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Le Firme * Goffredo Palmerini

L'Abruzzo nel giro mondiale del turismo religioso
Per tre giorni riuniti all'Aquila, giunti da tutto il mondo, gli operatori dell'Opera Romana Pellegrinaggi



Al centro padre Cesare Atuire, tra Enrico Paolini (destra) e
on. Massimo Cialente, Sindaco dell'Aquila (sinistra)

16.11.07, L'AQUILA - Si è appena conclusa la convention di tre giorni dei trecento delegati dell' Opera Romana Pellegrinaggi (ORP), giunti da tutto il mondo all'Aquila per il loro VII Coordinamento internazionale, dal 13 al 15 novembre, nell'auditorium del Forte Spagnolo. Sotto la guida di padre Cesare Atuire, sacerdote ghanese che dell'ORP è direttore generale, i delegati hanno fatto il punto dei progetti di sviluppo del turismo religioso nel mondo. Strutturata nel Vicariato vaticano di Roma, l'ORP è diventata in pochi anni una formidabile agenzia che ogni anno organizza e muove, in Italia ed all'estero, milioni di pellegrini nei luoghi più ambiti dal turismo religioso (Roma, Lourdes, Santiago di Compostela, Terra Santa, Fatima, Czestochowa, ecc.) ma anche tour più specifici sulle vie della religiosità della vecchia Europa, unendo la religiosità all'arte e alla cultura. E' in questo interessante filone che l'Abruzzo conta di entrare, vantando un patrimonio notevole di storia, tradizioni, arte, architetture pregevoli e spiritualità, intessendo fin dai primordi del cristianesimo una religiosità profonda ad opera dei benedettini, dei cistercensi, dei francescani e celestini che preziose vestigia hanno lasciato nei secoli in questa meravigliosa regione, diventate luoghi santi. Chiese, abbazie, eremi, conventi e santuari incastonati nelle rocce o immersi in una natura incontaminata, declinano dalle aspre vette dell'Appennino in colli e valli fino al mare, a tratti ancora selvaggio nella sua bellezza.

Una grande prospettiva nel prossimo futuro s'apre dunque per l'Abruzzo, che aspira ad essere, per la sua vicinanza con Roma, un gateway per l'Italia. Un grande impegno ha investito in questa direzione il vice presidente della Regione Abruzzo, Enrico Paolini, che guida da due anni il coordinamento nazionale degli assessori regionali al turismo. Forte anche della sua veste di vice presidente dell'Enit, l'ente nazionale per il turismo italiano, egli ha impresso un notevole slancio al settore. Interessanti, quindi, i risultati dei lavori e degli incontri tenuti dalla Regione con l'ORP, con l'associazione Quo Vadis e con i sindaci dei maggiori luoghi di culto abruzzesi. L'Aquila, con la Perdonanza - primo giubileo della cristianità - e papa Celestino V, le cui spoglie sono custodite nella splendida basilica di Collemaggio; Sulmona con gli eremi sul Morrone e sulla Maiella dove Pietro Angelerio visse, prima d'essere eletto papa nel 1294, rinunciando cinque mesi dopo profeticamente alla tiara; Manoppello con il suo santuario del Volto Santo, ove conserva la preziosa reliquia d'una veronica perfettamente combaciante con la Sacra Sindone e dove Benedetto XVI volle recarsi in preghiera nel settembre 2006; Lanciano con il Miracolo Eucaristico, custodito da dodici secoli; Casalbordino con la Madonna dei Miracoli; Ortona con la cattedrale di sanTommaso; Bucchianico con san Camillo de Lellis; infine Isola del Gran Sasso con san Gabriele dell'Addolorata, patrono degli abruzzesi. Queste le tappe principali degli itinerari religiosi in Abruzzo, cui s'aggiunge un caleidoscopio d'altri luoghi santi minori, non per questo meno suggestivi per spiritualità, arte e meraviglie ambientali nella regione più verde d'Europa.

Padre Atuire conta di poter presentare già nel 2008 alla Bit di Milano, con il nuovo catalogo dell'Opera Romana Pellegrinaggi, una proposta di turismo religioso con mete tutte abruzzesi. Dovrebbe risultare di forte gradimento e di grande impatto emotivo, in Italia e soprattutto all'estero, per le bellezze dei luoghi ed in special modo per il richiamo spirituale che santuari ed eventi religiosi in Abruzzo vanno richiamando da alcuni anni, quando sono stati scoperti dai grandi canali di comunicazione. Ora ciò che deve attivarsi in grande scala è la promozione - e l'ORP è ormai operatore turistico d'eccellenza nel mondo - e la rete dell'accoglienza, per la quale sta operando con cura il vice presidente Paolini, sia sulle strutture del settore che con le amministrazioni locali, affinché si lavori in grande sinergia di squadra. L'Abruzzo si gioca davvero una grande chance. Insigni letterati e viaggiatori europei, a cavallo dei due secoli precedenti, hanno lasciato pagine stupende sull'Abruzzo, da Edward Lear a Maud Howe, da John A. Culthbert Hare a Richard Keppel Crafen, da Anne MacDonell a Ferdinad Gregorovius, per citare i più noti. Eppure questa splendida regione italiana è rimasta un po' ai margini del grande turismo, anche se quando la si scopre ti ammalia. Sta capitando sempre più frequentemente con gli amanti del turismo culturale, naturalistico e della montagna che nella provincia abruzzese più nascosta scoprono perle d'arte e d'architettura incantevoli ed inimmaginabili, dove ogni angolo contrassegna una grande storia millenaria di uomini e cose, dove persino gli antichi popoli italici insediati da tre millenni sul suo territorio (Sabini, Vestini, Equi, Marsi, Peligni, Marrucini, Frentani, Piceni, Pretuzi e Sanniti), ritenuti pastori e guerrieri, vengono scoperti ora nella loro raffinata civiltà ed in inimmaginabili relazioni con il Baltico e Cartagine, come testimoniano i recenti rinvenimenti archeologici nell'aquilano.

Castelli, torri, fortezze, borghi fortificati dominano le cime di monti, svettano sulle alture adiacenti le valli e le antiche vie consolari romane, con le loro strutture urbane ben conservate. E poi le città, a dimensione d'uomo, con le loro architetture preservate dalle insolenze d'una certa edilizia d'assalto e curate nei loro restauri. Sempre più c'è chi cerca luoghi dove vivere le proprie vacanze fuori dal baccano, a contatto la natura, la storia, l'arte, godendo i sapori della buona cucina e vini superbi. Specie dai paesi europei si viene a scoprire questo Abruzzo, che guadagna titoli di scatola sul Financial Times. S'acquistano vecchie case nei borghi incorrotti, come Santo Stefano di Sessanio, un paesino alle falde del Gran Sasso proprietà nel XVI secolo dei Medici di Firenze per via della produzione della lana nera, ora diventato albergo diffuso ad opera d'un architetto svedese e classificato tra i borghi più belli d'Italia. Tra i 150 borghi del Belpaese così classificati dall'associazione nazionale dei Comuni, ben 13 ne annovera l'Abruzzo, a testimonianza della qualità urbana dei suoi centri minori. Insomma, una vera miniera questo Abruzzo. E' sperabile che l'iniziativa regionale, sempre per l'infaticabile iniziativa di Paolini, rafforzi sempre più la capacità logistica dell' Aeroporto d'Abruzzo, con nuove relazioni specie con il sud America, in aggiunta alle attuali rotte interne su Milano e Torino ed internazionali su New York, Toronto, Londra, Parigi, Bruxelles, Barcellona, Monaco di Baviera, Frankfurt, Praga, Bucarest, Spalato e Kiev, sebbene talune solo stagionali.
Nel contesto del progetto di sviluppo del turismo regionale, un grande ruolo possono giocarlo le associazioni degli Abruzzesi nel mondo, rete capillare e fortemente motivata d'una comunità oggi stimata, nelle varie generazioni dell'emigrazione, in un milione e trecentomila persone, dunque un altro Abruzzo oltre confine. Ed infatti, non casualmente, il Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo ha avviato un progetto pilota con la Federazione Abruzzese in Brasile che proprio il mese prossimo partirà operativamente a San Paolo, per la promozione turistica ed enogastronomia della regione. Se l'esperimento darà buoni risultati, si pensa di replicarlo gradualmente in Argentina, Venezuela, Australia, Stati Uniti e Canada. Questi dunque gli obiettivi a breve e medio termine per il turismo abruzzese, assecondando le sue vocazioni culturali, storiche ed artistiche, oltre quelle naturalistiche di grande elezione, per la presenza di quattro Parchi e d'un sistema di aree protette che impegnano più d'un terzo del territorio regionale. Ma ora vocazione d'eccellenza anche il turismo religioso. "Questo tipo di turismo - ha detto Padre Atuire a conclusione dei lavori del VII Coordinamento internazionale dell'ORP - rappresenta un'occasione unica per il sistema Italia, perché esso è tutto basato su un patrimonio religioso e culturale italiano che è unico e che non si può trasferire in un'altra parte. Ed è questo il vero punto di rilancio del turismo marcato Italia". Come non concordare, anche se finora l'Italia, detentrice del settanta per cento dei beni culturali dell'intero pianeta, non certo ha saputo adeguatamente rendere produttivo il suo immenso patrimonio. Altro che petrolio!

*gopalmer@hotmail.com - componente del Consiglio regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAN)

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