COOPERAZIONE ABRUZZESE: L’ECOTURISMO
IN GUINEA BISSAU
Un
progetto di sviluppo nel
Parco Nazionale delle Foreste
di Cantanhez, con il sostegno
dell’Abruzzo
Il
responsabile del progetto
e formatore,
Claudio Arbore,
con gli allievi del
luogo
|
06.10.08 - L’AQUILA – La Regione Abruzzo è una delle
pioniere della cooperazione
allo sviluppo tra le regioni
italiane. Fu infatti tra
le prime, nel 1989,
a
fare una legge per un’organica
politica nel settore. Da
allora ha consolidato una
lunga esperienza in programmi
di cooperazione
internazionale con molti
Paesi bisognosi di sostegno
per il loro sviluppo: in
Africa
(Angola, Burundi, Eritrea, Camerun, Madagascar, Nuova Repubblica del Congo,
Senegal, Zambia e
Paesi del Mahgreb),
in Asia (India,
Palestina e Giordania),
in America latina (Argentina
e Brasile)
e in Europa nell’area balcanica
(Albania,
Bosnia ed Erzgovina, Croazia, Serbia, Montenegro, Macedonia,
Bulgaria e
Romania). Di certo la
Regione Abruzzo
in cooperazione è all’avanguardia,
ha sempre investito con convinzione nel settore,
ritenendo che una vera politica
di pace e di fratellanza
tra popoli si costruisce
più con i fatti che con
i bei discorsi. Le va dunque
riconosciuto il merito,
specie in questo periodo,
quand’è osservata per le
vicende poco decorose sul
piano etico di qualche suo
governante. Negli
ultimi anni, peraltro, un
deciso impulso al settore
l’ha impresso Gianni Melilla, consigliere regionale e presidente del Comitato per la Cooperazione e lo Sviluppo, da sempre impegnato
nella cooperazione internazionale
con una spiccata sensibilità.
Nelle varie aree geografiche
i campi d’intervento hanno
spaziato dalla sanità all’ambiente,
dall’agricoltura allo sviluppo
sostenibile, dalle infrastrutture
alla cultura, dalle politiche
sociali all’istruzione,
dal sostegno locale alla
democrazia partecipativa,
dall’efficienza dei sistemi
pubblici al welfare. Per
ciascuno di tali settori,
nel corso degli anni, sono
stati realizzati con successo
progetti mirati d’intervento
della Regione Abruzzo, grazie
all’opera di gruppi di volontariato,
organizzazioni non governative
(Ong), istituti religiosi,
associazioni culturali e
sociali che operano con
competenza nel campo della
cooperazione internazionale,
sia attraverso risorse del
bilancio regionale che in
sinergia con fondi specifici
del bilancio italiano ed
europeo.
La premessa era necessaria per parlare d’un
altro interessante programma
di cooperazione dell’Abruzzo,
questa volta in Guinea Bissau, avviato giusto un anno
fa. EcoGuiné
– così si chiama il
progetto
- è iniziato da ottobre
2007 e si completerà a dicembre
2009. Mira a sviluppare
in quel Paese africano le
grandi potenzialità ambientali
del Parco
Nazionale delle Foreste
di
Cantanhez e la
Zona di
Conservazione di Dulombi.,
anzitutto con la formazione
del personale locale. Una
quarantina le persone che
hanno preso parte alla formazione,
interessate direttamente
nel progetto: guide ecologiche,
membri del comitato di gestione
della zona di conservazione
di Dulombi ed esponenti
delle associazioni di villaggio.
Ma anche le comunità di
almeno 12 villaggi, situati
tra il Parco Nazionale di
Cantanhez e la
Zona di
Conservazione di Dulombi,
sono state in qualche modo
coinvolte nell’intervento.
Con questo progetto l’Abruzzo
ha messo ad investimento
in Guinea
Bissau la sua cospicua
esperienza in campo naturalistico
ed ambientale. Definita
“regione
verde d’Europa”, l’Abruzzo
ha oltre un terzo dell’intero
territorio regionale protetto,
dove sono presenti ben tre
parchi nazionali (Parco
Nazionale d’Abruzzo-Lazio-Molise,
Parco
Nazionale del Gran Sasso-Monti
della Laga, Parco della Maiella), il Parco
Regionale Velino-Sirente,
moltissime oasi ed aree
salvaguardate per flora
e fauna.
Gli
allievi del luogo
|
Questo
è dunque EcoGuiné, programma di cooperazione che oltre alla
Regione
Abruzzo ha come partner
il Parco
Nazionale del Gran Sasso,
l’Università
degli Studi dell’Aquila, laureandi con borse di studio della Regione
ed altri
cooperanti. Del progetto
EcoGuiné
è coordinatore Claudio Arbore. Romano di nascita, trentacinquenne,
dal 1996 Arbore
vive e lavora in Abruzzo,
dove da anni è impegnato
sul fronte della conservazione
e della protezione della
natura, attraverso l’educazione
ambientale nelle scuole
e promuovendo iniziative
tese a far conoscere le
montagne abruzzesi ed il
loro ecosistema, grazie
anche alla sua esperienza
d’alpinista. Presidente dal 2006 dell’Associazione
Interpreti
Naturalistici (Ain onlus), ha iniziato la sua attività
di cooperante cinque anni
fa partecipando, nella veste
di consulente e ricercatore
in geografia umana, a diversi
progetti dell’Unione Europea
in Africa, quali Ecopas
e Agir. Pur continuando a collaborare in
iniziative multilaterali,
da due anni è impegnato
nella promozione e realizzazione
del Progetto EcoGuiné, di cui è il responsabile,
nel quadro del programma
di cooperazione decentrata
della Regione Abruzzo.
Perché la scelta della Guinea Bissau? Lascio
la risposta alle parole
di Claudio Arbore, prese
da un articolo scritto da
lui stesso su una rivista
abruzzese. “La Guinea Bissau è uno
dei paesi più poveri del
mondo secondo le statistiche
internazionali, ma questo
non basta a descrivere le
sue diverse povertà e soprattutto
non rende giustizia delle
sue reali ricchezze, come
avviene del resto per gli
altri paesi dell’Africa
sub-sahariana, poco conosciuti
dagli occidentali nella
loro complessità sociale
e territoriale. Troppo spesso
non si va oltre il PIL o
quando va bene, l’Indice
di Sviluppo Umano: per noi
sono solo paesi poveri o al massimo in via di sviluppo. Siamo arrivati al
villaggio per il progetto
di cooperazione EcoGuiné,
iniziato nell’ottobre scorso.
Per molti di noi si tratta
di un ritorno. Le esperienze
di studio e ricerca degli
ultimi anni ci hanno portato
più volte a frequentare
i villaggi e le foreste
della Guinea Bissau, conoscendone
sempre meglio i territori.
E’ stato del tutto naturale
voler continuare a fare
qualcosa per quelle popolazioni,
per quegli ambienti straordinari,
dove avevamo intrapreso
un percorso di crescita
e di arricchimento reciproco
importante. Così è nato
EcoGuiné, frutto del partenariato
della onlus abruzzese Ain, con Ong guineane e cofinanziato dalla Regione Abruzzo,
finalizzato allo sviluppo
dell’ecoturismo quale opportunità
di miglioramento delle condizioni
di vita delle popolazioni
locali, garantendo la conservazione
degli ecosistemi. Le
azioni di EcoGuiné sono
iniziate nel Parco Nazionale
delle foreste di Cantanhez
e nella Zona di Conservazione
di Dulombi, due delle più
importanti aree a valenza
ambientale della Guinea
Bissau e dell’Africa Occidentale,
con un numero elevato di
animali entrati da tempo
nelle liste rosse di quelli
in via d’estinzione e con
gli ultimi lembi di foresta
umida della costa atlantica,
che qui trova il suo limite
settentrionale. Queste aree
rappresentano l’ultimo rifugio
di tutta la regione per
animali come il leone, l’elefante
e lo scimpanzè, animali
simbolo dietro ai quali
ci sono migliaia di altre
specie a rischio. La sfida
è quella di riuscire a conciliare
le ragioni della natura
con quelle dell’uomo, chiave
di volta di tutte le azioni
di conservazione, socialmente
ed ecologicamente sostenibili
(…)”.
Altre azioni del progetto hanno invece riguardato
l’Abruzzo e i cittadini
abruzzesi: un gemellaggio
tra la scuola di Calascio - splendido borgo arroccato alle
falde del Gran Sasso con
una superba Rocca, location
di molti film famosi
- e quella del villaggio
di Dulombi, in Guinea Bissau; un video girato sul progetto; infine, una
mostra fotografica che merita
un’annotazione. Tutte azioni
volte a sensibilizzare i
cittadini abruzzesi sui
valori della solidarietà
tra i popoli e dello sviluppo
sostenibile, affinché si
possano temperare gli effetti
negativi della globalizzazione.
Ma
veniamo alla Mostra EcoGuiné. Allestita nell’ambito
della 714
Perdonanza Celestiniana, l’esposizione è stata ospitata negli androni
della Presidenza della Provincia
dell’Aquila, proprio nel
cuore della città. Con 65
immagini fotografiche della
Guinea Bissau la mostra
ha cercato di raccontare
la realtà di quel piccolo
Paese africano e le azioni
di appoggio allo sviluppo
che l’Ain
sta portando avanti
con il progetto EcoGuiné.
L’inserimento della mostra
nel programma ufficiale
della Perdonanza
è stato inoltre un riconoscimento
dell’importanza del messaggio
di solidarietà e di pace
tra i popoli che EcoGuiné
intende promuovere attraverso
uno sviluppo socialmente
ed ecologicamente sostenibile.
Migliaia i visitatori dell’esposizione,
dal 26 agosto al 5 settembre
scorso. All’inaugurazione
della mostra un saluto davvero
speciale l’ha portato Ela
Gandhi, rettore dell’Università
di Durban,
già parlamentare sudafricana e nipote del
Mahatma, quest’anno ospite d’onore alla
Perdonanza. L’insigne Personalità
sudafricana, accompagnata
dalla Presidente della Provincia
dell’Aquila, Stefania Pezzopane,
ha rimarcato il valore della
mostra e del progetto
EcoGuiné come testimonianze
di pace e collaborazione
tra nord e sud del mondo,
tra genti e culture diverse.
Il
responsabile del progetto
e formatore,
Claudio Arbore,
con un allievi del
luogo
|
Il progetto
EcoGuiné, si diceva,
si concluderà a dicembre
del prossimo anno. Per quella
data saranno completati
la formazione e l’equipaggiamento
delle guide ecoturistiche,
la realizzazione d’un censimento
e d’una cartografia delle
risorse naturalistiche,
grazie al partenariato di
Ong ed associazioni bissau-guineane.
Diversificare ed integrare
le attività economiche,
promuovere l’organizzazione
e l’associazionismo tra
le comunità di base, sono
i princìpi fondamentali
per una forma di sviluppo
sostenibile originale ed
appropriata per quei villaggi..
La natura, in Guinea Bissau,
è davvero generosa per varietà
delle specie animali e vegetali,
un vero eden faunistico
e botanico. Il Parco Nazionale delle Foreste di Cantanhez e la Zona di Conservazione di Dulombi costituiscono un incomparabile
patrimonio ambientale che
va protetto, a beneficio
non solo del Paese ma dell’umanità
intera. E’ però un patrimonio
che deve pure diventare
un’occasione di sviluppo
per le popolazioni locali,
affinché ne beneficino in
ogni modo, governato da
personale locale consapevole
e qualificato verso un auspicato
turismo mondiale che ami
e rispetti la natura. Questo,
in fondo, lo scopo principale
del progetto EcoGuiné, del quale nelle prossime
settimane partirà la seconda
fase. Se questo accadrà
- e i presupposti ci sono
tutti - per l’Abruzzo sarà
missione compiuta, un altro
buon risultato, un ulteriore tassello nelle politiche
operose per la pace e per
un nuovo umanesimo.
*gopalmer@hotmail.com
- componente del Consiglio
Regionale Abruzzesi nel
Mondo