Dall'
Abruzzo al Karakorum: Scienza, cultura e solidarietà
Spedizione alpinistico-scientifica al Broad
Peak (8.047 m.) a cinquant'anni dalla prima
ascensione

Y componenti la spedizione,
con alle spalle le vette del Gran Sasso
d'Italia.
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20.06.07,
L' AQUILA - E' partita per il Pakistan, il 20
giugno dall'Aquila, la spedizione Abruzzo Karakorum
2007 del CDAA - Centro Documentazione Alti Appennini
(www.cdaaexpeditions.it), per tentare la vetta
del Broad Peak (8.047 metri), uno dei quattordici
"ottomila" del tetto del mondo, con
lo scopo di celebrare il cinquantenario della
prima ascensione di quella cima. Furono, nel
1957, gli austriaci H. Buhl, K. Diemberger,
M. Schmuck e F. Wintersteller a conquistarlo,
scrivendo una delle pagine più belle
dell'alpinismo, sia per la concezione innovativa
che per l'etica rigorosa di quell'impresa. Quel
periodo, infatti, era caratterizzato da una
vera e propria corsa "all'ottomila inviolato"
e sull'Himalaya le spedizioni non si risparmiavano
in uomini e dotazioni pur di assicurare alla
propria nazione la conquista d'una vetta. La
piccola spedizione austriaca, invece, con pochi
mezzi e nel rispetto di princìpi molto
severi, concluse la scalata del Broad Peak in
limpido "stile alpino", senza portatori
d'altura, senza corde fisse e soprattutto senza
uso d'ossigeno. Per le scalate d'alta quota
fu davvero un esempio d'alpinismo puro, il recupero
dei valori autentici in maturità tecnica,
doti d'equilibrio interiore e qualità
umane. Proprio nel solco di tale concezione
dell'alpinismo, a cinque anni dalla splendida
impresa che il 6 ottobre 2002 vide l'aquilano
Giampaolo Gioia piantare il tricolore affidato
alla spedizione dal Presidente Ciampi sulla
cima del Cho Oyu - 8.201 metri, sesta vetta
del mondo- una nuova spedizione abruzzese del
CDAA tenterà a fine luglio di replicare
l'ascesa compiuta dagli austriaci nel 1957.
L'impresa, seguendo gli stessi canoni, è
ancora più ambiziosa. Conta anche di
aprire, in una delle cime satelliti del Broad
Peak, una nuova via che verrà dedicata
ad Alberto Bianchetti e Stefano Imperatori,
due degli alpinisti della spedizione sul Cho
Oyu di recente scomparsi. Compongono l'attuale
spedizione, guidata da Giampaolo Gioia, gli
alpinisti Claudio Persio (Presidente del CDAA),
Agostino Cittadini, Leandro Giannangeli, Antonio
Massena, Armando Coccia, Maurizio Felici, Antonio
Caporale, Flavio Paoletti, Valter Bucci (medico)
e da Alessandro Palmerini ed Enzo Testa, filmaker
della spedizione.
Non
è questo, però, l'unico scopo
della spedizione abruzzese sul Broad Peak, traduzione
inglese del nome della montagna in linguaggio
baltì "Falchan Kangri", ossia
"cima larga". Sarebbe solo una delle
tante spedizioni internazionali che quest'anno
si alterneranno nell'impresa, nel cinquantenario
della prima ascensione. Invece, come già
nel 2002 con la spedizione sul Cho Oyu, il CDAA
realizzerà un'importante missione scientifica,
culturale ed umanitaria. Con il coordinamento
di Antonio Massena prosegue infatti il progetto
culturale con la realizzazione d'un film sulla
spedizione sul Broad Peak per raccontare la
montagna, i luoghi, gli uomini - con le loro
fatiche, gioie e disperazioni - attraverso un
linguaggio sperimentale di scrittura filmica
affrancato da ogni mediazione. Il progetto,
avviato nel 2000 con "Namasté"
girato in Nepal sui luoghi che conducono alla
Piramide del CNR ed al Campo Base dell'Everest,
continuò con "Mondi Sospesi",
film sulla spedizione abruzzese "Cho Oyu
2002". Quel film, per la regia di A. Palmerini
e E. Testa, prodotto dal CDAA e dall'Accademia
dell'Immagine, ebbe ottimi riscontri per l'originalità
del linguaggio cinematografico al Festival Internazionale
del Cinema di Montagna di Trento e al Malescorto
Film Festival, fu selezionato a rappresentare
l'Italia all' Iranian ShortFilm Festival 2003
di Teheran ed ha partecipato ad altre rassegne
internazionali in Italia (Udine, Picciano, Mompeo
in Sabina) e all'estero (Germania, Australia).
In
collaborazione con la Facoltà di Medicina
dell'Università dell'Aquila (cattedre
di Anestesia e Rianimazione, Oftalmologia, Psichiatria
ed Endocrinologia) verranno infatti rispettivamente
realizzati protocolli di notevole rilevanza
scientifica: il "protocollo telemedicina",
un sistema di monitoraggio di parametri vitali
sugli alpinisti, in condizioni estreme, e trasmissione
in tempo reale via satellite alla centrale operativa
allestita presso l'ateneo aquilano ed in altro
analogo centro operativo in Sicilia, con immediato
referto a scopo clinico e di ricerca; il "protocollo
danni retinici d'altitudine" per osservare
l'incidenza di patologie della retina causate
da problemi di natura vascolare e da ipossia;
il "protocollo psicologia", per studiare
con appositi test comportamento ed adattamento
umano in ambiente ostile, durante le varie fasi
della spedizione; il "protocollo Sildenafil",
per la sperimentazione in alta quota del farmaco
sulle patologie respiratorie e neurologiche.
La Facoltà di Scienze motorie dell'ateneo
aquilano, con un suo progetto, provvederà
a monitorare con regolarità la capacità
di tolleranza allo sforzo fisico, per sperimentare
innovative procedure di valutazione e dosaggio
dello stress fisico in condizioni di sollecitazione
estrema. I risultati del progetto saranno estremamente
utili in futuro per ottimizzare i sistemi di
preparazione per gli alpinisti d'alta quota.
Altro rilevante progetto scientifico d'interesse
ambientale, in sinergia con il Consorzio di
Ricerca e con i Laboratori Nazionali del Gran
Sasso dell'INFN, consentirà di valutare
in ambienti inusuali, quali quelli toccati dalla
spedizione, la presenza di berillio 7, radioisotopo
a vita breve (50 giorni) prodotto dalla radiazione
cosmica nell'atmosfera e portato a terra da
piogge o nevi. I rilievi saranno correlati con
le misurazioni di elementi radioattivi d'origine
naturale (uranio, torio, cesio) raccolte in
territorio abruzzese.
Infine,
molto significativo il progetto solidarietà
nel villaggio di Askole, quota 3000, nei pressi
del ghiacciaio del Baltoro. Da alcuni anni l'iniziativa
alpinistica italiana in Karakorum ha portato
alla realizzazione del Dispensario Medico "Lorenzo
Mazzoleni", unico centro di assistenza
sanitaria per le popolazioni, estremamente povere,
d'una regione vasta quanto una grande nazione
europea. Il potenziamento dell'attuale dispensario
e la sua trasformazione in un punto medico di
primo intervento trovano nella spedizione "Abruzzo
Karakorum 2007" una risposta operativa,
grazie alla collaborazione dell' Azienda Farmaceutica
Municipale dell'Aquila e dell'Assofarm, l'associazione
nazionale delle farmacie comunali, in grado
d'assicurare un intervento strutturale nel quadro
dell'accordo stipulato nel 2004 tra i governi
italiano e pakistano, in occasione delle celebrazioni
per il cinquantenario della prima salita del
K2. Quest'iniziativa umanitaria non può
che ascriversi a merito del CDAA ed è
motivo di forte distinzione dell'Abruzzo all'estero,
orgoglio per tutti gli abruzzesi nel mondo.
Ora non c'è che da augurare agli alpinisti
abruzzesi le stesse emozioni di mezzo secolo
fa, descritte con rara efficacia da Kurt Diemberger
nel suo libro "Tra zero e ottomila":
"
Il giorno sta per finire sulle montagne
del Baltoro. Le ombre dei giganti crescono lentamente
lungo i ghiacciai, convergono, s'intrecciano,
formando un mare placido e silenzioso d'oscurità,
da cui spuntano ancora le montagne, come isole
rilucenti. Il sole fiammeggiante e vibrante
nella sua forza primigenia si adagia verso l'orizzonte.
Poi, in un gioco di colori di incantevole bellezza,
soltanto le cime degli ottomila risplendono
sopra il mondo. La neve ha un riverbero arancio
intenso, le rocce bruciano in una tinta rosso-bruna,
uno splendore irreale
Su una delle cime
stanno due uomini. Il loro respiro è
ancora pesante per la recente scalata; sono
stanchi, ma non lo sentono, perché quello
splendore che si diffonde intorno e l'ultima
luce del sole sono penetrati anche in loro
".
Credo questo possa essere il miglior auspicio
di buona fortuna per la loro spedizione.
*
gopalmer@hotmail.com
*componente
del CRAM - Consiglio Regionale Abruzzesi nel
Mondo
Curriculum
Goffredo Palmerini