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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Marina Salvadore

Napoli dell' Orlanda furiosa

16.06.2011 - Oh, Signùr! Sto guardando giù... Io nemmeno sapevo chi fosse Bisignani. Per circa trent’anni sono stata, sulla Terra, cittadina meneghina dell’ALTRA ITALIA e non avevo più troppa confidenza con i napoletani illustri… Ora che vivo su un altro pianeta, scoprire che nella mia sgarrupata città d’origine c’era il fior fiore della intellighenzia nazionale, strettamente collegata al potere decisionale di Roma, con tanti piccoli Gelli pieni di denari… tanti rampanti yuppies… e Palazzi con logge, loggette e loggioni… mi da i brividi.

Eccheccacchio! Io, lassù a fare la Giovanna d’Arco del Mezzogiorno, la Santanché de’ Poveri, defenestrata pure dal posto di lavoro per incompatibilità caratteriale con l’Istituzione che mi assicurava il tozzo di pane… e questi quaggiù a “chiagnere e fottere”? Io… che mi scagliai, cieca di furore - come Davide contro Golia – contro il piemontese Zunino della Risanamento Napoli, non sapevo di questi “zunini partenopei”!... Cazzarola, meno male che c’è De Magistris! Non fosse stato per la sua elezione a sindaco di Napoli, avrei continuato ad ignorare… Sì! De Magistris Santo Subito!... Ohibò, perbaccolina! Altro che Masaniello: ci voleva proprio il nostro primo cittadino Nembo Kid… “più veloce della luce” a togliersi qualche sassolino dalle scarpe, ben prima di fare una Giunta o di meditare un’ordinanza sulla Monnezza! Sono estasiata: Napoli non ha più un volgare e malsano Municipio ma è finalmente una vera e propria Corte di Cassazione, zeppa di lividi togati ed ex togati, socialissime rappresentanze di coop rosse sugli scranni alti dell’Empireo, colonnelli dei carabinieri ex collaboratori di forcaioli falliti nel gabinetto del sindaco, al posto di occhialute segretarie particolari…. Forza Napoli: l’invidia e il livore scriveranno altre meravigliose pagine della tua nuova storia, come accadde – sempre per merito dei meridionali individualisti – nel risorgimento … e, per gli esterofili schiattosi - a cui i successi dei compatrioti disturbavano la digestione - nel più lontano 1799. Evviva evviva, la rinnovata efficienza cui non eravamo più adusi; i giardinieri comunali stanno ripiantumando la Floridiana e il bosco di Capodimonte con gli Alberi della Libertà, alti come baobab… dicono che anche le discariche abusive e le caldere flegree entreranno a far parte, presto, di questo nuovo Piano Verde della new Green Economy napoletana (sa un po’ di sionismo e globalizzazione… ma fa niente!). Che diamine!... questo infamone di Bisignani travestito da pentito Spatuzza poteva pensarci lui, invece di mettersi a costruire inutili cupole e logge come fossero megacondomini di lusso per pochi “eletti”… mentre i popolani di Napoli languivano nei “bassi” e nelle “fonnachére”… Ah, sì, cambierà presto questa incresciosa situazione per il popolo napoletano: diventeranno tutti imprenditori nel TURISMO… il sindaco taumaturgo, d’intesa con gli ambientalisti, trasformerà in pittoreschi bed & breakfast le fonnachére ed i bassi… ed in hotel extralusso di lungodegenza per i più abbienti, le vetuste carceri di Poggioreale… Napoli risorgerà al grido di “PIU’ CAPESTRO PER TUTTI!”. Non era una promessa ma una minaccia che si sta realizzando sull’onda della vendetta, come da manuale. Del resto, “giggino ‘o talebano” (così appellano De Magistris) ha i due requisiti più alti per assurgere degnamente alla carica di giustiziere civico con delega italiota: è stato un magistrato – anche se un poco fetecchia, a giudicare dalle cronache - ed è meridionale ovvero trattiene in se’ le massime peculiarità della nostra razza: arroganza, invidia, egocentrismo e “padreternità pericolosamente sfociante in pernicioso delirio di onnipotenza. Se pensate che per i miracoli promessi si sta pure attrezzando con il Sancta Santorum dei suoi residui amici togati allora il quadro futuro è facile da immaginare. Soprattutto la Procura di Napoli, in concorrenza spietata con quella più famosa di Palermo e sempre “seconda” a questa, come Toto Cotugno a Sanremo, necessita di un po’ di acclamazione a mezzo stampa… possibile solo con nutrito novero di “originalità” giudiziarie. Figuratevi che io ero ancora confusamente ferma alla P3 che “questi” hanno già sgominato una P4, ovviamente grondante di parlamentari e magistrati dei quali alcuno – che combinazione! - è schierato con l’opposizione, a parte qualche “pentito” spaventato dalla forca e pronto a svendersi come un cianciminetto qualsiasi, per garantirsi la pagnottella e il pezzo di formaggio. Ritorna in auge la trita e ammuffita inchiesta Why Not che… s’io fossi il sindaco di Napoli, con un po’ di pudore mi guarderei bene dal riesumare, scegliendo di vivere questa nuova vita nel nuovo posto con una mentalità nuova; invece, no: Giggino da buon meridionale si vuole vendicare ed invece di pensare al futuro della città è lì ancora a borbottare come una pentola di fagioli sui suoi trascorsi “de-magistris-nomen-omen”, come se noi italioti fossimo tutti assieme appassionatamente quell’esercito di decerebrati convinti di aver vinto le elezioni politiche soltanto per aver – destra e sinistra, sotto e sopra – partecipato agli scaduti referendum; come se non avessimo memoria nemmeno di quelle tre o quattro volte che, in veste di catatonico parlamentare europeo, ha fatto ricorso all’immunità per non farsi – EGLI, il Giggino – giudicare da un tribunale, probabilmente nutrendo verso i suoi ex colleghi le medesime remore del cavaliere e finendo con l’offendere buona parte di quei magistrati che in alcune procure poco note lavorano seriamente, senza clamori e senza pubblicità… ma soprattutto senza i soldi da spendere in intercettazioni e consulenze. Infatti, il nostro populista napoletano non ha perso tempo nell’esternare alla tivvù in tutto il suo vittimismo meridionale, a caldo dell’arresto di Bisignani, la filippica contrita del “Ve l’avevo detto, io!”, ma noi rari senzienti ricordiamo che già da candidato sindaco, forse non più di due mesi fa, invece di promuovere il suo programma intervenne su questa faccenda, con queste parole: “Se vogliono sentirmi, sono disponibile in qualsiasi momento, perché sono convinto che l’inchiesta napoletana ha inquadrato il cuore del sistema. Luigi Bisignani è il detonatore finale della miccia che, da tempo, avevano piazzato su di me e sulle mie inchieste: è un elemento fondamentale nell’esito nefasto della mia carriera in magistratura. I problemi che hanno portato alle ispezioni ministeriali, alla punizione del Csm e alla sottrazione delle mie inchieste, ne sono convinto, nascono in un momento ben preciso: la sua perquisizione nel 2007. E si moltiplicano quando scopro il sistema che ruota intorno a lui. Lo stesso che ha individuato la Procura di Napoli. E su questo argomento – se lo riterranno opportuno – sono disponibile a fornire ogni elemento ai pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio”. Insomma, a parte l'onestà nell'aver acquisito contezza dei vari flop, puzza un po’ di bruciato questa dichiarazione in tempi che sembrano molto sospetti, anche perché il Bisignani che ora si sarebbe messo a fare il canterino a Napoli, in “Why Not” è stato archiviato: questo è un fatto! Comunque, se da questa parte ci sono i Puzzoni, è innegabile che dall’altra stanno i Fresconi e che con questa sinistra e questa destra, tra opposizione e governo, c’è da stare, come si dice a Napoli “con le scolle fredde in fronte”: è tutto così approssimativo, incoerente, pericolante... sembra una guerra tra bande… addirittura guerre intestine nelle medesime bande, poi… infiltrati, pentiti, speculatori, giuda… tutti personaggi in cerca d'autore, a caccia del migliore offerente. Di qua l’esercito dei cerebrolesi masochisti: disoccupati, precari e morti di fame che vanno a linciarsi in piazza, per difendere la terza liquidazione milionaria di Santoro e il doppio stipendio privilegiato di Fazio (quello della Rai, tra poco banchiere anch'egli); dall’altra, i fiscalisti tremontiani che vogliono emancipare le donne mandandole in pensione a 65 anni, dimentichi del vitalizio conseguito a soli 39 anni di età dalla signora Bossi, la mamma del “trota”… dell’ALTRA ITALIA di lassù… ed altre amenità varie che non cito perché ci vorrebbe una Treccani. Intanto, da Napoli a Milano la tensione sociale cresce con l’invidia e il livore che si nutrono, in mancanza di pane, con i bagni di sangue in mille stupide rivolte dell’autodistruzione di un Popolo che un tempo fu culla della Civiltà. Dalla luna, vi invio un cordiale saluto, terrestri: l’unico problema che quassù abbiamo noi transfuga del giorno post-referendario (ovvero al culmine dell'eclissi di buonsenso) è andare al bagno: sbottonare il body della tuta pressurizzata, infilare i cateteri e utilizzare un bidet in assenza di gravità è un’operazione complicata… però, vivere senza Travaglio, Santoro, il bunga bunga, le scosciate siliconate, la monnezza, le faide, i magistrati e gli onorevoli… NON HA PREZZO! Cavoli, quant’è bella Napoli, vista da quassù! Alla prossima orbita, fratelli. Non scamazzatevi troppo!

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