Quarant'
anni fa il primo concerto
all' Aquila di Vittorio
Antonellini
Sotto la direzione del
grande Maestro piemontese
quattro decenni di successi
per i Solisti Aquilani e
l'ISA
I Solisti Aquilani,
al centro Vittorio
Antonellini
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24.04.08
- L'AQUILA - Il 21 aprile
scorso non si celebrava
solo il natale di Roma.
"Si parva licet",
ricorrevano anche quarant'anni
da quel 21 aprile 1968 -
che poi piccola cosa non
fu - del primo concerto
dei Solisti Aquilani,
gruppo camerale appena costituito
all'Aquila sotto la direzione
di Vittorio Antonellini,
piemontese di Alessandria
e di forte temperamento.
Il giovane musicista era
arrivato nel capoluogo abruzzese
per aver condiviso l'utopia
di Nino Carloni,
l'Avvocato della Musica
per antonomasia, uomo carismatico,
di notevole ingegno e raffinata
cultura al quale si deve
la grande fioritura di istituzioni
musicali dal 1946 in poi:
dalla Società
Aquilana dei Concerti "Barattelli"
ai Solisti Aquilani,
dall'Orchestra Sinfonica
Abruzzese al Conservatorio
Musicale "Casella",
dall'Officina Musicale
Italiana ai Festival
Musicarchitettura. Carloni
aveva contattato Antonellini
nell'ottobre '67 a Roma,
dopo un concerto della Camerata
Musicale Romana, su consiglio
di Goffredo Petrassi
che con "l'Avvocato
della Musica" aveva
un rapporto di profonda
amicizia. E Carloni appunto
su Antonellini puntò
per costituire il Complesso
da camera, 14 giovani musicisti
di talento, italiani e stranieri,
che in quel 21 aprile '68
ebbero l'esordio all'auditorium
del Forte spagnolo. Un grande
successo, il primo d'una
lunga serie in tutto il
mondo. Così s' espresse
Nino Carloni presentando
i Solisti Aquilani: "Nata
da una comune volontà
della Società dei
Concerti e di questi giovani
musicisti, la nuova compagine
non solo intende servire
la Musica con una attività
a livello nazionale ed internazionale,
ma si propone di dotare
l'Abruzzo, per la prima
volta nella storia della
regione, di un valido strumento
educativo che sia in grado
di utilizzare, in modo originale,
anche le enormi esperienze
musicali accumulate in questi
ultimi ventidue anni all'Aquila
ed un po' in tutta la regione
d'Abruzzo, vigorosamente
risvegliata alla Musica".
Ed infatti, dal 1946, L'Aquila
era diventata progressivamente
il crocevia di grandi musicisti
e di orchestre prestigiose
all'interno delle stagioni
concertistiche della "Barattelli",
tanto da far definire la
Città la "Salisburgo
d'Italia", dove
Arthur Rubinstein
preferiva suonare, piuttosto
che nei templi della musica,
per l'atmosfera e la sensibilità
musicali che vi aveva riscontrato.
L'Orchestra Sinfonica
Abruzzese, sulla scalinata
di San Bernardino
all'Aquila
|
Dunque
la ricorrenza del quarantennale
del debutto all'Aquila del
maestro Antonellini non
poteva passare inosservata.
Anzi. Sicché il presidente
dell'Istituzione Sinfonica
Abruzzese, Ludovico Nardecchia,
con la complicità
della Presidente della Provincia
e del Sindaco dell'Aquila,
hanno preparato ad un ignaro
Antonellini, che credeva
d'andare in Provincia per
un normale incontro di lavoro,
la sorpresa d'una festa
con le massime rappresentanze
delle istituzioni civili
e culturali, musicali teatrali
e cinematografiche. Accolto
dalle note magiche d'un
capriccio di Paganini, "La
risata", eseguite
da Ettore Pellegrino,
virtuoso primo violino della
Sinfonica Abruzzese su un
prezioso strumento Goffredo
Cappa del 1675,
il Maestro non ha resistito
una comprensibile emozione
per l'evento del tutto inatteso,
gli occhi lucidi, la commozione
per la consegna di targhe
e riconoscimenti, quindi
i suoi ricordi di quel lontano
debutto di quarant'anni
fa che aprì una stagione
di successi. La nascita
dei Solisti Aquilani, in
ambito nazionale, s'inseriva
in quel progetto di rivalutazione
del patrimonio strumentale
italiano sei-settecentesco,
dimenticato per tutto l'Ottocento
e nei primi decenni del
Novecento, poi gradualmente
riportato alla luce dai
più colti interessi
musicologici, a partire
dagli anni Trenta del secolo
scorso.
Nel
1968 esistevano già
I Solisti Veneti,
I Virtuosi di Roma
ed I Musici,
tutti impegnati in tale
affascinante ed italianissimo
repertorio, ma I Solisti
Aquilani si caratterizzavano
per la loro collocazione
geografica, essendo essi
l'unica struttura del genere
nel meridione che realizzava
di fatto un modo nuovo di
pensare la musica. Altro
motivo di originalità
dei Solisti Aquilani,
rispetto alle formazioni
similari che già
operavano in Italia, stava
proprio nella vocazione
sociale di stretto rapporto
con la realtà territoriale
nella quale intendevano
operare. I Solisti Aquilani
hanno conquistato un'autorevole
posizione nel contesto delle
più valenti formazioni
cameristiche internazionali,
presenti nei principali
cartelloni musicali italiani.
Protagonisti di numerose
ed importanti tournée
in Europa, in Medio
Oriente, in Africa,
in America, in Vietnam
e Singapore, ospiti
delle più prestigiose
sale da concerto in America
centrale e meridionale,
Austria, Canada,
Finlandia, Francia,
Germania, Gran
Bretagna, Irlanda,
Jugoslavia, Libano,
Malta, Polonia,
Stati Uniti, Svezia,
Svizzera, Tunisia,
Turchia, Ungheria,
Egitto, Lituania,
Estonia, Slovenia
e Croazia, i Solisti
Aquilani sono stati ripetutamente
ospiti dei festival internazionali
di Berna, Bonn,
Cannes, Helsinki,
Lucerna, Ludwigsburg,
Menton, Miami,
Montreux-Vevey, Passau,
Puebla, San Sebastian,
Toronto e Zurigo.
Importanti e significative
sono le collaborazioni del
Complesso con i più
insigni solisti del mondo.
Il Complesso ha realizzato
numerose incisioni discografiche
e registrazioni radiofoniche
e televisive in Italia,
America Centrale e del Sud,
Germania, Spagna, Svizzera
e Stati Uniti. Nati sotto
la direzione di Vittorio
Antonellini che li ha condotti
per oltre trent'anni, sono
stati poi diretti dal maestro
Franco Mannino, quindi
da Vittorio Parisi ed
attualmente da Vincenzo
Mariozzi.
Nino Carloni, l'Avvocato
della Musica
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La
nascita dei Solisti Aquilani
fu solo una parte del grande
sogno di Nino Carloni "al
servizio della Musica",
come Egli soleva ripetere.
Lo ha ricordato il 30 settembre
2007, con una dotta commemorazione
a vent'anni dalla scomparsa
dell'Avvocato della Musica,
il musicologo Francesco
Sanvitale, direttore
dell'Istituto Nazionale
Tostiano e per molti
anni stretto collaboratore
di Carloni: "
Perché
alla prima creatura, la
Barattelli, presto seguirono
istituzioni che producevano
musica, a partire dai Solisti
Aquilani nel 1968, con Vittorio
Antonellini alla direzione.
Poi affidando allo stesso
Antonellini ed alla figlia
Marina Carloni il compito
di creare, due anni dopo,
l'Orchestra Sinfonica Abruzzese
".
Ed infatti nel 1970 nasceva
l'altra creatura di Nino
Carloni, una delle dodici
orchestre stabili italiane
riconosciute dallo Stato,
anch'essa destinata ad una
storia di brillanti affermazioni
in Italia ed all'estero,
ma soprattutto ancorata
alla missione d'incrementare
in ogni angolo d'Abruzzo
la cultura musicale, secondo
lo spirito carloniano. Dell'Istituzione
Sinfonica Abruzzese,
Vittorio Antonellini è
da un decennio il direttore
artistico. Per completare
il corposo disegno della
musica, progettato da Nino
Carloni, nel 1986 vide la
luce l'Ensemble Barattelli,
che ora ha preso il nome
di Officina Musicale
Italiana, per la diffusione
della musica contemporanea.
Il complesso, diretto sin
dalla fondazione dal maestro
Orazio Tuccella,
conquista apprezzamenti
e successi in tutto il mondo
ed ha di recente insediato
la sua sede in uno dei borghi
più suggestivi d'Italia,
Santo Stefano di Sessanio,
splendido villaggio arroccato
ai contrafforti del Gran
Sasso d'Italia che quattro
secoli fa fu proprietà
della famiglia Medici
di Firenze per via della
speciale lana nera che le
greggi del luogo producevano.
Insomma, davvero un caleidoscopio
di strutture al servizio
della cultura musicale abruzzese
e nazionale, opera feconda
di Nino Carloni, illustre
nella professione forense
e nella politica abruzzese,
ma soprattutto figura di
spicco nel mondo musicale
italiano che lo ricorda
con l'appellativo di "Avvocato
della Musica", rigorosamente
con le lettere maiuscole.
*
gopalmer@hotmail.com - componente
del Consiglio Regionale
Abruzzesi nel Mondo