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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

on. Michele Frattallone

E' una vera pazzia affrontare la crisi planetaria se i sindacati in Italia dovessero decidere a promuovere gli scioperi generali

31.10.2011 - Dalle notizie riportate dai giornali e telegiornali si presume si sia creato un clima di moderato ottimismo relativa la missione compiuta da Berlusconi a Bruxell, lo scorso mercoledi' 26 ottobre.

E si ha la convinzione che una parte delle strutture organizzative italiane e soprattutto da coloro che s'ispirano in quanto indottrinati dal pensiero ai limiti dello sproporzionato assistenzialismo generato ovviamente dalle forze politiche d'opposizione. E al tempo stesso l'emergere l'esigenza e sostenuta proprio da quella stessa classe politica di “sinistra”, che insistentemente invocano in questo critico periodo storico un Governo “forte” o quanto meno autoritario. Ed e' qui' che si verifica la loro contraddizione, perche' non son pronte e nemmeno intenzionate a rafforzare l'azione della politica italiana.

Queste forze d'opposizione al Parlamento Italiano, hanno scelto e non a caso questo momento, che ravvisano certe iniziative e segnali positivi, come dovrebbe agire e decidere questo Governo per il bene del Bel Paese. Il Governo Berlusconi, piaccia o non piaccia e legittimato perche' ha dimostrato piu' volte che e' retto da una sua maggioranza.

Il Primo Minitro Italiano, prensentandosi al Parlamento Europeo ha ricevuto consensi e credibilita', per un'azione pomossa dalle preposte autorita' dell'Unione Europea, che tutte le forze d'opposizione convinte che Berlusconi non avrebbe potuto convincere la sua strategia politica per un rilancio della crescita' dell'Italia ed altri provvedimenti citatati nella lettera d'intenti inviata a Bruxell.

Le opposizioni tendenzialmente di sinistra che avrebbero dovuto riconoscere l'esito positivo della sua missione per avere trovato leopportune indicazioni come procedere meglio con determinazione, anche a costo di dovere proporre leggi o norme che potrebbero risultare impopolari. Ed e' piu' che naturale sapere che cosa faranno i politici d'opposizione dell'ala sinistra e le tre piu' grandi organizzazioni sindacali. Si percepisce sin dasubito, una loro negativa risposta ed intenzioatii a preparare un bel pranzo e cena condite da manifestazioni e scioperi generali. Non c'e' che dire, questi metodi non poggiate su corretti binari che aiutino e l'Italia e la democrazia.

La Societa' Italiana che si dichiara democratica e consapevole e nel rispetto della Costituzione della Fondazione della Repubblica Italiana, che e' tenuta ha tutelare a un principio inamovibile che si regge sul lavoro, e nel modo specifico citato nell'Art. 4 della Costituzione e recita: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Questo significa che le forze politiche della maggioranza e quelle d'opposizione hanno il diritto-dovere e soprattutto individuere le soluzioni che impongono in determinate situazioni e condizioni della Nazione anche a costo di dovere accettare compromessi che da un lato la rimuovere tutte quelle leggi e norme frutto senza dubbio di una complicata burocrazia che non ha solo notevoli costi, ma ne rallentano il processo dello sviluppo e di una migliore produzione.

E dall'altro della bilancia la garanzia e la sicurezza a coloro al momento piu' fortunati di fare parte dell'organico produttivo nei comparti dell'industria, del commercio e del terziario. Ed ai meno fortunati, nel caso di necessita' dell'azienda, costretti ad essere esclusi dal lavoro coloro in esubero, ma essere garantiti con alternative di una nuova occupazione o quanto meno accompagnato da opportuni organismi legati al mondo del lavoro.

Quindi lo Stato dovrebbe organizzare e avviare l'apertura di determinati cantieri di lavoro o corsi di specializzazione in altri mestieri con un minimo di salario garantito, fino a che lo sfortunato disoccupato, possa rientrare nel mondo del lavoro attivo.

Per ottenere risultati sulla base quando sopra descritto sono necessari gli opportuni dibattiti con l'intenzione e lo spirito costruttivo, perche' quando ci si trova nei momenti di crisi, si deve cercare qualunque soluzione purche' nesuno debba essere penalizzato.

Mi e' venuto in mente una delle storie dell'antica Roma. Potrebbe essere una parabola il discorso che ebbe a fare un eccellente Senatore, perche' si calmasse il Popolo Pebleo, ed essendo costituito da cittadini Plebei Romani si radunarono in una delle Piazze dell'allora capitale dell'Impero e protestarono con forza contro le autorita' di allora, l'obiettivo mirato nel rivendicare alcuni benefici e previlegi, caso contrario si sarebbero rifiutati a tornare al proprio lavorare, perche' convinti, che a sacrificarsi di piu,' erano loro ed in cambio soltanto qualche beneficio e nessun privilegio. A quel tempo, non manco' la forza e nemmeno la saggezza come risolvere questioni di carattere sociale, quindi il citato Senatore Romano, dotato di un'acuta intelligenza e sensibilita' nei confronti del popolo si espresse con una semplice parabola.

Quando i patrizi e plebei , si siedono a tavola, per consumare qualunque pasto, la introducano nella loro bocca ed i denti con la funzione di masticare bene il contenuto opportunamente spezzetato attraversa la gola e tali movimenti equivalgono a fatica oltre ad abbreviandone il tempo del pregustare cio' che si e' mangiato, poi va direttamente allo stomaco e lo fa godere ed una parte del cibo consumato lo trasforma in sangue per vivere ed il resto lo espelle perche' non serve a nulla.

Ed il Senatore Romano disse: La Vostra protesta e' come se la bocca rivendicasse privilegi che non potra' ottenere e se decidesse a non masticare, lo stomaco non godra' piu'ed e' la fine della sua vitalita'e l' invitabile decesso, ma la bocca con i denti subirebbero la stessa sorte. Quindi a ciascuno il suo, altrimenti la brutta sorte, la subirebbero tutti i patrizi e plebei.

Si puo' affermare che da quando il mondo e' mondo ci sono i ricchi ed i poveri, per la verita' una volta la differenza sociale tra chi era ricco o povero le loro distanze furono abissali, ma nel mondo in cui viviamo ed anche se si mettesse in conto questo periodo critico, la societa' italiana, quella europea, e nord americana non si puo' negare gia' esistono iniziative che in modo o nell'altro aiutano la parte della societa' piu' debole.

Ovviamente per tutti coloro che lavorano con l'acquisita e congrua retribuzione in relazione la formazione culturale e di maturita' professionale, dirigenziale, lavoratori specializzati nelle varie categorie del settore dell' amministrazioni pubbliche, private e relativi settori dell'industria, delle costruzioni, del commercio e terziario, risulterebbeo garantite sulla base dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, ma ora i fari sono puntati con maggiore attenzione e si teme possa essere il vero soggetto della discordia.

Come e' vero che Il mondo del lavoro e' molto complesso ed e' necessaria una miniriforma, che sappia regolamentare a chi possa essere tolto ed a chi un contributo aggiunto. Questi problemi non si possono risolvere con i provvedimenti del “prendere o lasciare” ma intavolando seri accordi seguiti da regolari dibattuti in parlamento ed in altre sedi piui opportune con il necessario contributo di collaborazione delle tre piu'importanti organizzazioni sindacali.

Le problematiche di valenza sociale e del lavoro si discutono e si risolvono con un Governo cha abbia il consenso della maggloranza in accordo con l'opposizione e soprattutto abbiano il coraggio di agire con fermezza ed un giusto equilibrio a tutela delle parti interessate. Solo cosi' l'Italia con questi ed altri contributi mirati arisolvere altri problemi legati all' economia e finanziaria si superera' la crisi che tutti si auspicano.

Boston, 30 ottobre 2011

 



 
 

Scrivono per Voi

Michele Frattallone

On. Michele Frattallone,

Presidente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, Inc. Consigliere e membro del Comitato esecutivo e Tesoriere del COM.IT.ES., Circoscrizione consolare di Boston, gia’ Candidato al Parlamento Italiano alle ultime elezioni del 13-14 aprile del 2008.







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