Perdonami, "Mammo" !
01.05.2011 - Dio t’abbia eternamente in Gloria, zio Lolek! Eri bello come il sole… virile… contrariamente a quelle mezze sottane del “sinedrio” vaticano: Uomo e Maschio eppure così tenero da percepirti, senza malizia, solo come un “mammo”.
I cultori necrofili del solito Cristo morto hanno già rispolverato dal sepolcro le tue spoglie ed hanno piazzato il tuo nuovo catafalco dinanzi alla tomba di Pietro, tradito anch’Egli come Cristo dagli antichi Giuda consacrati. Siete di fronte l’uno all’altro nella pompa magna che avete sempre rigettato; Pietro, snaturato di forza dalla romana ottusa Chiesa della Legge e tu, avvolto nel tuo sudario di sole, ad illuminare la terzomondista Chiesa dell’Amore. Uno di fronte all’altro, come le colonne di un tempio, immersi nella dualità terrena che aspira all’UNO cosmico, radice e motore dell’UNIverso! Gli uomini hanno deciso di elevarti all’onore degli Altari, solo oggi… ma io so che tu sei Beato e Santo da quando hai scelto d’incarnarti di nuovo sulla Terra, come Cristo, in un inferno moderno: in un lager e non in una stalla, comunque - entrambe i luoghi - simbolo di quelle sfortunate porzioni del mondo rese fertili dal sangue dei massacri di vandeani e ribelli, martiri ed eroi celesti.
Ti sono grata per aver scelto di tornare quaggiù esattamente durante questa mia vita terrena, concedendomi il privilegio di essere tua contemporanea e di essere mediocre testimone, come un evangelista di basso profilo, della tua Passione, della Gloria del tuo Golgota ma soprattutto della tua Gioia contagiosa. Ti chiedo umilmente di perdonarmi se non sono riuscita a portare a termine il progetto cui tenevo tanto del Gemellaggio tra Napoli Sotterranea e le miniere di sale della tua Wieliczka, entusiasticamente sbandierato coram populo… perché ci credevo.
http://www.vocedimegaride.it/html/presentazionegemellaggio.htm
Era la mia giusta intuizione per onorare l’Identità e le Radici di napoletani e polacchi, troppo spesso costretti dagli eventi, a sopravvivere nascosti nel ventre della Terra, per scampare all’odio dei potenti. Volevo unire in un abbraccio ideale il giallo tufo ed il candido sale, il tuo duro lavoro di spaccapietre e clandestino in miniera e l’atroce sopravvivenza di madri con figli attaccati ai seni sotto i bombardamenti, nelle viscere di Napoli… Era tutto pronto: m’ero guadagnata persino la stima e la fiducia degli autorevoli dirigenti di Wieliczka. Fui mandata allo sbaraglio, da sola, alla B.I.T. di Milano ad incontrare la loro delegazione, mancando di educazione ed autorevolezza l’illustre e pigro responsabile di Napoli Sotterranea, Enzo Albertini, che promise di aderire da attore protagonista al “mio” progetto per Te!
A Napoli, poi, riuscii ad ottenere con tanta soddisfazione anche il patrocinio del Consolato Onorario della Repubblica di Polonia ed addirittura la partecipazione al progetto della Basilica di Santa Maria alla Sanità, del Museo Cappella Sansevero, dei tassisti napoletani, attivando un bel pacchetto per uno culturale e d’amicizia tra i nostri due sfortunati ed eroici Popoli.
Era prevista, addirittura, la collaborazione attiva anche della Compagnia di linea low coast Sky Europe che nel giugno 2006 avrebbe inaugurato lo scalo di Capodichino con voli trisettimanali Napoli-Cracovia…
Insomma, tutto mi sembrava così naturale, come fossi guidata direttamente da te, e facile… in uno spontaneo fiorire di occasioni ed opportunità per la soddisfazione di dedicarti – io, così insignificante - un evento speciale denso di significato… che, forse, peccai anche di narcisismo, in alcuni momenti ma – lo sai – si trattava solo della felicità di vedere ogni giorno sempre più vicina la realizzazione di quella che mi era sembrata un’idea fantastica, un ringraziamento a te che in quei giorni pregavo di intervenire per la guarigione di mia sorella Loredana, condannata da un cancro.
Accolsi in Napoli, con tutti gli onori diplomatici ed il sostegno della Provincia di Napoli – che ancora ringrazio – la delegazione di Wieliczka in visita ai luoghi storici di Napoli coinvolti nel Progetto, in una tre giorni piena di cultura, di babà, di pizze, di spaghetti, di catacombe e di chiese, di scavi archeologici e banchi di ambulanti del popolare mercato di Porta Capuana, di artisti, istituzioni e musei, visite guidate… facendo le pubbliche relazioni per l’eternamente assente e ipocondriaco compartecipe del Progetto, il solito Enzo Albertini di Napoli Sotterranea che, in tre giorni, si fece vivo solo per un’ora all’allegro desco in una pizzeria nel vicolo adiacente il suo Ade partenopeo.
Le quattro dirigenti polacche erano liete di trovarsi a Napoli ed apprezzarono la nostra accoglienza, tanto che anche IL BRIGANTE ne pubblicò una simpatica cronaca… Poi, da Wieliczka giunse l’invito a noi napoletani… e miracolosamente Enzo Albertini prese parte attiva alla trasferta, nella sua qualità di controparte firmataria del Gemellaggio. Io sola non riuscii a prendere parte alla trasferta, per motivi di famiglia… ma ero felice ugualmente.
Albertini tornò entusiasta del suo viaggio di ricognizione a Wieliczka e di tutte le meraviglie di sale che aveva visto ed i borghi che aveva visitato: Napoli avrebbe dovuto donare alle miniere di sale polacche una statua in tufo di Giovanni Paolo II e Wieliczka avrebbe donato a Napoli Sotterranea una natività in sale… Lasciai libero, a quel punto, Albertini di gestire in prima persona i contatti… mi sembrava giusto esiliarmi finalmente nel solo ruolo di “copywriter” e “collaboratrice” perennemente a gratis (com’è da una vita); del resto, il progetto era un’opera di volontariato che avrebbe assicurato solo un tornaconto pubblicitario e turistico alle due località gemellate in Tuo nome… ma Albertini sparì del tutto, negandosi persino al telefono ed in sede, senza nemmeno più aggiornarmi sul prosieguo ed i dettagli dell’operazione…
Gli scrissi anche una mail, alla quale non rispose… e che, allarmata, gli rimisi in copia anche per lettera raccomandata con ricevuta di ritorno… Non rispose mai più! Crollò il mio sogno festoso di omaggio a Te, scrissi alle serie professioniste polacche quattro righe di estrema mortificazione, chiedendo scusa per il comportamento ineducato e poco professionale di Albertini.
Ci rimisi la faccia, con la stima e la fiducia guadagnatami in tanti anni di evangelizzazione meridionalista anche da parte delle istituzioni napoletane che mi avevano dato credito…
Mia sorella Loredana morì qualche anno dopo… ed io, ancora oggi, mi sento una quaquaraquà e mi vergogno... ed ho pudore a guardarti negli occhi, Lolek.
Scusami!
http://blog.libero.it/lavocedimegaride/9943827.html