Le
montagne incantate, la pittura di Michelangelo
Antonioni
Una splendida mostra del grande regista al Forte
Spagnolo dell'Aquila, aperta fino al 9 dicembre

Michelangelo
Antognoni
|
31.10.07,
L'AQUILA - E' stata aperta il 30 ottobre al
Museo Nazionale d'Abruzzo, nel Forte Spagnolo
dell'Aquila, una mostra di opere pittoriche
di Michelangelo Antonioni, scomparso il 30 luglio
scorso a Roma, uno dei più insigni autori
del cinema italiano e mondiale, insignito nel
1995 del premio Oscar alla carriera nella ricorrenza
dei cento anni della settima arte. Presenti
il Direttore Regionale dei Beni Culturali, Anna
Maria Reggiani, l'assessore alla Cultura del
Comune dell'Aquila, Anna Maria Ximenes, l'assessore
provinciale alla Montagna, Celso Cioni, ha fatto
gli onori di casa la Soprintendente per il Patrimonio
Storico, Artistico ed Entnoantropologico per
l'Abruzzo, Anna Imponente, cui si deve la realizzazione
di questo singolare e splendido evento culturale.
Non poche difficoltà sono state superate,
ma la disponibilità della moglie dell'Artista,
Enrica Fico Antonioni, e della Municipalità
di Ferrara ha consentito di allestire questa
notevole esposizione pensata e proposta al grande
regista nel 2003, in occasione d'una sua venuta
in Abruzzo per il premio Teofilo Patini, ricevendone
piena condivisione. "Il progetto - ha affermato
la Soprintendente Imponente - oggi appare formulato
sull'onda emotiva dell'omaggio postumo al grande
regista, evocazione comunque dovuta, in una
sede museale, per una così carismatica
e versatile personalità artistica".
Un progetto che vede la luce con la collaborazione
dell' Istituto Cinematografico dell'Aquila (www.icaq.it),
che curerà la programmazione nel corso
della mostra, aperta fino al 9 dicembre, d'una
puntuale rassegna nelle stesse sale espositive
di alcuni film del regista, conservati nella
preziosa Cineteca dell'ente, presentati da Piercesare
Stagni, responsabile artistico e critico dello
stesso Istituto.

Forte
Spagnolo
|
L'esposizione,
in accordo con le Gallerie Civiche di Ferrara,
conta ben 160 pezzi, un corpus rilevante e quasi
completo delle "Montagne incantate"
del Museo Antonioni. L'allestimento nella sala
Chierici e nelle cavallerizze del Forte vanta
una suggestiva illuminazione per il sapiente
uso di luci con tecniche cinematografiche, realizzata
con la collaborazione dell'Accademia dell'Immagine.
"L'intento - annota Anna Imponente nella
presentazione in catalogo - è quello
di mostrare l'intero processo creativo, dalle
matrici originali a tempera, di formato minimo,
che per il geniale autore erano solo la traccia
iniziale del lavoro, agli ingrandimenti fotografici,
i blow up, ovvero la trasformazione meccanica
dei frammenti cartacei. (
) E' l'occasione
per evidenziare il confronto tra l'astrazione
fotografica delle Montagne incantate e la struttura
scenica e la "forza psicologica dei colori"
di alcuni celebri film: dal mondo minerale pietrificato
in bianco e nero in L'Avventura (1959) ai violenti
fumi colorati e le nebbie livide di Deserto
rosso (1964) al paesaggio lunare di Zabriskie
Point (1970) a quello ocra e rasato di Professione
reporter (1974)". Un'arte, quella della
pittura, che Antonioni coltivò quale
esperienza giovanile, poi recuperandola alla
fine degli anni settanta con una certa assiduità,
quasi un rifugio della propria intimità.
"(
) Non ho produttori, né
collaboratori, quando dipingo, faccio tutto
da solo, quindi faccio quello che istintivamente
mi viene voglia - e credo sia giusto in quel
momento - di fare (
)", questa la
testimonianza dell'Artista che compare nel quarto
di copertina del bel catalogo, che reca o ripropone
le note critiche di Anna Imponente, Lorenza
Trucchi, Giulio Carlo Argan, Maurizio Calvesi,
Tullio Kezich, Ida Pannicelli, Roberto Tassi,
chiudendosi con un delicato ricordo del grande
regista di Piercesare Stagni, chiuso con la
testimonianza - egli studente dell'Accademia
dell'Immagine - d'un casuale incontro con il
Maestro alla moviola, avuto nello studio di
montaggio di Claudio Di Mauro.

Montagna
incantata n.1
strati
di carta incollata cm 25,5 x 18,2
|
"Le
Montagne incantate" è veramente
una bella rassegna. Michelangelo Antonioni riesce
davvero a stupire con i suoi colori, a toccare
le sensibilità più profonde. Merita
d'essere distillata nel silenzio, con la discrezione
e la meticolosità che tanto richiamano
l'indole del Maestro. Nato a Ferrara il 29 settembre
1912, Michelangelo Antonioni è considerato
uno dei più grandi Autori della storia
del cinema. Laureato in Economia e commercio
a Bologna, dopo le prime esperienze in campo
teatrale, alla fine degli anni Trenta comincia
ad interessarsi di cinema scrivendo su giornali
e riviste. A Roma incontra e frequenta intellettuali
come Cesare Zavattini, Massimo Mida e Umberto
Barbaro. Frequenta il Centro Sperimentale di
Cinematografia e collabora a scrivere la sceneggiatura
di Un pilota ritorna, di Roberto Rossellini,
collaborando in lavori e progetti di Giuseppe
De Santis e Luchino Visconti. Dopo il 1950 riesce
finalmente a dirigere un suo lungometraggio,
Cronaca di un amore, e quindi diversi film di
valore, come I Vinti, La signora delle camelie,
Le amiche, Il grido, anche se purtroppo non
premiati dal successo commerciale. Torna al
cinema nel 1960, dopo una parentesi teatrale
e varie collaborazioni, imponendosi con una
celebre tetralogia di opere - L'avventura, La
notte, L'eclisse e Deserto rosso - autentici
capolavori nei quali la profondità del
pensiero filmico si fonde alla perfezione, al
rigore stilistico ed alla grande tecnica. Seguono
poi i già menzionati film che l'impongono
definitivamente all'attenzione della critica
cinematografica e lo collocano tra i maestri
della settima arte. Nel 1985, dopo la lavorazione
del film Identificazione di una donna, è
colpito da un ictus cerebrale che lo priverà
della parola. Da allora sarà la seconda
moglie, Enrica Fico, tenace e premurosa compagna,
ad esprimere la parola dell'Artista con la sua
voce. Torna a dirigere nel 1995, assistito da
Wim Wenders, in Al di là delle nuvole,
quindi nel 2004 un episodio (Il filo pericoloso
delle cose) del film Eros. Mentre lavora al
film L'aquilone ed il vulcano, su soggetto di
Tonino Guerra per la regia della moglie Enrica,
Michelangelo Antonioni muore a Roma il 30 luglio
2007.
Molto
positiva la scelta della Soprintendenza di riservare
l'ingresso libero per questa eccezionale mostra.
Il contesto ambientale è altrettanto
suggestivo, in una delle strutture più
imponenti e prestigiose dell'architettura militare
in Europa. Il Forte, infatti, fu edificato a
partire dal 1534, per punire l'audacia degli
aquilani nella rivolta del 1528 contro i governanti
aragonesi. Dura fu la repressione sulla popolazione,
cui fu imposta la costruzione della fortezza
per la quale la città si svenò
per le tasse e l'impegno finanziario. Interi
quartieri medioevali furono abbattuti per far
posto alla struttura e per recuperare il pietrame
di prima necessità, mentre la città
veniva privata del demanio civico vantato negli
antichi borghi - 99 secondo la tradizione -
che tre secoli prima l'avevano fondata, poi
affidato alla nobiltà fedele agli aragonesi.
Iniziava così il declino dell'Aquila
che dalla sua fondazione s'era imposta come
città territorio, tra le più importanti
in Italia ed in Europa per i suoi commerci di
lana e zafferano. Singolare per queste "Montagne
incantate" anche il contesto naturale:
L'Aquila è coronata dai monti delle catene
del Gran Sasso, del Velino Sirente e della Maiella.
Insomma, un evento di grande rilievo anche per
gli ospiti della Conferenza nazionale della
Montagna, in programma all'Aquila dal prossimo
19 novembre, organizzata dal Cnel, dall'Uncem
e dall'Amministrazione Provinciale nel quadro
delle manifestazioni della Settimana della Montagna.
*gopalmer@hotmail.com
- componente del Consiglio regionale Abruzzesi
nel Mondo (CRAN)
Curriculum
Goffredo Palmerini