Il
CRAM scopre un grande Abruzzo anche in Sud Africa
L'assemblea degli Abruzzesi nel Mondo conclude
i lavori a Johannesburg e guarda al futuro
Il
Ministro Dorothy Mahlangu ( terza da destra),
con il Presidente del Cram Donato Di Matteo
ed altri delegati
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14.09.07
, L'AQUILA - Sono appena rientrati nei rispettivi
Paesi i delegati delle comunità abruzzesi
nel mondo che hanno tenuto, dal 5 al 9 settembre,
la loro assemblea annuale a Johannesburg, convocata
in Sud Africa dal presidente del CRAM, Donato
Di Matteo, per unanime decisione dello stesso
organismo per meglio conoscere, ogni anno, le
realtà associative regionali nei vari
continenti. I lavori appena conclusi consentono
una riflessione sulle politiche avviate con
successo nel 2007 e sulle prospettive per il
futuro. Il meeting degli Abruzzesi nel Mondo
era iniziato con una significativa visita alla
casa natale di Nelson Mandela, a Soweto, ora
diventata un piccolo museo. Nel sobborgo nero
dell'immensa metropoli il CRAM ha inteso rendere
omaggio all'uomo politico, premio Nobel per
la pace, padre del Sud Africa finalmente affrancato
dall'apartheid, il regime dei boeri bianchi
che dal 1947 e fino al '94 aveva tenuto privati
dei diritti civili ed ai margini della democrazia
i nativi neri, costituenti l'80% circa dell'intera
popolazione. La lunga lotta civile dell'ANC
(African National Congress), mai fermatasi durante
i 27 anni di reclusione inflitti a Mandela,
finalmente poneva fine al regime, anche per
la lungimiranza dell'ultimo suo presidente,
Frederick W. Le Klerk - anch'egli insignito
del Nobel per la pace - avviando quel grande
Paese alla democrazia compiuta. Nel 1994, nelle
prime elezioni a scrutinio universale dopo la
fine della segregazione razziale, Nelson Mandela
diventava presidente del Sud Africa. E' stata
una transizione incruenta, alla quale ha giovato
l'opera dell'arcivescovo Desmond Tutu - altro
premio Nobel per la pace - nell'accompagnare
il Paese alla fine del regime razzista ed alla
democrazia. Non senza problemi e difficoltà
profonde, però, ancor oggi. Forse più
d'una generazione sarà necessaria per
risolverli. Ma intanto il Sud Africa ha posto
le basi per essere il Paese traino del continente
africano, forte delle sue immense ricchezze
minerarie (primo produttore d'oro, platino,
vanadio, cromo, manganese) e pietre preziose,
con un'agricoltura fiorente ed un moderno sistema
industriale, con un'efficiente rete d'infrastrutture
stradali, ferroviarie e portuali, che da qualche
anno gli assicurano un elevato trend di crescita,
giunto al 5% circa nel 2006. Certo, ancora pesanti
traumi sociali sono dovuti all'attuale distribuzione
della ricchezza e del peso politico all'interno
del sistema. Ma tutto questo gradualmente rientrerà,
con la parallela crescita della giovane democrazia
sudafricana.
In
tale contesto opera in Sud Africa la nostra
comunità, 65000 italiani circa delle
varie generazioni. Ed in essa quella abruzzese,
stimata intorno ai cinquemila membri, ben inserita
nell'economia e nella società sudafricana.
A Johannesburg circa 800 sono gli abruzzesi.
L'imprenditore Carmine Angelucci, costruttore
di reti elettriche ad alta tensione, originario
di Castelfrentano, in provincia di Chieti, per
8 anni membro del Comites, da 10 è presidente
dell'Associazione regionale. Esponente assai
in vista della comunità abruzzese di
Johannesburg è Maurizio Mariano, 43 anni,
brillante avvocato a capo d'uno studio legale
con un centinaio di dipendenti, per sette anni
membro del CGIE e presidente del Comites, ora
lanciato verso un promettente futuro politico
con l'ANC, il partito di Mandela. Infine Mario
Di Cicco, componente del CRAM, ingegnere, ex
ufficiale della Marina sudafricana e già
presidente del Circolo italiano, completa il
trio d'anfitrioni che hanno governato la perfetta
accoglienza degli Abruzzesi giunti a Johannesburg
per il loro congresso. Non deve dunque stupire
se all'apertura dei lavori del CRAM, oltre alla
reggente del Consolato d'Italia, Giovanna Rigato,
era presente Dorothy Mahlangu, Ministro per
gli Enti Locali nel governo del Gauteng, provincia
più densamente popolata (9,5 milioni
d'abitanti) delle nove che compongono lo Stato
federale del Sud Africa. La presenza dell'affermata
donna di governo all'assemblea ha reso evidente,
non solo simbolicamente, l'alta considerazione
in cui è tenuta la comunità italiana
in Sud Africa, e particolarmente quella abruzzese.
D'altronde nell'intervento, per nulla di circostanza,
il Ministro ha esplicitamente richiamato la
rilevanza italiana nella società e nell'economia
dello Stato, l'affermazione della componente
abruzzese di cui ha tessuto le lodi, non mancando
di sottolineare il forte rapporto d'amicizia
con Maurizio Mariano e la proiezione del professionista
in ruoli importanti nella politica del Paese.
Con puntuali annotazioni ha illustrato le potenzialità
del Sud Africa e le opportunità che offre,
ma anche i problemi sociali aperti, quali sicurezza
e sanità, sui quali il governo è
fortemente impegnato. Dell'Abruzzo, regione
che il Ministro visitò qualche anno fa,
ha poi ricordato le bellezze ambientali ed artistiche
senza timore di tradire lo stupore avuto durante
quel viaggio. Il Presidente Di Matteo, a nome
della Regione e del CRAM, ha ringraziato il
Ministro per la speciale attenzione che ha riservato
al meeting degli Abruzzesi nel Mondo.
Un'immagine
nitida sul ruolo della comunità abruzzese
in Sud Africa si percepisce da una sommaria
analisi delle imprese impegnate nel settore
delle grandi costruzioni e delle reti civili.
Acquedotti, elettrodotti, reti di smaltimento,
costruzioni edili e stradali, ma anche meccanica
fine e catene di ristorazione. Tra esse primeggiano
proprio quelle abruzzesi. Hanno sede a Johannesburg,
ma con attività in tutto il Sud Africa,
le società Martini Bros, Dino Martini,
Fratelli Valente, nel settore delle grandi reti
civili, dirette da imprenditori di Rovere (L'Aquila),
quindi Lamberto Carnicelli di Ovindoli (L'Aquila),
Antonio Di Loreto di Castelfrentano (Chieti)
nel settore delle costruzioni edili, Cesare
Di Giacomo di Sulmona (L'Aquila) nelle costruzioni
di reti elettriche, Beniamino Di Zio di Loreto
Aprutino (Pescara) nella meccanica di precisione.
Nella grande ristorazione, con una diffusa catena
d'esercizi, il Gruppo Mastrantonio, diretto
da Gianni Mariano di Pescara. A Durban ha sede
l'impresa Buccimazza, a Cape Town l'impresa
Colarossi, entrambe di Rocca di Mezzo (L'Aquila),
operanti nel settore delle grandi reti civili.
Infine, abruzzese è la più grande
zecca privata del Sud Africa: medaglie, incisioni,
fusioni hanno il marchio di Eustachio Pagliari,
originario di Scanno (L'Aquila), forse retaggio
dell'antica arte orafa che da secoli ha in Abruzzo
un'alta tradizione. Ne avrà per molto
con i mondiali di calcio, che si svolgeranno
in Sud Africa nel 2010.
Tanto
emerge dell'imprenditoria abruzzese in Sud Africa,
paese vasto quattro volte l'Italia, 48 milioni
di abitanti, con forti prospettive di crescita
economica e sociale, sebbene con un bagaglio
di problemi e tensioni ancora da risolvere.
Questo il banco di prova per la giovane democrazia
sudafricana, attenta a costruire un ordinato
sviluppo, ma proprio per questo bisognosa di
solide relazioni internazionali, soprattutto
con l'Italia e con gli altri Paesi europei che
lì hanno forti comunità, nazionali
e regionali. L'Abruzzo certamente farà
la sua parte. Il meeting di Johannesburg ha
consolidato l'iniziativa regionale. Sulla scorta
dei risultati raggiunti con le attività
ed i progetti avviati nell'anno, per il 2008
il programma approvato dal CRAM prevede un rafforzamento
delle iniziative dell'Abruzzo all'estero nel
settore della formazione, della cultura, della
promozione turistica ed economica, in stretta
sinergia con le comunità regionali nel
mondo. Si punta anzitutto sulle giovani generazioni
della nostra emigrazione, che a novembre terranno
il loro congresso a Mar del Plata, in Argentina.
Il CRAM ha davvero innescato un salto di qualità.
Alla nostalgia si sostituisce l'avvio di iniziative
produttive. In Brasile la Federazione Abruzzese,
in funzione di agenzia, sta avviando un progetto
pilota per la promozione del turismo e dell'enogastronomia
regionale. Su tali obiettivi il CRAM, approvando
la proposta di budget per il 2008, ha votato
all'unanimità una risoluzione per impegnare
la Giunta Regionale ad investire di più
sulla grande risorsa delle comunità abruzzesi
all'estero, chiedendo uno stanziamento maggiore
a sostegno del programma dell'anno venturo.
Ha infine deciso di tenere ad Adelaide, in Australia,
l'assemblea del prossimo anno ed un nuovo congresso
dei giovani a Montreal, in Canada.
Il
CRAM ha fatto quindi una doverosa visita al
Cimitero militare italiano di Zonderwater, dove
sono sepolti 252 militari deceduti per varie
cause durante il periodo di prigionia, dall'aprile
del '41 al 1947. Provenivano dai campi di battaglia
in Libia ed Etiopia i nostri soldati prigionieri
di guerra nei 18 campi allestiti in Sud Africa,
tra cui quello di Zonderwater. Le testimonianze
rimaste nel campo, per quanto possa essere sopportabile
una prigionia del genere, descrivono comunque
un trattamento dignitoso. Toccanti i reperti
di quegli anni di prigionia nel museo allestito
accanto al cimitero, del quale da sei anni si
cura con passione ammirevole l'ing. Emilio Coccia.
E' un vero giardino della memoria italiana,
sebbene in un periodo drammatico. L'ingegno,
l'arte e la creatività dei prigionieri
italiani vivono in quel museo: disegni e pitture,
oggetti di fine artigianato, pagine di ricordi,
lo sforzo di non arrendere alla restrizione
della libertà fisica quella interiore.
In quel campo di prigionia passarono Vittorio
Tagliente e Palumbo Fioravante, rispettivamente
padre del consigliere regionale Giuseppe Tagliente
e nonno del presidente del CRAM, Donato Di Matteo.
In silenzio, tra le croci bianche, i componenti
del CRAM hanno sfilato in rispettoso raccoglimento.
Molti gli abruzzesi sepolti: Ugo Caroccia di
Palena, deceduto nel '41, Cesidio Conte di Roccamorice
('42), Sabatino Ruscitti di Celano('44), Camillo
Di Paolo di Lettomanoppello ('44), Arturo Pizzola
di Roccacasale ('43)Gerardo Salerno di Ari ('44),
Domenico Di Paolo di Abbateggio ('43). La Regione
Abruzzo, per iniziativa dei consiglieri Di Matteo
e Tagliente, farà il suo dovere verso
il cimitero di Zonderwater, contribuendo all'ampliamento
del museo. I fondi dall'Italia coprono le esigenze
ordinarie. Ma per garantire al meglio il decoro
del cimitero, davvero molto dignitoso, soccorre
la comunità italiana in Sud Africa ed
altre straordinarie contribuzioni. L'omaggio
ai nostri caduti prigionieri di guerra ha completato
gli incontri avuti con la comunità di
Johannesburg, presso Circolo italiano situato
in una bella zona residenziale della metropoli,
tanto estesa quanto immersa nel verde della
sua fiorente vegetazione d'altura - la città
è a 1750 m. d'altitudine - con un clima
gradevole tutto l'anno. Il Circolo è
molto funzionale e ricco di spazi ricettivi.
Tante le strutture sportive a corredo, anche
una scuola. Ora, in fondo ai campi da gioco,
la comunità sta costruendo Casa Serena,
perché nessun italiano resti solo e trovi
invece la solidarietà della comunità,
in un confortevole luogo dove mai si perdano
presenza, voci, echi e radici della propria
italianità, in Africa.
*gopalmer@hotmail.com
- componente del Consiglio regionale Abruzzesi
nel Mondo (CRAN)
Curriculum
Goffredo Palmerini