Mediterraneo ermetico.....a buon inteditor!
22 Febbraio 2011 -
Stanotte ho sognato d’essere l’eterico di una schiava di Atlante reincarnata in una nuova Atlantide mediterranea al culmine della Civiltà, in pieno declino e prossima allo sprofondamento.
In viaggio astrale, come una befana sulla sua scopa di saggina, ho sorvolato i quartieri mediterranei: l’Italia, la Tunisia, l’Egitto, l’Algeria, la Libia…. fino all’Iran, incontrando nel regno dei morti i fantasmi di Enrico Mattei, dello zar di Russia e dello scià di Persia, condannati al supplizio infernale del bombardamento di granate di petroldollari…
Atlantide, intanto tremava e lentamente sprofondava nell’abisso, sommersa da ondate di nero petrolio, sballottata tra flutti di barili dardeggianti come folgori, gorghi infestati da voraci pesci-dollaro, pesci-squadra, pesci-compasso e pesci-piramide dai rostri acuminati.
Un inferno!
Di colpo, la scena è cambiata: una spiaggia di sabbia dorata e scintillante lambiva un mare calmo e cristallino, sfiorato da vividi riflessi turchese e rosa. Sul bagnasciuga, un vecchio saggio dalla lunga barba canuta, sereno guardava l’orizzonte… si è girato, mi ha vista… stringeva tra le mani un rotolo di pergamene. Mi è venuto incontro, quasi scivolando sulla sabbia, senza lasciarvi impronte. Mi ha allungato con un sorriso dolce il rotolo vergato, fissandomi negli occhi… ed è svanito.
Stringevo tra le mani il libro dell’Apocalisse; quello, era Giovanni!....
In vorticosa e dolorosa rapida verso madre Terra ed il mio letto di casa, mi sono svegliata col telegiornale, confondendo le immagini trasmesse dall’infernale congegno con le visioni del sogno, convinta di viaggiare ancora in astrale; invece, sono caduta dal letto, malamente, sul pavimento del mio “loculo”, schiaffeggiata dalla coda fronzuta del mio cane guardiano dello stesso ceppo “bastardo” del cane dell’ ENI… ma “regolare”, con due zampe in meno di quel mostro incendiario.
Corroborata da una moka da sei tazze sono scesa in giardino, baciata con passione da quel fulgido Dio di Akenathon, trionfante su di me dall’alto suo Trono elevato per Grazia Speciale nella porzione d’empireo del mio magnifico Cielo Meridiano!...
Perfettamente cosciente e lucida ho meditato sulle immagini del congegno infernale. Mi sono seduta al computer, per comporre sulla mia tastiera la mia operetta quotidiana: dalle dita scaturivano solo note gravi, come per una marcia funebre… allora, per riprendermi un po’ ed evitare la moltiplicazione di pestilenziali e contaminanti forme-pensiero, mi sono lanciata nel social-network premiato addirittura con un Oscar… l’occhio di Shiva, detto in vulgata “terzo occhio”, ha schiuso le palpebre appiccicaticce, aprendosi come un faro e puntando uno Zuckerberg nero come un démone del petrolio che agitava con fruste a sette code file e file interminabili di enormi scarafaggi e blatte lungo i sentieri “in rete” del Medio Oriente, gravato da un’immensa cupola simile ad una nave-madre aliena ma con al comando bipedi umani dai volti mascherati, insomma, un Facebook più letale del congegno infernale domestico!
Dalla Grande Cupola, una donna che calzava sul passamontagna una corona regale irta di tulipani d’oro e diamante, mitragliava la vecchia Europa di donnine di gomma discinte e lascive, di brutti birilli dalle teste di legno baffute, di bambolotti di plastica decapitati, di siringhe e pasticche: le semplici armi viziose per contagiare intere popolazioni e spingerle all’asservimento ed all’autodisintegrazione.
Da un’oblò dell’astronave, inquadrato nel glifo di una immensa “B“ luminescente (Bilderberg, forse?) un altro mascherato cannoneggiava con bigliettoni verdi inzuppati di sugna e sterco un’altra porzione d’Europa… mentre un terzo apocalittico occulto, sul lato opposto, sganciava a sud-est potentissimi thanks-aerosol dalle pestilenziali e dense scie chimiche, per distruggere il biondo grano ed ogni filo d’erba!
In un orrore senza tregua, sulla verticale del Vaticano, danzavano nell’etere frotte di larve assatanate: ad una ad una si sbriciolavano le colonne di perfezione berniniana di piazza San Pietro e torme di sottane rosse, dalle facce rubiconde e le bocche sanguinolente, sputate fuori a raffica dal Tempio, davano inizio ad un Sabba inverecondo tra le rovine! Ho spento l’occhio di Shiva, il computer ed il televisore. Sono uscita in giardino a piantare rose.
http://blog.libero.it/lavocedimegaride/9913918.html
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