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Le Firme * Goffredo Palmerini

L' ISTITUTO CINEMATOGRAFICO PRESENTE IN GRANDI EVENTI EUROPEI
Dalla Cineteca dell'Aquila i capolavori per le rassegne di Stoccolma, Madrid e Cracovia

27.03.07 - L'AQUILA, Italia - Provengono dai preziosi archivi della Cineteca dell'Istituto Cinematografico dell'Aquila, fondato da Gabriele Lucci, i capolavori del cinema italiano destinati ad importanti eventi culturali che si svolgeranno nelle prossime settimane in Svezia, Spagna e Polonia. A fine marzo, infatti, si terrà a Stoccolma, grazie ad una collaborazione con Cinematek Svenska, Film Institutet Stockholm e l'Istituto Italiano di Cultura, una retrospettiva su Michelangelo Antonioni. In aprile, inoltre, altre pellicole saranno presenti nella capitale spagnola, in occasione d'una rassegna "Faust nel cinema", organizzata dalla Filmoteca Espanola, con l'Orchesta Nazionale ed il Goethe Institut di Madrid, infine a Cracovia nel prestigioso Stary Teatr per il Festival "Re_wizje/antyk" che dedicherà un particolare spazio alla figura di Pierpaolo Pasolini. La Cineteca dell'Aquila è uno dei centri italiani d'eccellenza per la conservazione e la tutela del patrimonio cinematografico in pellicola, il quinto per importanza e consistenza, divenuto ormai punto di riferimento per Istituti Italiani di Cultura, Associazioni culturali e Festival internazionali. La notorietà internazionale dell'Istituto Cinematografico dell'Aquila, già rilevante per la qualità degli eventi e delle iniziative culturali che produce, va ulteriormente crescendo anche per il significativo patrimonio dei suoi archivi filmici. Risale al 2001 la costituzione della Cineteca, prestigioso fondo di pellicole da 35 e 16 millimetri. Da allora, grazie a successive e mirate acquisizioni di capolavori cinematografici altrimenti destinati al degrado o ad andare dispersi, la Cineteca dell'Aquila ha ampliato il suo patrimonio fino agli attuali 1500 capolavori in catalogo, restaurati e salvaguardati nella loro integrità, mantenuti in ambienti rigorosamente climatizzati per garantirne la conservazione e, a richiesta, messi a disposizione di Enti o Associazioni per eventi culturali di rilievo in tutto il mondo.

Si tratta d'un patrimonio estremamente vario. Tra i grandi autori presenti si trovano i nomi dei maestri del cinema mondiale, tra i quali Ejzenstein, Chaplin Keaton, Dreyer, De Sica, Hitchcock, Kurosawa, Pasolini, Bergman, Fellini, Truffaut, Ferreri, Chabrol, Antonioni, Godard, Wenders, Polanski, Germi, Kubrick, Bunuel, Altman, Visconti, Losey, Coppola, Lynch, Rosi, Skolimoski, Scola, solo per citarne alcuni. Tra i pezzi unici alcune introvabili pellicole del cinema muto, ma anche straordinari documentari d'autore mai posti in circolazione prima d'ora. Le pellicole sono conservate in una speciale unità climatizzata, strutturata in nove "cellari" con microclima controllato, che garantisce le condizioni ideali per preservarle. La pellicola cinematografica, costruita per avere una lunga durata, in realtà è soggetta con il passare degli anni a subire vari decadimenti, fisici e chimici. Tra questi il più pericoloso è la "sindrome acetica", vera e propria malattia che colpisce il supporto e ne determina un lento ed irreversibile degrado fino all'impossibilità d'utilizzo del film. Per evitare il rischio di contaminazione si provvede a tenere le pellicole malate separate dalle altre ed i vapori emessi vengono accuratamente smaltiti all'esterno con un sistema di decompressione che immette costantemente nei cellari aria pura, filtrata dall'esterno. Le pellicole vengono verificate dopo ogni uso nei laboratori dell'Istituto dal personale specializzato che ne controlla lo stato con speciali macchinari. Effettua quindi piccoli restauri, analizzando ogni singolo fotogramma e la condizione della pista che riproduce i suoni del film. Periodicamente le pellicole sono sottoposte ad un meticoloso lavaggio con una soluzione chimica che elimina ogni traccia di muffe o impurità, ed alla verifica delle giunture con apparecchiatura e collanti speciali. Ogni film ha una propria scheda artistica e d'anamnesi fisico-chimica, sempre aggiornata negli archivi elettronici dell'Istituto. L'attività di restauro strutturale, svolta d'intesa con professionisti del settore e con avanzate tecnologie, tende a preservare le opere a rischio d'estinzione, per tutelare la memoria del cinema come bene storico e culturale. Recentemente la Cineteca dell'Aquila ha restaurato "I Vinti" di Michelangelo Antonioni, "Japon Series" di Cécile Fontaine, "Dodes'ka Den" di Akiro Kirosawa e "Nostra Signora dei Turchi" di Carmelo Bene.

Il cinema italiano ha purtroppo sofferto, nel corso degli anni passati, di un'endemica dispersione del suo patrimonio, che le Cineteche hanno oggi il compito d'arginare con operazioni di recupero e tutela di tale inestimabile memoria. Questo sta facendo con certosino impegno l'Istituto Cinematografico dell'Aquila. Un'opera assidua e qualificata che ha meritato alla sua Cineteca il riconoscimento di "Archivio d'interesse culturale" da parte del Ministero per i Beni Culturali, il quale ha sottoposto a vincolo l'importante patrimonio. Con i suoi preziosi capolavori l'Istituto intrattiene relazioni con Enti ed Istituzioni internazionali, collaborando a Festival e retrospettive in tutto il mondo. Tra le collaborazioni si ricordano quelle con il Louvre di Parigi, con il Piccolo Teatro di Milano, con i Festival del Cinema di Venezia, Taormina, Rio de Janeiro (Brasile), Lugano e Fribourg (Svizzera), San Sebastian e Catalogna (Spagna), con il Festival dedicato al cinema fantastico (Pifan) in Korea, con altre cineteche all'estero, come la Finnish Film Archives di Helsinki (Finlandia), la Beta Film (Germania) e la Cinemateca Portuguesa (Portogallo). Tanti, infine, i rapporti con gli Istituti Italiani di Cultura in ogni continente. Con il suo patrimonio l'Istituto Cinematografico allestisce ogni anno interessanti rassegne tematiche - su grandi autori e di genere (neorealista, noir, commedia all'italiana, comico, western, ecc.) - particolarmente apprezzate. Sempre un critico dell'Istituto le anima, inquadrando ogni film nel contesto storico e sociale dell'opera, stilisticamente spiegata al pubblico che poi partecipa al dibattito, utilizzando il cinema come mezzo di riflessione e stimolazione culturale. Una formula, questa, da anni gratificata da consensi e successo, davvero convincente, che va trovando interesse anche all'estero. E' di questi giorni lo studio d'un progetto richiesto dal Centro Abruzzese e da altre comunità regionali di Ottawa, in collaborazione con la Dante e con le due università della capitale canadese, con possibile realizzazione nell'estate prossima o nella primavera 2008. Un vero progetto-pilota che l'Istituto conta poi d'esportare ovunque, tra le comunità italiane all'estero. Dunque il cinema non solo come spettacolo in sé, bensì come straordinario mezzo di diffusione della cultura italiana nel mondo, che consente di riflettere e discutere sulla storia d'Italia attraverso il viaggio della memoria. Uno strumento nuovo d'indagine sociale ed antropologica nelle vicende che hanno contrassegnato il nostro Paese, e non solo, nel corso dei secoli.

* gopalmer@hotmail.com - Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo

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