Hardeman,
un esempio della solidarieta'
italiana in Bolivia
Il villaggio trasformato
da P. Remo Prandini, salesiano
bresciano, e dalle Missionarie
abruzzesi
27.07.08
- BOLIVIA, Hardeman - Che
cielo, il cielo di notte
ad Hardeman! Le stelle
brillano a meraviglia nell'oscurità
profonda. Mi ricordano lo
spettacolo che si gode sul
Gran Sasso d'Italia
nelle notti di mezza estate.
D'altronde qui non esiste
disturbo di luci artificiali,
né l'aria è
malata di smog. Giorni fa
sono partito da Santa
Cruz de la Sierra
per Hardeman, 180 km.
verso nord, cinque ore di
viaggio su un vecchio autobus
da trenta posti, di quelli
che si usano da queste parti
in Bolivia, chiamati
"micro", che sembrano
muoversi per miracolo. Strada
per due terzi asfaltata,
gli ultimi sessanta chilometri
in terra battuta. Sobbalzi,
buche e nuvole di polvere
da annebbiare la vista.
Lungo il percorso, dopo
Montero, ultima città
degna di questo nome, piantagioni
a perdita d'occhio di canna
da zucchero, mais, soia,
sorgo, patata e grano, ma
anche ortaggi e agrumi.
E poi ganados, allevamenti,
bovini e ovini allo stato
brado, all'ombra di palme
o d'imponenti alberi di
mango. Lungo il percorso
ogni tanto s'incontra qualche
villaggio di baracche di
tavole, piantate su terra
nuda e coperte con frasche
di palma. Tanti i bimbi,
in questi posti di campesinos,
tanti gli animali da cortile
che nell'habitat con loro
convivono. Solo chiesa e
municipio, di mattoni rossi,
nei villaggi esprimono una
qualche architettura. Talvolta
si nota qualche casetta
in muratura sommaria che
sostituisce la diffusa baracca
di legno. Il pulmino si
ferma ogni volta che quando
qualcuno sta in attesa lungo
la strada, fino a riempire
ogni spazio disponibile,
in piedi.
Mineros,
Sagrado Corazon, San Pedro
i paesi più grandi
lungo la via, ma è
inutile cercarli sulle carte.
Quindi Hardeman, con i suoi
quattromila abitanti. Poi
la strada sterrata prosegue
verso nord per altri cento
chilometri, fino a Los
Limos. Hardeman è
abbastanza diverso dagli
altri villaggi. Lo si vede
subito entrandovi da un
gruppo di piccole case in
muratura, sedici tutte uguali,
ma diversamente colorate
con tinte pastello. Davvero
una novità rispetto
alla norma di capanne o
sciatte murature. Appena
arrivo nell'accogliente
dimora delle Missionarie
della Dottrina Cristiana,
ricca di piante e d'essenze
fiorite, di quella singolarità
chiedo ragione a suor Anna
Andreucci, originaria
di Bominaco in provincia
dell'Aquila, giunta nel
'89 in questi posti dei
quali ormai sa ogni cosa.
Per conto dello stato, cura
la direzione didattica sulle
scuole d'un ampio distretto,
muovendosi agilmente, a
dispetto dell'età,
con il suo fuoristrada.
Quel gruppo di case, mi
dice, è solo una
delle tante opere nate grazie
a padre Remo Prandini,
il salesiano bresciano tragicamente
annegato nel fiume in piena
il giorno di Natale del
1986, che qui ad Hardeman
è ricordato con affetto
e venerato da tutti come
un santo, in raccoglimento
sulla sua tomba posta accanto
all'ingresso della chiesa.
Era
arrivato nel 1975, padre
Remo, in quello che allora
era un villaggio di poche
capanne nella foresta amazzonica.
Portò per undici
anni istruzione per i ragazzi,
per gli ultimi difesa dei
diritti e coscienza civile
tra i campesinos che cominciavano
a popolare quest'area sperduta
della Bolivia, ricompresa
tra il Rio Piray
ed il Rio Grande,
man mano conquistata all'agricoltura
a scapito della rigogliosa
foresta amazzonica, arretrata
ora di alcuni chilometri.
Appunto quel "quartiere
modello" di Hardeman
è uno dei tanti esempi
della generosità
italiana in ricordo del
salesiano. Dopo la sua morte
una gran quantità
di aiuti sono arrivati dall'Italia,
gestiti in loco direttamente
dall'Associazione Padre
Remo Prandini, costituita
a Lodrino in Valtrompia
da familiari ed amici del
religioso, o dall'Organizzazione
Mato Grosso - che già
dava una mano a padre Remo
- o dalle Missionarie
della Dottrina Cristiana
con fondi di solidarietà
loro pervenuti dall'Abruzzo
e da altri benefattori italiani.
Le Missionarie, giunte ad
Hardeman nell'ottobre '86,
appena due mesi dopo il
loro arrivo si trovarono
a dover raccogliere e continuare
il generoso impegno civile
e spirituale di P. Remo,
curandosi della scuola e
delle altre opere. Ebbene,
con aiuti di benefattori
italiani, le suore hanno
realizzato ben sessanta
casette in muratura (circa
50 mq), consegnate alle
famiglie più povere.
Ogni
struttura civile ad Hardeman
ricorda questo religioso:
il "Colegio P. Remo
Prandini", complesso
davvero moderno come un
campus, con tutti i cicli
di scuola primaria e secondaria;
il Centro Medico
funzionante 24h, una specie
di pronto soccorso con sei
posti letto, per partorienti
ed altre patologie d'urgenza;
la piazza con il monumento
a lui dedicato; il Centro
polivalente annesso
alla chiesa parrocchiale;
la Scuola materna
gestita dalle Missionarie,
realizzata con i fondi della
Caritas di Sulmona,
la città di Ovidio,
in Abruzzo. Le Missionarie,
inoltre, stanno costruendo
un moderno forno
con panetteria, che sarà
dato in gratuita gestione
ad una cooperativa a tal
fine costituita. E' poi
in via di completamento
l'ospedale, tre padiglioni
per tutte le specialità,
dono della solidarietà
d'un imprenditore italiano,
Sergio Marchetti,
giunto in questa zona alcuni
anni fa dal Brasile,
dov'era emigrato anni prima.
Qui ora conduce un'agricoltura
intensiva d'avanguardia,
dando molta occupazione.
Tutte le modernità
di Hardeman portano dunque
l'impronta italiana, un
vero orgoglio. Ma punto
di riferimento del paese
sono le Missionarie, in
particolare le suore abruzzesi:
madre Maria Grazia Lepore
- la superiora, nata a
Corfinio in provincia
dell'Aquila, nominata cittadina
onoraria di Hardeman,
che sovrintende alle ragazze
ospiti della casa, ai laboratori
di sartoria ed alla scuola
materna - e suor Anna
Andreucci, alla quale
tutti si rivolgono anche
per le sue capacità
nelle relazioni con le autorità
costituite.
Le Missionarie sfilano
con gli studenti di
Hardeman
|
Ed
è proprio vero. Il
18 luglio scorso era gran
festa ad Hardeman. Si celebrava
il 40° anniversario
dalla fondazione e il villaggio
imbandierato viveva un'atmosfera
di fervore in ogni suo cittadino.
Davanti la sub-alcaldia
- il municipio sta a San
Pedro - un grande schieramento
di autorità giunte
per l'occasione da Santa
Cruz: il rappresentante
del Governatore,
il vice Prefetto,
il Provveditore all'Istruzione,
il Direttore della Sanità
del Dipartimento, un
consigliere del Dipartimento
(Regione), il Sindaco
e varie altre figure istituzionali.
Il cerimoniale prevedeva,
prima che l'intera comunità
di Hardeman sfilasse con
colori ed insegne sociali
(scuole, professioni, mestieri,
sindacati e associazioni)
davanti alle autorità,
una lunga serie di discorsi
ufficiali. Quasi tre ore
d'interventi politici sullo
stato di salute del paese,
sulle opere in programma
per migliorarne il volto,
sugli impegni promessi per
il futuro, con intermezzi
musicali di Aldo Peña,
noto cantautore boliviano.
Richiesta d'un intervento,
anche suor Anna Andreucci,
ha portato il suo contributo.
da sinistra, Suor
Anna, il Sindaco,
il Provveditore agli
Studi e suor Marta
|
Discorso
conclusivo il suo, da vox
populi. Rispettoso nei
toni, ma vigoroso quanto
lucido sui più importanti
problemi ancora irrisolti.
Ha richiamato ciascuna autorità
alle proprie responsabilità
ed all'assunzione dinanzi
al popolo d'impegni veri
e precisi, anche riguardo
i tempi di soluzione. Ne
ha elencato le priorità,
quali lacostruzione della
strada in asfalto almeno
fino ad Hardeman e d'una
barriera che eviti al paese
le periodiche inondazioni
dal Piray, il rilascio urgente
delle autorizzazioni necessarie
per il completamento e l'apertura
dell'ospedale, il trasferimento
ad Hardeman, in quanto paese
più popoloso, della
sede del distretto scolastico.
Ciascuna autorità
s'è sentita in dovere
di fornire assicurazioni
puntuali. Suor Anna dava
a loro una stretta di mano,
ricordando che nella tradizione
italiana quel gesto conta
più d'un contratto.
Queste le Missionarie
della Dottrina Cristiana
ad Hardeman. Non solo
infaticabili costruttrici
di progresso e buone opere,
ma anche riconosciute figure
di Difensore civico.
Chi l'avrebbe mai detto!
*
gopalmer@hotmail.com - componente
del Consiglio Regionale
Abruzzesi nel Mondo