"Pugnae"
e "Pace a Voi",
due grandi mostre all' Aquila
La guerra nell'arte, a cura
di Giancarlo Sestieri, ed
una personale d'arte sacra
di Augusto Pelliccione
26.08.08
- L'AQUILA - Temi in apparenza
stridenti, guerra e pace,
per due grandi eventi d'arte
allestiti all'Aquila a cavallo
tra agosto e settembre,
quando la città apre
la Porta Santa al mondo
per la Perdonanza Celestiniana
numero 714, tanti sono gli
anni dal primo giubileo
della storia della cristianità
- si celebra ogni anno,
dai vespri del 28 a quelli
del 29 agosto - istituito
con specifica Bolla da Celestino
V, il papa che qui,
nella sua basilica di Collemaggio,
volle essere incoronato
il 29 agosto 1294 e dove
le sue spoglie riposano
nello splendido mausoleo
opera dello scultore Girolamo
da Vicenza. Figura profetica
per la Chiesa, al pari di
Francesco d'Assisi e Gioacchino
da Fiore che l'avevano preceduto,
Celestino V rinunciò
al papato il 13 dicembre,
a cinque mesi appena dall'elezione
con il Conclave di Perugia
avvenuta dopo ventisette
mesi di sede vacante. La
sua rinuncia alla tiara
non prima, però,
d'aver lasciato al mondo
i segni imperituri ed inconfondibili
del suo magistero, nel pur
breve pontificato: il perdono,
la riconciliazione con Dio
e con gli uomini, la pace
universale. Quest'anno "Giustizia
e perdono" è
argomento dominante della
Perdonanza.
Ela
Gandhi, una vita spesa
per i diritti civili e per
la pace, è la testimone
della Perdonanza 2008. Nipote
del Mahatma Gandhi, già
parlamentare del Sud
Africa nel partito di
Nelson Mandela, Ela Gandhi
è ora rettore dell'università
di Durban. Dunque personalità
tra le più titolate
ad affrontare il tema "giustizia
e perdono" nell'attualità,
parallelo tra Africa
ed India, un continente
ed un grande paese asiatico
che vivono spesso drammaticamente
le contraddizioni del nostro
tempo. Un altro evento sul
dialogo tra religioni
è da segnalare. Promosso
dalla Regione Abruzzo,
il 27 agosto l'assessore
alle Relazioni con i Paesi
del Mediterraneo, Mimmo
Srour, coordina un Forum
nell'anno europeo dedicato
al tema del dialogo interculturale
e nel 60° anniversario
della Dichiarazione dei
diritti dell'uomo. Accademici,
sociologi, personalità
politiche e religiose dall'Europa
e dai Paesi del Mediterraneo
partecipano ai lavori, tra
i quali l'Arcivescovo ortodosso
di Aleppo, S.E. Gregorious
Yohanna Ibrahim, Mons.
Giuseppe Molinari,
Arcivescovo metropolita
dell'Aquila, Muhammad
Habash, parlamentare
siriano, Amer Al Sabaileh,
docente universitario in
Giordania, Michele Capasso,
presidente Fondazione Mediterraneo,
Giuseppe Sacco, docente
alla Luiss e Gianluca
Sadun Bordoni, docente
all'università di
Teramo.

Pelliccione:
Augusto Pelliccione,
"Raccolta
degli apostoli",
olio su tela, cm.
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|
Il
clima di festa, spiritualità,
riflessione civile sulle
grandi questioni universali
della pace e dei diritti
dell'uomo, tipico delle
celebrazioni della Perdonanza
Celestiniana, richiama nel
capoluogo abruzzese decine
di migliaia di turisti e
pellegrini da tutto il mondo.
Ogni anno è accompagnato
da grandi eventi culturali:
convegni, concerti, spettacoli
teatrali, rassegne cinematografiche,
rievocazioni in costumi
storici che mettono in fervore
ogni angolo del centro medioevale
della città. Di tali
eventi le arti figurative
occupano sempre un posto
di rilievo, con esposizioni
allestite nel periodo della
Perdonanza, quando più
alta è la presenza
dei visitatori all'Aquila
e negli splendidi centri
del suo vasto territorio.
Quest'anno, in particolare,
due rassegne si propongono
per la loro rilevanza e
per i contesti architettonici
che le ospitano. Hanno temi
specifici, come la guerra
nell'arte della rassegna
"Pugnae",
allestita al Museo civico
di Santa Maria dei Raccomandati,
e la personale d'arte sacra
del pittore e scultore Augusto
Pelliccione, composta
nella magnifica chiesa
di San Filippo, tempio
seicentesco, già
dei padri Filippini molto
inclini verso le arti, da
un quarto di secolo trasformato
a teatro senza offese all'originaria
destinazione.
L'interno
della chiesa di San Filippo,
a croce, consta di un'aula
con due cappelle per lato
- "di matrice vignolesca",
annota Orlando Antonini
in Architettura
religiosa aquilana
- e transetto cupolato,
dove ora è sistemato
il palcoscenico e le quinte
del teatro. Architettura
ed arti plastiche nel tempio
sono ben combinate, raffinate
le decorazioni e gli stucchi,
memoria d'artigiani provetti
di provenienza lombarda,
presenti all'Aquila sin
dal Trecento. Nei riquadri
dov'erano un tempo i dipinti
d'epoca, tre per ogni cappella,
e quindi sul transetto,
con giuste soluzioni di
luci sono state sistemate
le tele della superba produzione
d'arte sacra di Augusto
Pelliccione, eclettico
artista abruzzese - è
nato all'Aquila nel 1938
- la cui versatilità
spazia tra pittura, scultura
e poesia. Un intero anno
Pelliccione ha lavorato
per realizzare le opere
per questa bella e convincente
esposizione, inaugurata
il 16 agosto scorso, promossa
dalla Regione Abruzzo e
curata dal critico d'arte
Maria Cristina Ricciardi.
"Pace a voi!"
il titolo della mostra.
Richiama il saluto di Cristo,
ripetuto due volte ai suoi
discepoli riuniti dopo la
Pasqua (Giovanni 20, 19-23).
Congeniale per Augusto Pelliccione
il tema, non nuovo alla
realizzazione d'importanti
opere di tematica religiosa,
come dipinti murali, tele
e sculture. "Pace
a voi!" - scrive
M. Cristina Ricciardi nella
nota critica in catalogo
- " diviene una
stupefacente chiave di lettura
per un eloquente ciclo di
grandi tele, capaci di rinnovare,
con sensibile e moderna
spiritualità, il
significato della vita e
del Verbo di Dio. Un gigantesco
trittico di oltre quattro
metri di lunghezza, segna
dunque, nella precisa intenzionalità
dell'artista, il suggestivo
punto nodale di un percorso
pittorico che si realizza
dentro la sacralità
della Parola a partire proprio
dalla centralità
dell'annuncio della pace,
perché è dall'Uomo
nuovo, risorto dalla morte
(
) che si concreta
il nuovo disegno del mondo,
il nuovo destino dell'umanità".
Annota
ancora la Ricciardi: "Nelle
altre grandi tele ad olio
che compongono questa energica
suite realizzata da Pelliccione
tra il 2007 ed il 2008,
ritroviamo, alla guida della
sua immaginazione, la stessa
efficacia, il medesimo principio
etico utilizzato per il
grande trittico Apparizione
di Cristo Risorto, accompagnato
come sempre dalla forte
esperienza della pratica
pittorica. Verso il battesimo,
Tentazioni, Discorso della
montagna, Orto degli ulivi,
Deposizione, Discesa agli
inferi, Raccolta degli apostoli,
Trasfigurazione, Apparizione
agli Apostoli, sono
opere che ci conducono dentro
un mondo che certamente
rivela con chiarezza tutti
i tratti formali e gli impianti
cromatici che connotano
il lessico proprio dell'artista
e la sua spiccata riconoscibilità,
determinando uno stato meditativo
sulla natura spirituale
di quei fatti che hanno
accompagnato la vita pubblica
di Gesù, la sua sofferenza,
la vicinanza agli apostoli.
Il senso di forte sospensione
atmosferica che l'artista
ci offre, si compenetra
al sentimento di totale
assolutezza dello spazio,
astratto e metafisico ad
un tempo. (
) Le iconografie
di Pelliccione sanno dimostrarsi
esperienza estetica autentica
ed assumere il ruolo profondo
e complesso della consapevolezza,
traduzione pittorica intenzionalmente
passata attraverso l'ispirazione
della Parola di Dio".
Dunque, la personale di
Augusto Pelliccione, aperta
fino al 31 agosto, si connota
come un suggestivo percorso
pittorico e spirituale d'un
artista valente sensibile
ed intenso, dove la cifra
della sua arte assurge all'acme
espressiva, ideale ponte
tra l'immanente ed il trascendente.
Borgognone:
Jacques Courtois,
detto il Borgognone,
"Battaglia
tra Cristiani e Turchi",
olio su tela, cm.
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|
Infine
"Pugnae"
- la guerra nell'arte,
mostra di dipinti di battaglie
dal XVI al XVIII secolo
- un evento davvero eccezionale,
dal 21 agosto al 28 settembre.
Tema suggestivo che in pieno
Rinascimento evoca i dipinti
di Paolo Uccello
e gli affreschi di Piero
della Francesca, la
"Battaglia di
Anghiari" di
Leonardo e la "Battaglia
di Cascina"
di Michelangelo,
come in catalogo scrive
il curatore, prof. Giancarlo
Sestieri. La mostra
viene proposta nel trecentesco
monastero celestiniano di
Santa Maria dei Raccomandati,
complesso di recente restaurato
per accogliere un polo culturale
d'interesse nazionale. Di
certo è la più
importante e ricca esposizione
dedicata al tema della battaglia
mai allestita finora in
Italia. Una settantina
di dipinti di pittori italiani
e stranieri vissuti su tre
secoli ritessono una storia
per molti versi ancora sconosciuta.
L'esposizione propone, infatti,
molti inediti e riscopre
personalità finora
rimaste nell'ombra, quando
non sconosciute, come il
caso di Jacques Courtois
detto il Borgognone
(Saint Hyppolite-Bourgogne
1621, Roma 1676), uno dei
più grandi autori
di questo genere, che con
la serie delle Battaglie
Medicee, commissionategli
da Mattias de' Medici, fu
consacrato caposcuola assoluto
nel settore. In mostra sono
presenti diverse opere di
questo artista, alcune di
grandi dimensioni. C'è
poi Antonio Tempesta,
pittore attivo nel XVI secolo,
di cui viene proposta una
splendida coppia di soggetti
bellici ed un rame inedito.
Quindi la scuola napoletana,
a cominciare dal capostipite,
ritenuto uno dei più
grandi pittori di battaglie:
Aniello Falcone,
con gli allievi Carlo
Coppola, Andrea de
Lione e Filippo Napoletano,
tutti operanti nel XVII
secolo, ed ancora altri
artisti italiani. Di Napoletano,
in particolare, viene presentata
una scena ispirata alle
battaglie romane contro
Annibale.
"Pugnae"
propone molti artisti stranieri
(Vincent Adriaenssen, Pierre
Mignard, Charles Le Brun,
Pieter Wouwerman, Henrdrik
Vershuring, Jan van Huchtenburg,
George Philipp Rugendas,
Ignace Jacques Parrocel,
Karel Breydel, August Querfurt),
oltre all'ampia panoramica
della scuola veneta con
Matteo Stom, Antonio
Calza, Francesco
Monti detto il Brescianino
e Giuseppe Zais.
Infine, una personalità
pressoché sconosciuta
come pittore di battaglie:
Girolamo Cenatiempo.
In mostra un gruppo di preziosi
suoi dipinti di antica collezione
aquilana. Cenatiempo, artista
d'origine napoletana della
scuola di Luca Giordano,
fu infatti operante all'Aquila
nel XVIII secolo come pittore
d'immagini sacre, impegnato
durante la ricostruzione
della città dopo
il terribile terremoto del
1703. Sono suoi, infatti,
tre dipinti sul soffitto
della basilica di San Bernardino.
Il Cenatiempo, come autore
di soggetti bellici, è
stato scoperto da Federico
Zeri, con l'attribuzione
di due importanti dipinti.
"In questa sede
- scrive Giancarlo Sestieri
nell'introduzione al catalogo
- vengono esposte numerose
opere inedite, circa la
metà del totale,
contribuendo così
a un significativo avanzamento
delle nostre cognizioni
sul filone iconografico,
a cui è dedicata
questa mostra. Quindi un
panorama esauriente e qualitativo,
completato pure da un gruppo
di testimonianze straniere,
anch'esse per la maggior
parte inedite".
L'organizzazione della mostra
è stata curata dall'Associazione
Solo Arte, in particolare
dagli antiquari aquilani
Antonio Di Brisco
e Valter Piccirilli,
in collaborazione con la
Direzione Regionale per
i Beni Culturali d'Abruzzo
e con il patrocinio del
Ministero dei Beni Culturali,
della Regione Abruzzo,
della Provincia e
del Comune dell'Aquila,
e dal Consorzio dei Beni
Culturali. L'allestimento
è particolarmente
curato, specie sulle luci
che mettono in risalto i
dipinti in ambienti volutamente
mantenuti in penombra. Grande
attenzione anche al Catalogo,
curato dal prof. Giancarlo
Sestieri - un'autorità
indiscussa in materia -
e dal comitato scientifico
coordinato dallo stesso
prof. Sestieri. Evento,
si diceva, davvero unico.
Chi voglia farsi un'idea
compiuta in tema di battaglia
nella pittura italiana ed
europea, nell'arco di tre
secoli, non può che
raggiungere L'Aquila. Le
opere, tutte provenienti
da collezioni private e
da gallerie antiquarie,
si possono ammirare solo
fino al 28 settembre. Poi
rientreranno nella defilata
discrezione dei loro fortunati
possessori.
*gopalmer@hotmail.com
- componente del Consiglio
Regionale Abruzzesi nel
Mondo