Gemellaggio
operoso tra Scuole Italiane
e Russe
Partito
con una video conferenza
tra LAquila e Mosca
il progetto Italia-Russia
del MIUR
L'Aquila, Convitto
Nazionale: cella di
San Bernardino
|
01.04.09
- LAQUILA E
partito con grande entusiasmo,
grazie alla formula dei
partenariati telematici,
un progetto di collaborazione
tra undici scuole superiori
italiane ed altrettanti
istituti scolastici della
Federazione Russa
che si propone di lavorare
congiuntamente su temi di
comune interesse, attraverso
luso di moderne tecnologie.
Per lItalia
è stato lo stesso
Ministero dellIstruzione,
Università e Ricerca
(MIUR) a selezionare
undici scuole (o reti di
scuole) tra quelle che già
vantavano da tempo unaconsolidata
tradizione di rapporti di
collaborazione internazionale
con istituzioni scolastiche
in Russia. Il progetto
ha preso avvio allAquila
il 25 marzo scorso alla
presenza del top management
del MIUR - il direttore
generale degli Affari Internazionali,
Antonio Giunta La Spada,
e la dirigente dellUfficio
Cooperazione con organismi
internazionali, Paola
Gigante - e del direttore
generale dellUfficio
Scolastico Regionale, Carlo
Petracca, con lintervento
dellassessore alla
Formazione della Regione
Abruzzo, Paolo Gatti,
che ha portato il saluto
del governo regionale a
questa importante esperienza
di collaborazione culturale.
Il battesimo, nel segno
duna visione globale
del mondo che cresce e dialoga
anche a distanza, non poteva
che avvenire attraverso
un meeting virtuale, ma
vivace e partecipato, con
una video conferenza tra
i dirigenti italiani e russi
delle scuole interessate
al progetto. Nella sede
dellAmbasciata
dItalia a Mosca
sono intervenuti per via
telematica sul progetto
il prof. Giovanni Perrino,
dirigente dellUfficio
Istruzione della nostra
sede diplomatica in Russia
e le autorità scolastiche
russe rappresentate dalla
prof. Elena Shabanova,
mentre dalla sala delle
Conferenze dellIstituto
Ottavio Colecchi
dellAquila hanno parlato
nellordine il direttore
generale Antonio Giunta
La Spada, la dirigente Paola
Gigante ed il direttore
generale per lAbruzzo,
Carlo Petracca, quindi
alcuni dei presidi, docenti
e studenti coinvolti nel
progetto con quattro scuole
della capitale russa. A
seguire, altro collegamento
in videoconferenza, questa
volta con San Pietroburgo,
con il Console generale
dItalia nella
bellissima città
sulla Neva, interessata
al progetto con due partenariati
tra scuole, tra cui LAquila.
E non a caso, come diremo.
L'Aquila, Piazza del
Duomo
|
Già,
perché LAquila
e San Pietroburgo
sono due città legate
da alcune affinità
e da una comune concezione
dellarchitettura urbana.
Sono intanto due città
imperiali. Luna di
Federico II di Svezia
stupor mundi,
laltra dello zar Pietro
il Grande. Fatte le
debite proporzioni e con
un salto di quattro secoli
e mezzo, nascono entrambe
da un ardito disegno urbano.
Non spontaneamente, come
di solito sorgono per agglomerazioni
successive tutte le città,
ma secondo un progetto armonico
che vede in pochi anni la
propria completa realizzazione.
LAquila, definita
città di Federico
per averne egli condiviso
i propositi, nasce nel 1254
a quattro anni dalla
morte dellimperatore
attraverso un decreto di
suo figlio Corrado IV.
Viene fondata con il concorso
di 99 Castelli -
tanti secondo la tradizione,
unottantina nella
realtà - dun
ampio territorio, ciascuno
edificando una parte della
nova civitas
nella quale esprime il meglio
della propria sapienza costruttiva,
nelle chiese, piazze, fontane,
nei palazzi e negli edifici
civili. Nella nuova città
sinurba parte della
popolazione dei castelli
fondatori, ma i cittadini
dentro e fuori le mura per
oltre tre secoli conservano
una forte unità fondata
sulla disponibilità
di pari diritti sia nelle
comunità di provenienza
come negli omologhi quartieri
intus moenia.
Nei primi tre secoli la
città conosce una
grande ruolo nel regno,
grazie alla sua autonomia,
al sistema di governo civico,
ai suoi commerci con lEuropa,
al forte legame territoriale
assicurato dalla sua demanialità.
Una città spesso
al centro di conflitti tra
le grandi dinastie europee,
ma illuminata anche da presenze
spirituali di grande rilievo
nella storia della cristianità,
come papa Celestino V,
San Bernardino da Siena
e San Giovanni da Capestrano.
Nel 1703 sorge San Pietroburgo.
Nellarco di dieci
anni la città imperiale
voluta dallo zar Pietro
il Grande sulla foce
della Neva viene
edificata con gusto barocco
e neoclassico e con la fantasia
di numerosi architetti giunti
da tutta Europa, insieme
a maestranze artigiane di
primordine. La gran
parte di essi vengono dallItalia,
molti sono veneziani. Nei
lineamenti della meravigliosa
città baltica gli
stilemi architettonici italiani
si fondono a meraviglia
con altre culture artistiche,
in un plastico insieme di
gusti e tradizioni costruttive,
lungo le prospettive affacciate
sulle rive del grande fiume
che lattraversa. Una
comunione dorigini,
tra LAquila e
San Pietroburgo,
giustamente da consacrare
in un gemellaggio tra città,
piuttosto che solo tra scuole.
Ma
torniamo al progetto che
ci occupa. La collaborazione
italo-russa segna un importante
esempio dapertura
al mondo della scuola italiana,
con una concezione che vuole
abbandonare i recinti interni
per confrontarsi con altre
esperienze e culture, avviando
gli allievi verso una formazione
globale che da un lato faccia
uso di avanzate tecnologie
di comunicazione, dallaltro
costruisca relazioni umane
basate sulla conoscenza
e sullamicizia, le
uniche in grado di assicurare
armonia, pace e sviluppo
tra i popoli. Dunque del
tutto naturale è
stata la scelta dellAquila
per lavvio del progetto,
Città della Pace
per eccellenza per essere
erede del messaggio celestiniano
della Perdonanza.
Ma anche perché la
rete delle scuole aquilane
interessate al programma
- il Convitto Nazionale
Domenico Cotugno,
lIstituto Ottavio
Colecchi e lIstituto
Leonardo Da Vinci
- vantano una solida esperienza
internazionale ed una forte
cultura dellaccoglienza,
oltre ad avere coltivato
da tempo un rapporto di
gemellaggio con la Scuola
J. Cousteau
di San Pietroburgo.
I
dirigenti scolastici aquilani
(Livio Bearzi per
il Convitto Nazionale, Carlo
Fonzi per lIstituto
Colecchi e Domenico
Evangelista per lIstituto
Da Vinci), insieme
al dirigente dellUfficio
Scolastico Provinciale,
Rita Vitucci, sono
stati perfetti anfitrioni
verso i loro colleghi giunti
da tutta Italia, le cui
scuole sono gemellate con
altrettanti istituti russi
di varie città: Fausto
Mangiavini, preside
dellIstituto "Lunardi"
di Brescia (gemellato
con Liceo di Omsk);
Laura Decio, preside
dellIstituto "Marchetti"
di Gemona-Udine (gemellato
con lIstituto di Krasnodar);
Claudio Romagnoli,
preside dellIstituto
"Marconi" di Penne-Pescara
(gemellato con la Scuola
n. 2030 di Mosca);
Gennaro Esposito,
preside dellIstituto
"Pacinotti" di
Taranto (gemellato
con la Scuola n. 1409 di
Mosca); Ignazio
Venzano, preside del
Liceo Linguistico "Deledda"
di Genova (gemellato
con il Liceo Umanistico
di Samara); Daniele
Sordoni, preside dellIstituto
Comprensivo "Padalino"
di Fano-Pesaro (gemellato
con la Scuola n. 136 di
Mosca); Antonio
Tului, preside dellIstituto
Comprensivo "Deledda"
di Ilbono-Ogliastra
(gemellato con la Scuola
n. 1240 di Mosca);
Sofia Gallo, preside
del Liceo Ginnasio "Galvani"
di Bologna (gemellato
con il Ginnasio di Irkutsk);
Orazio Lombardo,
preside dellIstituto
"Marconi" di Catania
(gemellato con il Liceo
scientifico di San Pietroburgo);
il prof. Vincenzo Lolli,
con delega del preside dellIstituto
"Quarenghi" di
Bergamo (gemellato
con il Ginnasio orientale
di Vladivostock).
Molti
gli obiettivi del progetto.
Oltre alla costituzione
di contatti tra scuole per
lorganizzazione di
stage per studenti, il progetto
intende promuovere la diffusione
della lingua e cultura italiana,
migliorare le competenze
linguistiche dei docenti
e degli allievi italiani
che studiano russo, organizzare
scambi culturali con formazione
di breve durata per studenti,
docenti ed operatori. Tutto
ciò mediante seminari
dapprofondimento sulle
trasformazioni sociali,
politiche e culturali della
Russia, sulla sua
situazione attuale e sul
processo di avvicinamento
allUnione Europea,
quindi sugli usi, i costumi
e le tradizioni caratterizzanti
quel grande Paese, attraverso
losservazione della
vita quotidiana e la cultura
del popolo russo. Per parte
italiana, il progetto coinvolge
gli studenti delle scuole
interessate in esperienze
interculturali, nelluso
delle lingue veicolari inglese
e russo, nellapprontamento
di materiale informativo,
artistico e culturale, nella
sperimentazione del metodo
CLIL. Il progetto assegna
inoltre dei crediti formativi
agli studenti, utili per
lesame di Stato. Per
parte russa, gli studenti
delle scuole russe saranno
coinvolti in esperienze
interculturali, con specifico
approccio alla cultura e
alla tradizione italiana,
quindi nella conoscenza
dellorganizzazione
dellUnione Europea
e delle norme che la regolano,
specie riguardo al sistema
informativo di contabilità
e bilancio. Ciascun istituto,
poi, elabora e concorda
con il partner ulteriori
percorsi formativi.
San Pietroburgo: l'Hermitage,
progettato dall'arch.
Bartolomeo Rastrelli
|
Dopo
gli incontri in video conferenza
con Mosca e San
Pietroburgo, completati
per ragioni di fuso orario
lindomani con la città
di Omsk, i lavori
di confronto tra i dirigenti
delle scuole coinvolte nel
progetto si sono sviluppati
in due intense giornate
di riflessione, coordinati
dalla dirigente del MIUR,
Paola Gigante. Gli
incontri si sono tenuti
nelle austere sale del
Convitto Nazionale Domenico
Cotugno, nel cuore
antico della città,
non senza dedicare una doverosa
visita ai monumenti più
insigni dellAquila,
quali la basilica di
Collemaggio, dove Celestino
V ricevette la tiara
papale il 29 agosto 1294
e dove le sue spoglie
riposano nel mausoleo di
Girolamo da Vicenza,
il cinquecentesco Forte
Spagnolo, uno dei capolavori
in Europa dellarchitettura
militare, la Fontana
delle 99 Cannelle, simbolo
della città, la basilica
di San Bernardino, con
la splendida facciata rinascimentale
e le preziose opere darte
conservate, dove il corpo
del Santo senese è
custodito nel mausoleo scultoreo
di Silvestro dellAquila.
Ma non poteva mancare una
visita alla cella di San
Bernardino, perfettamente
conservata e situata proprio
allinterno del Convitto,
nella quale il Santo visse
gli ultimi giorni fino alla
dipartita, il 20 maggio
1444.
I
dirigenti aquilani - Bearzi,
Fonzi ed Evangelista
- hanno pensato bene di
riservare agli ospiti più
duna sorpresa. Intanto
un contesto eccezionale:
il refettorio del
Convitto, monumento nazionale,
ampia sala arredata con
un prezioso paramento ligneo
del XIII secolo, risalente
allorigine del complesso
conventuale costruito nei
primi anni della fondazione
della città e dedicato
a San Francesco.
In quella sala è
stato servito un percorso
nella gastronomia abruzzese,
alla scoperta di sapori
tradizionali, con una cena
di gala approntata dai cuochi
del Convitto e dagli allievi
dellIstituto Alberghiero
Leonardo da Vinci.
Lindomani, presso
la sede dellIstituto
Alberghiero, docenti ed
allievi hanno invece sviluppato
un altro tema appropriato
allevento, La
cucina italiana e la cucina
russa a confronto,
con soddisfazione non di
maniera degli ospiti. Una
bella performance di sapienza
culinaria. Il progetto avrà
ancora due appuntamenti
ufficiali di rilievo, oltre
alle specifiche relazioni
tra scuole. Alla fine di
maggio la delegazione italiana,
composta dai dirigenti del
MIUR e delle scuole interessate,
partirà alla volta
di Mosca, per incontrare
i colleghi delle scuole
russe coinvolte nel progetto,
mentre in novembre una delegazione
russa, con dirigenti
scolastici ed esponenti
ministeriali, verrà
a Roma per il confronto
finale sui risultati del
programma di collaborazione.
31
marzo 2009
gopalmer@hotmail.com