E
adesso brindiamo!
Finito
Carnevale, la maschera bolognese torna
a casa malgrado linfaticabile
ruolo di cane pastore del senatore Pollastri.
LItalia festeggia
23.02.07
- Era nellaria la caduta del governo
Prodi. Due minuti dopo il voto contro
la relazione del Ministro degli esteri
al Senato, eravamo già tantissimi
davanti a Palazzo Chigi con bandiere
e striscioni. Una vera manifestazione
di popolo; tassisti e automobilisti
che transitavano per via del Corso suonavano
ritmicamente i clacson in segno di festa.
Nove
mesi è durato il governo Prodi.
Nove mesi come una gravidanza. Ma in
questo caso sono stati nove mesi di
agonia.
È
caduto un governo che con la finanziaria
ha deluso tutte le categorie, un governo
al quale tutti i sondaggi da tempo danno
un indice di gradimento bassisimo.
È
caduto un governo che ha visto partiti
della sua coalizione manifestare a Vicenza
contro di sé. Cosa mai accaduta
prima. Come mai prima nella storia della
repubblica un governo era stato battuto
sulla politica estera del Paese, neppure
negli anni della guerra fredda quando
in Parlamento si prendevano a botte.
Non
poteva durare ancora a lungo un governo
così. Se non fosse caduto oggi,
sarebbe caduto domani o dopodomani.
Ieri
era il primo giorno di Quaresima. Finito
il Carnevale, è tornata a casa
quella ridicola maschera bolognese che
risponde al nome di Romano Prodi.
Ora
che accadrà? Quali saranno gli
scenari? Non lo so e non voglio pensarci.
Oggi è un giorno di festa, domani
si vedrà.
Qualunque
sarà la soluzione che luomo
del colle sceglierà (rimandare
Prodi alle camere, un governo tecnico
o di larghe intese), una cosa è
sicura: si ritornerà presto alle
urne. Il tempo di mettere a punto una
nuova legge elettorale e, fra un annetto,
massimo assoluto due, si eleggeranno
nuovi parlamentari. Nuove votazioni
anche per gli italiani allestero
dunque. Questa volta siamo pronti noi
del centrodestra e non ci saranno più
regali per nessuno.
A
proposito di parlamentari eletti allestero,
mi ha fatto male vedere ancora una volta
il senatore Pallaro votare per Prodi.
Ancora più male mi ha fatto assistere,
fra il pubblico dalle tribune, allattività
frenetica del senatore Pollastri come
cane pastore. La capogruppo Ds Finocchiaro
lo dirigeva di qua e di là in
maniera plateale. Uno dei suoi compiti
era molto evidentemente quello di controllare
proprio Pallaro per evitare che sgarrasse.
Compito svolto egregiamente assieme
al senatore Randazzo. Per tutto il tempo
uno si è seduto alla sinistra
e laltro alla destra dellargentino,
che sembrava Pinocchio fra i due gendarmi
o Gesù Cristo fra quei due suoi
famosi compagni di sventura.
Nessuno
mi venga più a dire che il Pollastri
in fondo sarebbe di centrodestra, che
andrebbe dicendo che i comunisti gli
fanno schifo. Perché, come minimo,
gli sputo in un occhio.