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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Marina Salvadore

CORSI E RICORSI STORICI: riflessioni ad uso degli elettori per le comunali 2011 del Mezzogiorno (un feuilleton)

08.04.2011 - Grande festa, giorni fa, nello spicchio di Paradiso sul Sud: si controcelebrava il 150.mo savoiardo! ‘on Ferdinando II di Borbone però, triste e solitario, lasciava l'allegra corte e l'abbondante tavolata di trionfi gastronomici per uscire al fresco in terrazza e dedicarsi al suo hobby preferito: rimirare le sue belle Due Sicilie lambite dal Mediterraneo attraverso il suo potente cannocchiale. Da giorni era allarmato da insoliti sommovimenti, sbarchi.. e pire e fuochi che si levavano al cielo meridiano da quella fetta di mondo ove egli trionfò bonariamente persino sui pirati saraceni. – Papà che hai? – lo snello Francesco, il figlio “santo” della Real Casa, lo raggiunse preoccupato. - … mi sa che si stanno a pigliare ‘n'altra volta il nostro regno, France'! - e nel parlare invitò Francesco ad accomodarsi al cannocchiale – Ah! – proruppe Francesco – questa è la terza volta: tale quale le prime due: aggressione, propaganda calunniosa, stato sovrano battente moneta, massoneria vorace, oro nero invece di oro giallo… sémpe chili fetenti ‘e francesi e britannici alle spalle… traditori e “senza Dio” di casa nostra… Tale quale lo sbarco di Peppe Garibaldo e quello americano, nella Sicilia insulare, papà! – ‘on Ferdina', deglutendo amaramente – France', sono giorni e giorni che guardo giù… ‘sti fetenti hanno accummenciàto a se' fa' tutte le coste del Mediterraneo: l'Egitto, la Tunisia… mo' la Libia… sono sempre gli stessi: quelli che sanno accummencià ‘na guerra ma nun sanno poi come finirla. La nostra bella Patria, colonizzata dai piemontesi, prima.. e dagli americani, poi… è nel pieno del conflitto; non la stanno bombardando di missili e bombe ma di torme di predatori, invasori: un esercito nemico in casa. Lampedusa se ne sta cadendo sotto il peso di questa folta truppaglia di clandestini mescolati ai pochi profughi in cerca di aiuto. In Tunisia, come fecero a Napoli, hanno svuotato le carceri di tanti malfattori che stanno invadendo la nostra Terra. ‘O Francese ‘e mmerda è d'accordo cu' ‘sti stronzi guerrafondai e con l'Europa Unita ha messo il filo spinato ai confini perché la torma infernale non passi oltre l'Italia… Il nostro bellissimo regno, già servo di due padroni; dell'Italia e dell'America, è ora ridotto a cloaca massima d'Europa… France', ti ricordi di quando in Europa eravamo noi, con i nostri fasti a fare da biglietto da visita del caro vecchio continente, in tutto il mondo?... - Sconsolato, ‘on Ferdina' s'accasciò sulla balaustra del terrazzo tra le nuvole, chiudendo gli occhi su una lacrima furtiva, quindi aggiunse con un fil di voce - Credevo d'essermi meritato il Paradiso, figlio mio benedetto; invece mi accorgo che sono condannato al Purgatorio: non ce la faccio più ad assistere da quassù, da 150 anni, alla distruzione della mia Terra e del mio Popolo… ma che male aggio fatto, per meritarmi ‘sta tortura? – Francesco cinse le spalle del padre in un tenero abbraccio – il nostro errore… e la nostra dannazione, papà… é nel fatto che il nostro paternalismo non si addiceva a dei sovrani, perché è stato scambiato per debolezza, per fessaggine. A volte mi domando se, pur avendo difeso fino all'ultimo la mia gente, non ne abbia decretato io stesso il suo amaro destino, avendo orrore della guerra… ma un re, un capo di stato… ha l'obbligo, spesso, di essere anche un buon stratega, arguto e combattivo… Oh! Papà, sapessi da quanto tempo convivo con questo mio rimpianto! – ‘on Ferdina' sospirò – Ti dicevo, prima, dei nostri due padroni… ma il terzo ce l'abbiamo in casa… ovvero noi siamo in casa del nemico:l'Italia Una ovvero la neonata Padania che tutto comanda. Fecero fuoco e fiamme per conquistarci e derubarci ed oggi fanno finta di schifarci… allora, mi chiedo, che cazzo venéttero a fare giù da noi se mo' ci usano come una discarica? Ieri ho seguito un po' di cose interne all'Italia: praticamente, tutti i centri raccolta clandestini e profughi li abbiamo unicamente al Sud; il nord si rifiuta di ospitarli… se poi pensi che pure tutte le basi ed il comando operativo di ‘sta cazza di guerra sono pericolosamente dislocate nelle Due Sicilie, un poco t'incazzi, o no? – quindi proseguì – Ebbene, nessuno dei politici del Mezzogiorno s'è indignato più di tanto, chiedendo rispetto per la gente di Lampedusa, di Trapani, di Manduria, di Napoli, di S.Maria Capua Vetere e di tutte le municipalità costrette a subire l'indegno peso di una stronzissima guerra di merda fatta per gli interessi stranieri… - Nello sguardo serafico di Francesco brillò improvviso un lampo di fuoco - …ma quale Dignità, Papà? La classe dirigente del Sud post-garibaldino è feccia traditora e pappona, peggio dei guappi e dei camorristi! Ancora si sta svendendo coriandoli di Patria, commerciando persino la carne da cannone e la monnezza, arricchendosi e conquistando scranni e tronetti nei consigli e al Parlamento, senza sapere ne' leggere e ne' scrivere: una massa bolsa e putrescente più dei rifiuti organici; velenosa, più dei rifiuti tossici! Indegni e blasfemi! Blatte, ratti, pappataci schifosi… sempre lì pronti a fare campagne elettorali, a riempirsi bulimicamente le fauci di SUD ed a vomitarlo nel cesso!... c'avevano un intero Kuwait sotto il culo: “monnezza mezza ricchezza” e manco questa risorsa di merda hanno saputo sfruttare a beneficio del Sud! Al solito, la colpa è ricaduta SOLO sui camorristi, buoni per tutti gli usi consentiti dalla Legge ovvero la manovalanza degli illustri Signori… Esiste un elenco dettagliato di imprenditori e industrie del “civile” nord, collusi alla camorra, che hanno sversato i loro veleni nel cuore della nostra Campania Felix… ebbene, nessuno tra questi è stato sbattuto in galera ed obbligato al risarcimento dei danni, utile all'eventuale bonifica! Una vergogna! Una mancanza di amor proprio, Papà!” – sbottò un insolito Francesco iracondo. – Mo' – aggiunse ‘on Ferdina' - stanno pure per eleggere il nuovo sindaco nella nostra antica capitale; c'è da scegliere solo tra imprenditori collusi ai commendatori del nord, giustizialisti "roberspierrot" incapaci all'amministrazione del bene pubblico che finiranno solo per esasperare le diatribe popolari di un Popolo che non ne può più di massari e guardie nazionali… sull'altro versante, i soliti furbetti ed ipocriti della nomenklatura come da copione ed i nuovi massoncelli finto-ambientalisti della green economy, sostenuti dai soliti intellettuali e filosofi del cappero, cioé la schiatta dei soliti radical-chic e neocon appaltatori d'ogni occasione! Non ce n'è UNO che AMI NAPOLI sul serio! Non ce n'é uno che di questi giorni di retorica tricolore abbia invocato la supremazia identitaria napolitana per Napoli, chinandosi prono a novanta gradi a pigliarsela allegramente nel culo l'asta di quell'infame bandiera di distruzione e miseria; tutti sudici sudisti pronti a giurare fedeltà all'Istituzione,senza un briciolo dell'Onore che vietò al nostro benemerito Ludovico Quandel di accettare sotto i Savoja la meritatissima investitura a sindaco di Monte di Procida, per non mancare al giuramento fatto alla nostra Casa!  - Francesco, i gomiti sul parapetto, piegò il volto nelle mani unite a coppa, sbuffando - C'é una cosa che mi duole tanto farti notare, Papà, a proposito dei nostri cari napolitani, ormai abbrutiti e disumanizzati... Lasciamo perdere per un momento la monnezza e la Libia... che ne é di quell'Amore generoso che a Napoli si scrive con il rafforzativo della "M", AMMORE?... La solidarietà, la compenetrazione, la Pietas... che n'é stato? Tu, sei amareggiato per la classe dirigente che domani assalterà Palazzo San Giacomo... che i napoletani chiamano la CASA DEL BUON GESU', perché SI TRASE E NON SI ESCE PIU'; ebbene, ti faccio notare un vuoto pauroso ed ingiustificabile che testimonia la squallida cazzimmerìa elettorale di ogni aspirante azzeccagarbugli sindaco e consigliere: del Giappone se ne stanno fottendo tutti! Non una parola, un gesto di solidarietà, una manifestazione pubblica a favore di quella sfortunata nazione che ha sempre mostrato concreto rispetto e ammirazione per noi napoletani! - 'on Ferdina' bofonchiò: - Anima bella 'e papà, pur'io ci sto pensando da giorni e giorni e sono stomacato letteralmente... Hai presente i Campi Flegrei? Sono il nostro piccolo Giappone in tutto e per tutto... Addirittura, l'anno scorso, al 3 di maggio, in pompa magna Napoli ha celebrato il cinquantenario del gemellaggio con Kagoshima... mo', pare ca nun sìmm' cchiù parenti: nessuno che abbia proposto qualcosa per dare una mano a quel dignitoso Popolo affratellato! Sarebbe bastato devolvere in beni e servizi di prima necessità o anche nell'ospitalità a Napoli i milioni di euri che i papaveri stanno spendendo per l'insulsa campagna elettorale in carta straccia e colla, pranzetti e cenette, ricchi premi e cotillons. Che schifo! Che munnezza so' diventati 'e napulitane! S'io fossi un giapponese, romperei subito l'amicizia. Che ipocrisia! Fanno i gemellaggi, illudendo gli stranieri, solo per il bene delle Camere di Commercio e per mandare a faticare all'estero i nostri indesiderati disoccupati, per l'occasione chiamati "eccellenze partenopee". Vì che schifezza!... e nemmànco un napoletano del volgo ha rilevato questa orripilante mancanza, abituato com'é, per autodifesa atavica, a pensare solo ai cazze suoje! - Francesco si rimise al cannocchiale puntato sul Mediterraneo: - Si stanno intensificando gli sbarchi a Lampedusa, il canale di Sicilia é pieno di carrette del mare, sembrano insetti sull'acqua... un sudario di morte l'opprime come una cappa, Dio mio!... No, non sono più i clandestini tunisini "liberati" dalle carceri e senza documenti: siamo alla seconda generazione di migranti, i più sfigati: i lavoratori africani della Libia che fuggono dalle bombe umanitarie del profugo ungherese in Francia, Sarkozy... Questa, sì, ch'é emergenza umanitaria. E' innegabile! Ci sono donne, bambini e vecchi. Tante povere creature bisognose ed incapaci di costituire un esercito invasore... Oh, Papà! Una lunga colonna di anime belle si leva dal mare fin quassù! Che tragedia immane si sta maturando in quel povero Sud! - e si lasciò finalmente andare al pianto, re Francesco II di Borbone - Il mondo è impazzito, figliolo -  sussurrò re Ferdinando - e mi pare che pure quest'altro mondo che ci accoglie riflette quest'energia negativa; lo vedi che persino gli Angeli sono ingessati, silenziosi e immobili, incapaci di fare da messaggeri e da custodi salvifici? I puri spiriti del Cielo più alto del nostro, tacciono, si limitano ad osservare, senza intervenire... allora, é normale che impazzisco pur'io, ancora pregno del sale e dell'argilla terrena, non del tutto purificato ed evoluto... allora... m'é venuta un'idea, figliolo! - France' scrutò preoccupato il volto paonazzo del padre ma anche con una certa ammirazione: Lui, sì, ch'era stato un grande sovrano, mica debole e "tre volte buono" cioé fesso, come lui... e senza fiatare si dispose all'ascolto - Vorrei dare una bottarella di orgoglio meridionale a Sarkozy, a Cameron, ai "PATANI" d'Italia e soprattutto a quella schifezza di Unione Europea. Insomma, una nota d'onore per il grande Sud, con uno scherzetto raffinato. Sentimi bene. Ti ricordi di Ferdinandea, l'isola fantasma? Bene! Sta tra Sciacca e l'Isola di Pantelleria, proprio nel canale di Sicilia. Inglesi e Francesi me facettero jettà 'o sanghe, per accaparrarsela loro... ma l'isola era spuntata nel MIO mare, sotto il dominio del MIO regno, nell'estate del 1831, per via di un terremoto...  'sti fetenti di Inglesi e Francesi che cercavano disperatamente punti strategici nel Mediterraneo subito accorsero a piantarci le loro bandierine sopra ma io mi ero già premunito e ci avevo già spedito due illustri fisici del regno, i siciliani Domenico Scinà e Carlo Gemmellaro, a fare gli opportuni rilevamenti. Gli Inglesi la battezzarono Graham; i Francesi, Isola Iulia... e senza chiedermi il permesso iniziarono a fare i loro studi, come fosse una loro proprietà. M'incazzai assai assai, figliolo mio, da legittimo proprietario, allora, veloce veloce, acchiappai il comandante Corrao con la corvetta bombardiera Etna e lo spedii sull'isola a strappare le bandierine inglesi e francesi ed a piazzarci la MIA. Corrao la battezzò Ferdinandea in mio onore ma anche per far capire chiaro e tondo ai naviganti stranieri chi fosse il sovrano delle Due Sicilie! Insomma, tra la questione degli zolfi e quella di Ferdinandea, gli stuppoli se la legarono al dito! Gli inglesi, per primi, secutarono il Corrao sull'isola eppoi i Francesi e da allora la rivalità tra 'sti due gran mariuòli e tra loro e me non conobbe tregua. Nel giorno dell'Immacolata di quello stesso anno, il mio capitano Allotta a bordo del brigantino Achille certificò la scomparsa di Ferdinandea che riemerse altre due volte, nel 1846 e nel 1863. Pensa, France', a quale tragicomica farsa nel corso di un secolo, da quassù, attaccato al cannocchiale, mi sono assoggettato impotente, quando nell'orrenda occasione del terremoto del Belice nel 1968 pareva che Ferdinandea stesse lì lì per riemergere: si notò un gran movimento della flotta britannica nel Mediterraneo, in acque internazionali:  'ste chiaviche d'inglesi, invece di accorrere in soccorso dei siciliani, erano pronti a piantare 'n'ata bandierina su Ferdinandea.. ma l'isola llé fece 'o dispietto e non riemerse... allora i siciliani più incazzati di me andarono a inchiodare una targa sul banco sassoso a 6 metri di profondità "Questo lembo di terra una volta isola Ferdinandea era e sarà sempre del popolo siciliano"... e va fan'culoo! - Sì, mi ricordo, Papà - gli rispose Francesco - Tu mi facesti la telecronaca in diretta, meglio di Sandro Ciotti; eri tutto gongolante... ma io mi ricordo di un altro divertentissimo episodio di cui fui testimone, che mi fece schiattare di risate... Quei coglioni di americani, nel 1986, scambiarono la sagoma di Ferdinandea per un sottomarino libico sulla rotta dei bombardamenti su Tripoli e ci sganciarono sopra un missile dell'U.S. Air Force, ti ricordi? - Ferdinando si batté una poderosa manata sulla fronte: - Ecco, ecco! mi ricordavo qualcosa del genere, guardando ai nuovi bombardamenti sulla Libia! Bravo, France'! Allora, mo' ti spiego lo scherzetto che ho in mente. Devi sapere che sono in ottima amicizia con la Grande Fratellanza Cosmica ch'é dotata di mezzi sofisticatissimi che sulla Terra se li sognano. Hai presente il sistema di antenne americano detto H.A.A.R.P.?.. parrebbe che le più grandi catastrofi planetarie degli ultimi tempi siano manovrate dall'Alaska attraverso l'uso sconsiderato delle onde radio nella ionosfera che rimbalzate sul pianeta ed opportunamente dirette, possono creare cataclismi, tsunami e terremoti là dove il governo mondiale reputa di utile tornaconto modificare la geopolitica locale ed esportare remuneranti "aiuti umanitari" e, ovviamente, un po' di DEMOCRAZIA, séh.. séh! ... Ne parlavo tempo fa con Ashtar Sheran, comandante venusiano della Flotta Intergalattica che si mostrava seriamente preoccupato per gli effetti del bombardamento elettromagnetico sul nostro caro pianeta. Il comandante non negava di essere in allerta per una rapida spedizione punitiva della sua flotta, atta a mettere fuori uso questa pericolosa diavoleria: un'implosione o altra violenta vibrazione della Terra avrebbe causato grave squilibrio in tutti i mondi abitati del Cosmo... - ..e allora ? - irruppe Francesco - che tieni in capa, Papà? - 'on Ferdina' si piegò sul parapetto, fianco a fianco al figlio: - E' semplice! Prima di mettere fuori uso tutto il sistema HAARP, il comandante Sheran può utilizzare 'na 'ntecchia piccerella piccerella di quella potenza e dirigerla solamente sulla porzioncina sommersa di Ferdinandea, senza danni per le coste limitrofe e quattro sbuffarielli d'acqua al posto di uno tsunami. Ferdinandea riemergerà, con gran giubilo dei Lampedusani che potranno di lì a poco suddividersi gli sbarchi su un'altra isola del canale di Sicilia ma il piano intelligentissimo e divertente é che non appena sarà riemersa, il profugo Sarkozy correrà a piazzarci la bandierina francese e si dovrà così tenere pure tutti i clandestini che sbarcheranno sul "suolo francese" del Mediterraneo e non potrà rompere più gli zebedei all'Italia e fare Shengen 'na vota sì e 'na vota no... Dopodiché, é previsto che arrivi pure sua Maestà Britannica con la bandierina in mano a rompere i cabbasisi su Ferdinandea e dovrà a quel punto vedersela con quelle merde di Francesi. Nel frattempo, venendo meno al comando operativo Americano l'apporto delle "bombe umanitarie" sulla Libia, per i Francesi impegnati sui due fronti dell'aspra tenzone con i clandestini e gli Inglesi, la VI Flotta Navale U.S.A. dovrà concentrarsi attorno a Ferdinandea, perché nel frattempo l'ONU avrà emanato una risoluzione vendicativa nei confronti del beneficato alleato francese... Insomma, succederà un tale casino: Francia, Inghilterra, ONU ed USA che si faranno lo "strascìno" per i capelli, come quattro cafone vajasse di fonnachéra, distraendosi dalle operazioni libiche e lasciando un po' respirare e riorganizzarsi quella povera gente di quello Stato Sovrano del Nordafrica...  Da tutto questo parapiglia l'Italietta dovrà tenersene fuori, non dovrà neppure fiatare o accennare alla minima rivendicazione dell'Isola: dovrà lasciarli schiommàre a sangue, quei fetenti, così stupidi da non rendersi conto che si stanno autodisintegrando per un'unica polpettina d'a lasagna, lasciando l'arrosto incustodito! Sicuramente, accorreranno pure gli Israeliani con i tecnici della Lobby OIL, 'nu paro 'e missili e squadre e compassi per mettere le mani sulla presunta ed alternativa fonte energetica vulcanica della quale ridonda Ferdinandea e sbarcarci i primi coloni, non senza aver scatenato una bolgia infernale tra tutti i contendenti. Che te ne pare, France'? - Perplesso, Francesco che ha avuto sempre in odio la violenza, ammonì suo Padre: - Ma sì 'mpazzuto, Papà? altra violenza, altri morti... Nella nostra condizione noi ci dobbiamo mantenere estranei ad ogni faccenda e garantire ai mortali il libero arbitrio... ma come t'é venuta 'st'idea? Ci pensi, poi, ai sensi di colpa eterni che ti infliggerai? - Jamme, France' - si spazientì 'o rre - e tu le disgrazie te le chiami... Sorridi, qualche volta. E' l'unica soluzione, la mia, per spazzare il Mediterraneo dal giogo dell'Imperialismo, eppoi per come la vedo io staranno a scannarsi tra loro tutti i fetentoni del club Bilderberg, i cosiddetti rettiliani, eliminandosi l'un l'altro. Noi, dovremo solo battere le mani a jacovella finita. Come vedi, non ci sarà interferenza alcuna e il libero arbitrio sarà salvo. Lasciamoli sfogare 'sti guerrafondai ed una nuova alba, radiosa e promettente , spunterà sul Mare Nostrum - Sull'ultima immagine poetica suggerita da Sua Maestà Siciliana, Francesco finalmente sorrise: - Vista così non é poi proprio da buttare via il tuo piano strategico e forse servirà pure a pacificare il nostro spirito, triste dei nostri rimpianti a causa della fessaggine della nostra Casata nell'ultimo periodo del regno. Sarebbe il modo migliore per restituire alle nostre genti un po' di Pace e di autodeterminazione, specialmente se dopo il botto finale e lo schianto della Grande Lobby Mundialista sullo scoglio della piccola Ferdinandea, i siciliani ed i napolitani si dessero da fare per riconquistare la loro Identità e Dignità di censo, i buoni antichi rapporti con tutti i paesi mediterranei, in sinergico scambio di cultura e ricchezze che generosamente Dio Padre ha loro fornito e delle quali sono sprovvisti i predatori. Allora, sì che varrebbe la pena pure di fare una secessione dall'Italia e dall'Europa, pure dalla Banca Centrale, tornando a battere moneta e non cartastraccia... - prese a sognare Francesco, perché sognare non é peccato - Figlio mio, mettiamo pure in conto il rischio di una punizione divina ma é il prezzo dell'Onore e dell'Amore per la nostra Patria, per la nostra Gente: il giusto prezzo che solo un re degno di tale titolo é obbligato a pagare. E' da troppo tempo che il mio amato Popolo attende il sacrificio del suo re. Accetterò di buon grado la punizione divina, consapevole che il balsamo delle preghiere dei nostri sudditi salirà a questo balcone per lenire il mio dolore, France'... e non voglio neppure coinvolgerti nella responsabilità di quest'azione, perché tu sei il figlio più santo di tutta Casa Borbone delle Due Sicilie. - Incredibilmente, re Francesco il santo scoppiò a ridere in faccia suo padre, nel momento più lirico di quella altisonante pronuncia di voti: - Ohi, Pa'! Forse sarò pure un santo, come dici ma scemo come un baciapile non lo sono mai stato. Non ero e non sono un bizzoco paolotto di sacrestia. Ho solo scelto un percorso spirituale nella vita terrena ed in questa, per evolvere e non ho mai fatto professione di superstizione, tale da credere all'inferno di una punizione divina che proverrebbe contraddittoriamente dal Signore ch' é, invece, puro Amore. Papà, Dio non punisce nessuno, nemmeno i più fetenti peccatori. Dio si regala e non si vende e non fa uso dell'arma letale del Perdono, tanto abusata sulla Terra. La condanna all'inferno, la punizione divina se la infligge da se' ogni anima che non sa perdonare se stessa e non sa evolvere e liberarsi dai vincoli che lo legano ancora alla materia. Continua a fare il buon sovrano per i tuoi sudditi, se é questo il tuo desiderio di bene e il sogno che portasti nel cuore fin quassù, Papà... Io ti benedico e pure tutto il cielo ed il coro degli Angeli del Sud ti benedice ... e se mo' punti il cannocchiale sulle coordinate di Ferdinandea sommersa vedrai che la sirena Parthenia e Niccolò Pesce stanno nuotando felici come criaturelle, l'uno accanto all'altro!.. e Ferdinando 'o rre, impettito, guardò giù nel canale di Sicilia, lanciando con le mani baci e candidi gigli.


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