IL CRAM ELABORA IL LUTTO E GUARDA
AL FUTURO
Annotazioni sul meeting degli Abruzzesi nel Mondo,
soddisfacente il bilancio
di tre anni, prospettive
da
sinistra, Marco Verticelli,
Mimmo Srour, Enrico
Paolini, Luciano D'Alfonso
e Anna Maria Michelangelo
|
22.10.08 - L’AQUILA – E’ stata un’assemblea
molto diversa dalle altre
quella tenuta dal 16 al
18 ottobre a Montesilvano, in provincia di Pescara, dal Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM). L’assise dei delegati
delle comunità abruzzesi
giunti dai cinque continenti
- la sensazione era palpabile
- doveva innanzi tutto elaborare
il lutto morale, la ferita
profonda inferta all’immagine
dell’Abruzzo dagli arresti
del presidente della Regione,
Ottaviano
Del Turco, di altri
amministratori e dirigenti
regionali. Il 14 luglio
scorso, in Italia una data
come un’altra, ma nell’immaginario
evocante la presa della
Bastiglia, la notizia fu
un colpo allo stomaco per
tutti gli abruzzesi, ma
specialmente per gli abruzzesi
all’estero. Chi scrive era
in Bolivia, in quei giorni,
e verificò con i corregionali
in quel Paese quanto fosse
faticoso superare l’immediato
senso d’umiliazione. La
gente abruzzese è orgogliosa
della propria terra. Con grandi sacrifici, nell’ultimo mezzo secolo, grazie a progetti
di lungo respiro perseguiti
da uomini di governo prestigiosi,
come Giuseppe Spataro, Lorenzo Natali e Remo Gaspari,
ma anche con una classe
politica seria e competente,
nella maggioranza come nell’opposizione,
l’Abruzzo si è riscattato
dalla povertà d’un secolare
isolamento. Oggi la regione
è assurta a significativi
livelli di sviluppo in ogni
settore - pur se negli ultimi
anni ha subìto una frenata
a causa della difficile
congiuntura dell’economia
nazionale - e s’è guadagnato
rispetto e ammirazione grazie
alla laboriosità, all’affidabilità
e all’onestà della sua gente.
In quei giorni, dunque,
grandi furono il disagio
e la mortificazione degli
abruzzesi all’estero, quel
milione e trecentomila corregionali
che in ogni angolo del mondo,
con testimonianze di vita
esemplari, hanno edificato
l’immagine dell’Abruzzo
e reso un servizio straordinario
alla crescita dell’Italia.
Una sofferenza morale enorme
in chi ha speso la vita
nei paesi d’emigrazione
non solo per risolvere i
problemi materiali della
propria esistenza, ma anche
per affermare, talvolta
contro non lievi pregiudizi,
le qualità e i valori della
comunità regionale e nazionale.
L’Italia, nella concezione che ne hanno gli
stranieri, il più delle
volte è stata apprezzata
e stimata per il comportamento
degli italiani all’estero.
Sicché, fatti come quelli
di recente accaduti in Abruzzo,
specie per gli abruzzesi
oltre confine, diventano
una vera e propria sciagura.
Se ne è avuta prova all’apertura
dei lavori del CRAM, dove
la vicenda giudiziari è
stata il “convitato di pietra”
da rimuovere, così offensiva
dell’impegno generoso che
tutti gli abruzzesi nel
mondo hanno dedicato alla
buona immagine dell’Abruzzo.
Certo, le responsabilità
penali di quei fatti saranno
a carico delle persone giudicate
colpevoli, non certo all’istituzione
regionale né agli abruzzesi
che sono invece le parti
lese. Ci si augura che presto
la magistratura faccia il
suo corso. E’
quindi apparso del tutto
fuori luogo l’atteggiamento
dell’ex presidente Del Turco,
nel corso d’un noto programma
televisivo, che ha
parlato di teoremi, d’un
complotto di non meglio
precisati poteri forti avverso
la sua politica di rigore.
Il processo chiarirà. Intanto,
egli che vuole difendere
la sua storia politica,
socialista per decenni nel
sindacato e nella sinistra,
lascia intendere una possibile
candidatura alle europee
nel Pdl. Strano modo di
difendere la propria storia.
Ma in Italia la coerenza
politica ed il rispetto
degli elettori sono solo
un optional, e ciascuno
recita a soggetto. Alla
politica compete invece
una rigorosa riflessione
sulla vicenda per un rinnovato
patto etico con la comunità
abruzzese, chiamata il 30
novembre prossimo a scegliere
con il voto il futuro governo
regionale e il nuovo Organo
legislativo regionale.
da
sinistra, on. Antonio
Razzi, on. Giuseppe
Angeli,
Mariza Bafile e Anna
Maria Michelangelo
|
Dopo la relazione introduttiva dell’assessore
ai Trasporti e presidente
del CRAM, Donato Di Matteo, è stato il presidente
vicario della Regione Abruzzo,
Enrico
Paolini, ad aprire con
il suo intervento i lavori
dell’assise degli Abruzzesi
nel Mondo. Con un richiamo
al difficile momento che
vive la Regione, ha sottolineato
l’impegno del governo regionale,
pur andando verso l’appuntamento
elettorale, per evitare
l’imposizione di nuove tasse
a copertura del disavanzo
della sanità e per salvaguardare
presso l’Unione europea
importanti progetti di investimento
nei settori nevralgici dello
sviluppo regionale, per
il loro finanziamento. Forte
l’apprezzamento di Paolini
per il lavoro svolto dal
CRAM in questi tre anni,
riconoscimenti al presidente
Di Matteo, che merita la
riconferma nel prossimo
mandato alla guida dell’organismo.
Presenti per la Regione anche l’assessore
ai Lavori Pubblici Mahmud
(Mimmo) Srour e l’assessore
all’Agricoltura Marco
Verticelli, che hanno
rimarcato le buone politiche
impostate dal CRAM per le
comunità abruzzesi all’estero.
Srour, d’origine siriana, ha peraltro ricordato
la sua esperienza d’immigrato
in Italia, studente poi
ingegnere laureato presso
l’università dell’Aquila,
testimoniando il grande
senso d’accoglienza della
comunità abruzzese, fino
a diventare un caso nazionale,
quando venne eletto sindaco
d’un piccolo comune dell’aquilano.
Ha auspicato che la Regione Abruzzo continui le sue politiche di relazione
con i paesi del Mediterraneo
(settore
brillantemente curato dall’assessore
Srour, ndr), coltivando
ogni occasione di dialogo
tra culture e religioni,
per diffondere i valori
della pace e dell’accoglienza
ai migranti, naturale
per una terra che ha conosciuto
molta emigrazione. Verticelli,
nel suo contributo, ha sottolineato
la rilevanza del progetto
ByAbruzzo avviato in Brasile dal CRAM
e sostenuto dal suo assessorato,
che ha fatto della Federazione delle Associazioni Abruzzesi (Feabra), presieduta da Franco Marchetti, il fulcro per la promozione
del turismo e dell’enogastronomia
abruzzese. L’investimento
sulla rete associativa ha
portato all’apertura di
due qualificate strutture,
a San Paolo e Riberao Preto, già con soddisfacenti risultati. Analogo intervento
è in via di definizione
in Romania.
Il progetto segna una svolta
nella presenza dell’Abruzzo
all’estero, dove la promozione
viene affidata ad “ambasciatori”
motivati, quali sono i corregionali
in quei Paesi. Con il suo
intervento Giuseppe
Tagliente, consigliere
regionale e componente del
CRAM, ha riferito sull’incertezza
di tenere l’assemblea, peraltro
già programmata ad Adelaide, in Australia,
per i gravi fatti sopravvenuti.
S’è poi giustamente deciso
di celebrarla in Abruzzo,
terra di gente onesta che
non merita d’essere considerata
per come è apparsa sulla
stampa, non potendosi addebitare
le responsabilità dei singoli
all’intera classe politica.
A suo parere, un buon lavoro
ha fatto il CRAM in tre
anni, con ottimi risultati,
ed il futuro governo regionale
dovrebbe essere impegnato
a continuare sulle politiche
messe finora in campo. Non
di circostanza il saluto
del Sindaco
di Pescara, Luciano
D’Alfonso, nel lodare
l’abilità degli abruzzesi
all’estero nell’accreditare
l’Abruzzo come regione del
mondo. Bisogna investire
sul grande patrimonio di
intelligenze, professionalità
ed esperienze avanzate che
detengono le nostre comunità
all’estero.
A questo punto è iniziata la nutrita serie
degli interventi dei consiglieri
del CRAM, aperta da Rocco Artale, delegato della Germania,
un Paese che, per piccole
beghe tra associazioni,
finora non aveva espresso
rappresentanti nell’organismo.
E’ stata la determinazione
del presidente Di Matteo,
andato direttamente a conoscere
la situazione, che ha consentito
l’anno scorso di definire
la questione con la nomina
di Artale. Emigrato nel
1962 a Wolfsburg, operaio alla Wolkswagen, poi sindacalista, quindi sindaco
d’un paese dell’hinterland
ed ora consigliere comunale
della città, Artale è un
po’ simbolo dell’integrazione
e del prestigio acquisito
dai nostri emigrati in Germania.
Non è stato questo il solo
successo d’uno dei punti
programmatici qualificanti
del CRAM, quale l’ampliamento
della rete associativa.
Sono infatti nate o sono
in corso di costituzione
associazioni abruzzesi in
Spagna,
Cuba, Svezia, Olanda, Paraguay,
Romania, Colombia e
Francia.
A seguire, molti gli interventi
dei delegati sui temi generali,
sulle questioni specifiche
continentali e d’ogni singolo
paese: Anna Maria Michelangelo, vice presidente del CRAM, Nicola Di Teodoro e Nicola Ciammaricone (Venezuela); Ivana Fracasso, Angelo Di Ianni e Angela Di
Benedetto (Canada);
Franco
Marchetti (Brasile);
Franco
Santellocco (Algeria);
Simeone
Di Francesco, Giuseppe Falasca e Nadia Mecoli (Australia); Anna
Maria Martella, Fabio
Marraffini e Giovanni
Scenna (Argentina);
Mario Lannutti Bonanni (Uruguay); Mario Di Cicco (Sud Africa); Giulio Inglese (Stati Uniti); Levino Di Placido (Belgio); l’on. Antonio Razzi, Enzo Alloggia e Marcello D’Emilio
(Svizzera); Francesco
De Santis (Lussemburgo);
Anna
Maria Di Giammarino
(Cile); Domenico
D’Amico (Associazioni
Abruzzesi d’Italia); quindi
delle altre rappresentanze
istituzionali, associative
e sindacali che hanno componenti
nel CRAM, con interventi
di Goffredo
Palmerini (Anci), Diana
Mazzone (Anfe), Mario Narducci e Francesco D’Orazio (Unaie), Giuseppe
Mangolini (Aitef), Berardino
Di Vincenzo (Uncem),
Mario
Palladoro (Uil) e Lucio
Ricci (Filef).
In sintesi, un’orgogliosa valutazione del
lavoro con la rassegna di
progetti e iniziative, con
le scelte qualificanti operate
nel triennio per potenziare
le attività della Regione
verso le comunità abruzzesi
nel campo della cultura,
dell’assistenza, della formazione,
delle politiche per i giovani,
della valorizzazione del
sistema associativo. Davvero
s’è determinata una svolta
nell’attuale mandato del
CRAM che, con rammarico,
purtroppo si conclude anticipatamente.
E tuttavia si lascia alle
spalle il paternalismo e
la nostalgia, sostituiti
con un approccio diverso
e maturo che guarda alle
comunità abruzzesi all’estero
come risorsa. Importante
la decisione d’uscire dal
guscio regionale per andare
a conoscere le varie realtà
abruzzesi nel mondo, le
quali mai avevano visto
tanta quantità di relazioni
dalla regione d’origine.
Il che ha rafforzato il
senso d’appartenenza e lo
spirito d’iniziativa. Poi
vedendo crescere una responsabile
presenza giovanile capace
d’elaborare programmi specifici
per la terza e quarta generazione
dell’emigrazione che altrimenti
rischiavano di recidere
il cordone ombelicale con
la terra dei propri avi.
Ora, grazie ai progetti
deliberati nei loro Congressi
tenuti nel 2006 a Santiago (Cile), poi a Mar
del Plata (Argentina)
e quest’anno a Montreal
(Canada), nuove politiche
sono state messe in cantiere
per poter studiare nelle
università italiane, per
master post laurea, per
formazione professionale
presso aziende abruzzesi,
per lo studio della lingua
e della cultura italiana.
A tale riguardo un corposo
progetto è in via di definizione
tra il CRAM ed il Convitto Nazionale “Domenico Cotugno” dell’Aquila, perché giovani
abruzzesi da tutto il mondo
possano venire un anno in
Abruzzo a studiare, con
riconoscimento legale degli
studi. Lo stesso rettore del Convitto, Livio
Bearzi, una lunga esperienza
d’insegnamento all’estero,
ne ha illustrato i dettagli
durante i lavori dell’assemblea.
Molto intensa anche la seconda giornata plenaria,
che ha visto la partecipazione
dei deputati Giuseppe Angeli ed Antonio Razzi e dell’ex parlamentare Mariza Bafile. L’intera sessione antimeridiana
è stata dedicata ai temi
generali, con una forte
preoccupazione per i tagli
in finanziaria operati dal
governo sugli stanziamenti
per gli Italiani all’estero,
una vera falcidia che avrà
ripercussioni drammatiche
sui servizi consolari e
sulle provvidenze destinate
ai connazionali in stato
di disagio economico per
l’assistenza sanitaria.
Molta parte del dibattito
l’ha presa un provvedimento
specifico per il Venezuela,
con un’appassionata perorazione
di Mariza Bafile e del presidente della Fondazione Abruzzo Solidale di Caracas, Amedeo Di Ludovico. Il progetto è stato poi definito nei suoi aspetti
operativi dopo un confronto
tecnico politico. Attenzione
è stata posta al problema
dell’esenzione dall’Ici
della prima casa anche per
i residenti all’estero e
della riforma delle scuole
italiane all’estero, oggetto
peraltro di proposte di
legge già presentate in
Parlamento e riprese nel
documento finale votato
dall’assemblea. Nel documento
si invocano anche modifiche
alla legge a sostegno della
stampa italiana e alla normativa
a favore delle associazioni
di promozione sociale per
estenderla anche all’estero,
si chiedono inoltre la conferma
degli indirizzi programmatici
del CRAM anche nel prossimo
mandato, l’implementazione
della presenza giovanile
e femminile negli organismi
e la celebrazione in Abruzzo
del Congresso dei giovani
in concomitanza con il Giochi del Mediterraneo “Pescara 2009”. Infine, l’assemblea ha deliberato all’unanimità
l’iscrizione all’albo regionale
dell’Associazione Abruzzese del
Zulia (Venezuela) e
del più antico sodalizio
regionale costituito in
Italia, l’Associazione
Abruzzese di Roma, fondata da Silvio Spaventa
nel 1886.
In serata, una sorpresa speciale. Su invito
di Domenico
D’Amico, presidente
dell’Associazione
“La Maiella” di Rho che nel maggio scorso l’ebbe ospite in un applauditissimo spettacolo,
l’attrice Daniela
Musini ha tenuto per
i consiglieri del CRAM un
recital di liriche dannunziane.
Ricorre quest’anno il 70°
anniversario della morte
di Gabriele D’Annunzio,
il grande scrittore poeta
e drammaturgo nato nel 1863 a Pescara. Vincitrice
di numerosi premi, Daniela
Musini è stata di recente
insignita a Lugano
(Svizzera) del Premio
Internazionale 2008 “Donna
dell’Anno per la
Cultura”
con l’Alto Patrocinio della
Presidenza del Consiglio
dei Ministri. L’attrice
ha tenuto molti spettacoli
in Italia e presso gli Istituti
italiani di Cultura
di Berlino, Istambul, Ankara, Kyoto, Varsavia
e Colonia. Autrice teatrale e scrittrice,
vanta diverse pubblicazioni
di successo. L’artista,
studiosa della vita e delle
opere di D’Annunzio, in
un contesto del tutto estemporaneo
ed improprio, s’è espressa
in una performance di eccellente
levatura, a riprova d’un
eclettismo raro. Colta e
raffinata, Daniela
Musini ha intrigato
i suoi spettatori dapprima
narrando sprazzi di vita
del Vate, poi interpretando
del Poeta due liriche: “La pioggia nel pineto” e “L’onda”. Un dono inaspettato, magnifico
ed indimenticabile, a chiudere
in bellezza l’ultima riunione
di mandato del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo.
*gopalmer@hotmail.com
- componente del Consiglio
Regionale Abruzzesi nel
Mondo