Napoli sotterranea o dei sotterfugi
"Rosetta non poteva non sapere!... certamente, anche il suo predecessore non poteva non sapere!... Sicuramente, anche i condomini e proprietari degli edifici a corolla delle 500 discariche del centro storico non potevano non sapere!…"
14.05.2011 -
Di certo non sono stati i piemontesi o gli americani a riempire di monnezza come un polpettone ben 500 siti della Napoli Sotterranea, sotto l’uscio di circa quattordicimila palazzi seduti sulle vestigia greco-romane e medievali… che “più suburbio di così si muore”!
Non c’è al mondo cosa più democratica della monnezza: palazzi nobiliari, templi e chiese, ospedali e officine, fonnachére e “bassi”, sedi istituzionali e scuole, stalle e boutiques… emergono in un abbraccio mortale alla Napoli di superficie dalla medesima discarica… ed è perfettamente inutile chiamare in causa il dispettoso “munaciello” dalla scazzetta nera, morto asfissiato e sotterrato nel ventre di Napoli insieme al suo alter ego, il “pozzallo”: omino di minuta corporatura addetto anticamente alla pulizia delle cisterne che come un topolino sbucava dai pozzi nelle case delle procaci e sessuomani matrone in assenza temporanea di marito, lasciando anche piccoli preziosi doni, solitamente giustificati in famiglia e al pettegolo vicinato come miracolosa benevolenza del magico “assistito” vestito da fraticello ex voto!
Da anni si favoleggiava di questa discarica interiore che non ha nulla da invidiare a quelle cicliche di superficie od a quelle tossiche di semiperiferia stipate di veleni dei “commenda del nord”; tempestivamente, in concomitanza alla kermesse elettorale gli archeo-scopatori riportavano alla luce questo ingente patrimonio culturale dell’Umanità da fare impallidire persino l’UNESCO che, pure, ci ha onorati ampiamente del suo bollino blu, a garanzia della magnificenza della Storia e del Popolo di Napoli.
In pochi, però, ricordano che già nel 2010 “Repubblica tv” annunciava la dissacrante botta d’ingegno a cura della brava ed attenta Rosetta Jervolino che durante un Tavolo Tecnico in Regione propose di nascondere temporaneamente l’ingombrante monnezza nella Napoli “di sotto”, in attesa della costruzione del termovalorizzatore di Gianturco.
Purtroppo, il Tavolo Tecnico non prevedeva la presenza di giornalisti e fotografi e, per sua fortuna, l’idea “geniTale” della nostra “Cornelia madre dei Cacchi… amari” passò alla storia di Partenope come leggenda metropolitana; che strano… perché non fidarsi più di “Repubblica” ch’è ritenuta, in ogni tenzone politica, giudiziaria o gossippara, nazionale o locale essa sia, Vangelo della Seconda Repubblica?
Dagli scioccanti filmati-documento in questi ultimi mesi vomitati a ripetizione dalla TV nazionale e le cui immagini rinnovano in noi l’orrore simile a quello che ci offrì la finzione cinematografica nel primo movie-cult dell’emergente Dario Argento, il leggendario “SUSPIRIA”, ricordate? Era infarcito di abominevoli ripetitivi blob di vermi ed altri esseri striscianti che lievitavano come onde tsunamiche nei bui sotterranei che custodivano le malefiche spoglie della strega, poi reincarnata nell’incubo della protagonista…
C’è da chiedersi, allora, se la nostra Suspiria Sindaca, all’epoca della sua originale boutade non fosse già al corrente – e da lungo tempo - della vergognosa situazione “suburbia”, a giudicare dai seguenti elementi indiziari: la spropositata QUANTITA’ e QUALITA’ dei resti rinvenuti, lo stato di decomposizione dei rifiuti organici; quelli della prima stratificazione a un passo dal diventare carburante fossile… e, non ultima, la durata dei lavori di censimento dei 500 siti-discarica sotterranei censiti dai pochi geologi ghost-rubbish in forza al glorioso Comune di Napoli. Rosetta non poteva non sapere!... certamente, anche il suo predecessore non poteva non sapere!... Sicuramente, anche i condomini e proprietari degli edifici a corolla delle 500 discariche del centro storico non potevano non sapere!…
Allora, ci chiediamo accorati CHI SONO QUEI NAPOLETANI che NOI meridionalisti difendiamo a spada tratta dalla voracità del Nord, dalle menzogne della Storia, dalle calunnie volgari degli antichi luoghi comuni? La loro connivenza con il Potere che ha messo le mani su questa città da 150 anni è più lercia del loro occulto pattume, più immondo di quel falso vittimismo ostentato a bandiera in ogni emergenza pubblica, per nascondere la congenita ignavia… più puzzolente della puzzetta sotto il naso che con sussiego altezzoso mimano in faccia ai presunti “cafoni”; gli autoctoni di appena una circoscrizione oltre la cinta muraria di Napoli Nobilissima! Che dire?
Mi vergogno di voi, napoletani e sono ben certa che sarà oltremodo difficile, nonostante l’esasperazione degli anonimi napoletani perbene, strappare del tutto, in questa nuova tornata elettorale per il Gran Seggio – Lotteria la fittissima rete clientelare dei soliti manovratori occulti che ombreggia e asfissia come un umido e lercio sudario questa Città che fu la patria Sole!
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