Felici come un pollo in forno
Napoliiii, bel suol d' amoreeeee........
24.03.2011 - Ho sempre onestamente dichiarato di non nutrire particolare ammirazione per il Premier ma l'ho sempre difeso, soprattutto contro gli ignobili attacchi della magistratura e le continue vessazioni dei radical-chic giacobini alleatisi con i masso-mundialisti, pur di detronizzarlo: Fini e l'archiviazione ad opera dei togati della sua manifesta disonestà, sono la cartina di tornasole della lercia "politica" nazionale che chiude il cerchio infame dei primi 150 anni dell'Italia UNA.
Non ho mai creduto neppure all'immagine di un Premier assurto a Nembo Kid del sesso, quantitativamente e qualitativamente superiore al cinematografico Rocco Siffredi.
Non mi é mai piaciuto lo stile umoristico del "cavaliere" e non ho mai riso alle sue boutades più simili a gaffes in un individuo che non ha il dono dell'ironia; mi sono sempre affidata ai miei Santi, pregando perché Berlusconi trovasse un art-director che sapesse curargli l'immagine, meglio di un chirurgo estetico e la comunicazione, meglio di qualsiasi Cicchitto, Bondi e Brambilla.
Insomma, l'avrei voluto meno “aziendalizzato”, meno hi-tech e posticcio; più “bio”, insomma! Il Premier non é assolutamente un perfido, un falso… un politico, per intenderci: è semplicemente un salame ... e l'Italia UNA, lo dimostra la storia, dal suo prologo al suo epilogo, ha sempre preferito ai salumai i macellai.
L'ho sostenuto nella speranza di partecipare al gran safari per l'estinzione totale delle parassite razze dalemiana, dipietresca, casinista e finiana (e chi più ne ha più ne metta) ma – ahimé! – il cavaliere non ha la minima percezione culturale o, almeno, eterica… animica di cosa siano uno statista o uno stratega ed alla guida di un Paese, di qualsiasi governo, i fresconi impomatati, anche se di belle intenzioni, sono un pericolo da codice rosso, una catastrofe!
Dopo questa boiata libica, non me la sento proprio più di sostenere la sua pariglia di “unti”, di turarmi il naso per l'ennesima volta in cabina elettorale: é un fatto di coscienza… e la consapevolezza maturata in decenni di inutile attesa di un risveglio identitario, etico e sociale mi ha resa rabbiosa e violenta sempre più, a tal punto che bombarderei con il DDT i Palazzi di Roma per l'opportuna disinfestazione da tutti gli insetti schifosi… rossi, neri, bianchi ed a pois… e dei voraci parassiti che vi si annidano.
Stufa di un Mezzogiorno di assistiti proni; colonia serva di tre padroni: dell'Italia UNA, dell'Europa cazzimmista e degli U.S.A. imperialisti: la prima, cenerentola della seconda e serva acefala del terzo padrone! Com'è possibile non capire, dopo questa ennesima scivolata sul fondo del barile vuoto di petrolio, che occorre servire l'Umanità, il Pianeta e non più le squadrette di calcio del campionato governativo italiota, della velenosa Coppa Europa, delle Olimpiadi Mundialiste?
Non mi sto schierando a favore di Gheddafi ma non posso non riconoscere che il raìs é dignitosamente munito di “bolas” e che noialtri, traditori – traditori, sì! – siamo solo dei “coglioni”, nell'accezione assolutamente non figurativa ma ideale del termine! Per quanto possa sembrare paradossale, laggiù in Libia si sta ripetendo, con i medesimi protagonisti, per gli stessi motivi, con la stessa strategia e calunnioso raggiro quanto si verificò nel ricco Mediterraneo regnicolo delle Due Sicilie, nel 1861 appena celebrato, tanto da nutrire il dubbio malsano che la grande abboffata di retorica che ci opprime ancora di questi giorni, a gittata continua, sia la solita strategia subliminale che da lord Palmerston e lord Gladstone porta, poi, al metodo Tavistock. Ben prima del fatidico 1860, ci ricorda Alianello: “ … fin dal 1816 vigeva tra Londra e Napoli un trattato di commercio, dove l'una nazione accordava all'altra la formula della «nazione piú favorita». Subito ne approfittarono i mercanti inglesi per accaparrarsi l'intera, o quasi, produzione degli zolfi, allora fiorente in Sicilia. Compravano per poco e rivendevano a prezzi altissimi. Di questo traffico poco o nulla si avvantaggiava il Reame e meno ancora i minatori e i lavoranti dello zolfo. Ferdinando II volle reagire a questo sfruttamento, tanto piú che, avendo sollevato la popolazione dalla tassa sul macinato, aveva bisogno di ristorare le casse dello Stato in altro modo. Fece perciò un passo forse audace: diede in concessione il commercio degli zolfi a una società francese che lo avrebbe pagato almeno il doppio di quanto sborsavano gli inglesi. Inde irae. Palmerston nel 1836 mandò la flotta nel golfo di Napoli, minacciando bombardamenti, sbarchi e peggio. Ferdinando II non si smarrí, e ordinò a sua volta lo stato d'allarme nei forti della costa e tenne pronto l'esercito nei luoghi di sbarco. Pareva dovesse scoppiare la scintilla da un momento all'altro. Ci si mise fortunatamente di mezzo Luigi Filippo e la Francia prese su di sé la mediazione. Il risultato fu che lo Stato Napolitano dovette annullare il contratto con la società francese e pagare gli inglesi per quel che dicevano d'aver perduto e i francesi per il guadagno mancato. È il destino delle pentole di terracotta costrette a viaggiare tra vasi di ferro. Chi ci rimise fu il povero Regno Napoletano; ma l'Inghilterra se la legò al dito come oltraggio supremo.» .
Dunque, la Francia e l'Inghilterra accesero la prima miccia per dar fuoco alle polveri nella Sicilia del grande Ferdinando II, per via della questione prioritaria degli zolfi siciliani; oggi, si tratta di petrolio e… guardacaso c'è sempre una Francia di mezzo e c'è sempre l'Inghilterra corsara!... quindi – e siamo già a Francesco II di Borbone ed alla vigilia della caduta dei regno - l'orda massonica, finanziata dai soldi inglesi, favorì lo sbarco garibaldesco, esattamente - come oggi apprendiamo - che sin da febbraio i militari inglesi, sullo stile del calunniatore lord Gladstone sono in Libia, stato sovrano, a fomentare la rivolta dei cosiddetti “Ribelli”, mentre Sarkozy in Francia provvedeva a coinvolgere nell'operazione destabilizzante il traditore ministro libico che s'è svenduto il suo Paese, Gheddafi e la sua gente, per una pentola di fagioli magici.
Molte altre sono le similitudini, a cominciare da quel Peppo Granribaldo, maestro venerabile di gran loggia… perché, vi sia chiaro, le cartine della geopolitica, si disegnano SEMPRE con squadra e compasso!... senza dimenticare che il regno fu invaso, occupato, sfinito in una lotta fratricida SENZA DICHIARAZIONE DI GUERRA, com'è accaduto in Libia! Vabbuo', ci fecero l'Italia, siamo italioti?
Benissimo!... ma vogliamo, cortesemente ripulirci la faccia e costruirci, infine, una maschera di dignità? L'assalto alla cieca, intorno ad un piatto di polpette, di noi fameliche e dispettose bestie europee, la dice lunga sui corsi e ricorsi storici in ambito mediterraneo ma l'Italia, senza un briciolo di senno, ha messo a serio rischio se stessa e gli italiani, soprattutto gli italiani del Mezzogiorno.. e che ora il “salame” – come lo definisce anche Maurizio Blondet – ci faccia il pianto del coccodrillo, a polpette esaurite, scaricando il barile vuoto di petrolio sui due altrettanto ridicoli ministri interventisti, piangendo in classe: “signora maestra, la colpa è tutta del compagnuccio Sarkozy… buuh…buuh!” e riparandosi sotto l'ombrello N.A.T.O. ch'era lì pronto in agguato come una mangusta… ci fa davvero voltare lo stomaco!
Che ne è stato, Silvio, delle buone intenzioni per il sogno di una rinnovata politica energetica del Mediterraneo, in stile Mattei, per la quale ti sei inimicato Obama, la Cupola di Federal Reserve e del Bilderberg?
Sei un uomo vinto, ormai: la figura di cacca è stata fatta, non c'è rimedio e peggiori le cose, rimestando il solito torrone dell'incomprensione e dell'attacco personale: i “comunisti”, finto pacifisti hanno ripiegato e messo in soffitta le loro bandiere arcobaleno, diventando improvvisamente guerrieri, pur di scalzarti dal trono: la questione Libia é più ghiotta della questione Ruby, perché Ruby non è abbastanza puttana come i “politici”, per annientarti… e smettila pure di compiangere l'ex amico Gheddafi: se io fossi il feroce “salamino” Gheddafi mitraglierei a sputazzate in faccia tutto il nobile consesso italiota, da D'Alema a Prodi a te!... e nel mentre qui a Napoli, si continua a fare da portaerei americana e ci apprestiamo alle elezioni comunali, fa' almeno in tempo ad avvisare il tuo candidato Lettieri di abbandonare ogni strategia berlusconista di Communication & Imaging: nel drammatico momento di Napoli, sede del comando operativo di una guerra ignobile, non vogliamo una giunta di veline e calciatori, ma di napoletani che abbiano una coscienza napoletana e - magari - dei progetti.
Oltretutto, la scelta dell'eventuale assessore-calciatore Cannavaro, del quale sarei lieta di verificare la cultura ideologica o anche solo ideale, è sbagliata: qui, siamo al Sud e la storia lo dimostra ed Alianello l'attesta ne L'eredità de La Priora che il successo, la fama, la riconosciamo SOLO AGLI STRANIERI, perché da sempre Un Napoletano che ha successo in Patria è ritenuto un usurpatore: siamo un popolo di invidiosi schiattosi; ci siamo persi un regno, per questo !
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