Bologna
ricorda Ondina Valla, ad un anno della
scomparsa
Celebrazioni nella città natale
dell'atleta, prima donna italiana
a vincere l'oro alle Olimpiadi di
Berlino
di Goffredo Palmerini *
11.10.07,
L'AQUILA - Il 16 ottobre 2006, all'età
di 90 anni, si spegneva all' Aquila
Trebisonda Valla, comunemente chiamata
Ondina, medaglia d'oro ai Giochi Olimpici
di Berlino. Bologna, sua città
natale, ad un anno dalla scomparsa
la ricorda con una serie di eventi
promossi dal Comune e dal Coni, in
collaborazione con l'Amministrazione
Provinciale e con la Fondazione Cassa
di Risparmio. Atleta straordinaria,
Ondina era diventata un'icona dello
sport per aver dato all'Italia la
prima la medaglia d'oro olimpica femminile,
vincendo nel 1936 a Berlino gli 80
metri ostacoli. Era nata a Bologna
il 20 maggio 1916. Il nome Trebisonda,
scelto dal padre in ricordo dell'omonima
città turca, fu nella quotidianità
cambiato dalla sua maestra elementare,
la signora Zanetti, che l'aveva dapprima
accorciato in "Onda" e quindi
nel più familiare e grazioso
diminutivo di Ondina, che l'avrebbe
poi accompagnata per tutta la vita.
Ondina Valla s'era fatta notare sin
da giovanissima per la grinta e le
sue doti atletiche. Ai campionati
studenteschi bolognesi rivaleggiò
con la concittadina Claudia Testoni,
che sarebbe stata la sua antagonista
per tutta la carriera sportiva, sebbene
con un bilancio conclusivo nettamente
a favore della Valla. A tredici anni
Ondina era già considerata
una delle grandi protagoniste dell'atletica
leggera italiana. Nel 1930 vinse i
campionati italiani e fu convocata
in nazionale e divenne presto una
delle beniamine del pubblico italiano.
La stampa la definì "il
sole in un sorriso".
In
attesa della partenza, da sinistra:
Ondina Valla, Doris Eckert,
Anny Steuer, Catharina ter Braake
e Claudia Testoni
|
Da
allora fu un crescendo di risultati
e di vittorie. Vestì la maglia
della nazionale per sedici volte,
fino a conquistare all'Italia, prima
donna in assoluto, la medaglia d'oro
alle Olimpiadi. Versatile ed eclettica
in molte discipline dell'atletica
leggera, gareggiò per 15 anni
sempre ad altissimo livello, vincendo
ben 15 titoli italiani sia nelle gare
di velocità che nella corsa
ad ostacoli, ed eccelse pure nel salto
in alto e nel pentathlon. Ventuno
sarebbero stati, alla fine della carriera,
i record nazionali conquistati.
Passaggio
intermedio negli 80 metri ostacoli:
Ondina Valla è già
in vantaggio sulle altre concorrenti
|
Ai
Giochi olimpici di Berlino, in semifinale,
corse gli 80 ostacoli in 11.7, tempo
omologato come primato mondiale. Il
giorno successivo, 6 agosto 1936,
toccò l'apice della carriera
ed entrò nella storia dello
sport
italiano, diventando a vent'anni la
prima donna a vincere l'oro olimpico.
Premiazione:
1° Trebisonda Valla (Italia)
11,7 sec. - 2° Anny Steuer
(Germania) - 3° Elisabeth
Taylor (Canada)
|
Il suo primato di salto in alto (1.57),
realizzato nel ''37, avrebbe resistito
18 anni, battuto solo nel 1955 da
Paola Paternoster. Dopo le Olimpiadi
di Berlino, Ondina ebbe seri problemi
alla schiena, continuando tuttavia
a gareggiare fino ai primi anni Quaranta.
Nel
1943 sposò Guglielmo De Lucchi,
famoso ortopedico, che undici anni
dopo scelse L'Aquila come città
d'adozione per la bella famiglia,
allietata dall'arrivo del figlio Luigi.
Rimasta vedova, Ondina ha vissuto
in famiglia con Luigi fino al giorno
della sua scomparsa. Il 16 ottobre
dell'anno scorso L'Aquila partecipò
in massa a rendere l'estremo omaggio
ad Ondina, straordinaria concittadina
distintasi per il suo stile esemplare,
presenti le massime rappresentanze
civiche ed il gonfalone della città.
In una delle edizioni della Perdonanza,
una quindicina di anni fa, Ondina
aveva concesso alla città un
grande privilegio, portando per un
breve tratto la torcia del "Fuoco
del Morrone" con la quale, il
23 di agosto, viene accesa la fiaccola
sulla torre civica che apre le manifestazioni
del l'annuale Giubileo voluto da papa
Celestino V. Per L'Aquila fu grande
onore avere una tedofora d'eccezione.
Donna bellissima, ha conservato il
suo fascino fino a novant'anni, con
un'eleganza tanto fine quanto discreto
e semplice il tratto. L'Aquila la
ricorda con affetto ed ammirazione.
Il presidente del Coni, Giovanni Petrucci,
nel giorno delle esequie, così
espresse il cordoglio dello sport
italiano: " Con Ondina Valla
scompare una delle nostre campionesse
più amate e leggendarie, che
ha rappresentato per oltre mezzo secolo
un fulgido esempio di eleganza atletica
e di attaccamento allo sport, cui
decine di generazioni si sono ispirate.
La sua vittoria ai Giochi Olimpici
di Berlino aprì per lo sport
italiano in rosa una nuova era".
Dicevamo
delle iniziative in onore di Ondina
Valla a Bologna. Intanto proprio il
16 ottobre, anniversario della scomparsa,
la città intitola all'atleta
una Via nel quartiere di San Donato.
Il giorno successivo, presso la Cappella
Farnese, prende l'avvio il Convegno
"Ondina Valla, la vittoria di
un sorriso" , alla presenza del
figlio Luigi e di molte campionesse
bolognesi, tra cui Donata Covoni.
I lavori, aperti dal sindaco Sergio
Cofferati, dall'Assessore allo sport
Anna Patullo e dal presidente del
CONI di Bologna Renato Rizzoli, prevedono
le relazioni "Ondina Valla e
il suo tempo" di Gustavo Pallicca,
segretario della Società italiana
di Storia dello sport; "Sport
femminile della seconda metà
del 900: dalla ricostruzione alla
caduta del muro" di Sergio Giuntini,
docente all'Università Statale
di Milano; "Primo evolversi della
ginnastica e dello sport femminile"
di Giorgio Bernardi, docente di Storia
dello sport all'Università
di Bologna, con moderatore Alberto
Bortolotti, vice presidente dell'Unione
Stampa Sportiva Italiana. Le celebrazioni,
a partire dal 13 ottobre, sono precedute
da una bella Mostra autobiografica
di Ondina Valla, allestita presso
la Galleria "Il punto",
in via San Felice, e curata da Stefano
Stagni e Cristina Martini. Si tratta
d'una ricca esposizione di cimeli,
tra cui spicca il pettorale 343 con
cui Ondina vinse l'oro a Berlino nel
1936, quadri, fotografie, filmati,
libri, ritagli di giornali e fotografie
inedite risalenti agli anni dei suoi
successi sportivi. Insomma, un ricordo
a tutto tondo reso possibile dalla
feconda collaborazione del figlio
Luigi De Lucchi che con grande disponibilità
ha messo a disposizione l'archivio
di famiglia, per rendere degno onore
ad Ondina Valla, una delle più
amate, significative e simboliche
personalità dello sport italiano.
*gopalmer@hotmail.com
- componente del Consiglio regionale
Abruzzesi nel Mondo (CRAN)
Curriculum
Goffredo Palmerini