successo delle pubblicazioni prodotte dal settore editoriale dell’Accademia in collaborazione con la casa editrice Electa-Mondadori - Gabriele Lucci ne è direttore scientifico - tra cui una fortunata collana di dizionari del cinema tradotti in tre lingue,  Cialente ha concluso il suo intervento promovendo la realizzazione all’Aquila d’un Centro Europeo dell’Immagine che raccolga l’esperienza pluriennale nel settore maturata dall’Accademia dell’Immagine e dall’Istituto Cinematografico, unitamente ad Abruzzo Film Commission, costituita per impulso delle due istituzioni. L’uso delle più avanzate tecnologie e la creazione d’un teatro di posa dovrebbero supportare la valorizzazione dell’Abruzzo nella produzione cinematografica, televisiva e pubblicitaria, essendo la regione incomparabile per bellezze naturali e diversità delle locations, a due passi da Roma.

 La proposta è stata subito raccolta dal Presidente della Regione, che impegnerà ogni risorsa per il raggiungimento dell’obiettivo. Anzi, a parere di Del Turco, il Parco di Collemaggio dove già operano le strutture del futuro Centro Europeo dell’Immagine, quello che fu “colle del dolore” dov’era l’ospedale psichiatrico, diventerà sede d’altre strutture significative, come Abruzzo Engeenering e Parco Scientifico e Tecnologico, con tali presenze quindi trasformato in “colle dell’ingegno e della speranza”. Il prof. Angelo D’Alessio, docente dell’Accademia e direttore del Smpte (Society of Motion picture and television Engeeners), uno dei massimi esperti mondiali di tecnologie digitali, ha tenuto una lectio magistralis sul tema “La nuova cinematografia digitale ed il suo triangolo strategico: arte, tecnologia e business”, che ha delineato le nuove frontiere del futuro con l’applicazione diffusa nel settore dell’immagine delle nuove tecnologie. Un campo, questo, nel quale da anni l’Accademia è impegnata con le sue dotazioni strumentali, avendo avviato gli studi sul digitale oltre dieci anni fa, come pure per l’alta professionalità della docenza. Dunque, è candidata naturale, in Europa, alla formazione avanzata nel settore. Il Cinema Massimo, una delle sale storiche italiane vincolate dal Ministero dei Beni Culturali che l’Accademia ha restaurato e gestisce, diventerà presto la prima sala cinematografica in Italia - in collaborazione con l’Istituto Luce con il quale imminente è la definizione d’un accordo - a dotarsi delle nuove tecnologie di proiezione digitale, in un piano che riguarderà una decina d’altri cinema. Anche questo settore d’impegno dà percezione delle sfide intraprese dall’Accademia. Con la sua presenza all’inaugurazione dell’anno accademico Francesco Rosi ha voluto così rendere diretta testimonianza d’amicizia e di stima verso l’Accademia dell’Immagine,  una struttura davvero d’eccellenza.

  *gopalmer@hotmail.com - componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo

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