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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Marina Salvadore

Volo Alitalia per Pianeta delle Scimmie

12.09.2011 - Lo scorso 3 settembre mi recavo a Linate per far rientro a Napoli; al solito, su velivolo della “Compagnia di Bandiera”. Da anni sono un'affezionata cliente low coast: ho preso più aerei che tram, in vita mia.. che non a torto mi sento addirittura proprietaria di almeno un'ala di un apparecchio della flotta.
L’area servizi di Alitalia è, ovviamente, la più grande in aeroporto, addirittura contrassegnata dal numero UNO ed è ben distante da ogni altro spazio check-in delle altre compagnie, ammassate in due corridoi… numerosi sono, infatti, i banchi check-in di Alitalia, ch’è un vero piacere per il pendolare sudista servirsene!...
Al mio arrivo, molto in anticipo sull’orario d’imbarco, i banchi erano poco affollati e ciò predisponeva ad una più rilassata attesa, magari anche al piccolo shopping, alla visita alla toilette, ad un caffè “seduti”… ad una sigaretta sul piazzale… alla lettura di un giornale… insomma, il “giorno perfetto” nella perfezione della gioia del rientro a casa, dopo dieci giorni di una caotica e venefica Milano da “bere o annegare”; per intenderci, disposta anche a lasciare, al solito, denaro fresco sùdico in quell’area padana!...
Però, la hostess al banco (carina e gentile come tutto il bistrattato personale ALITALIA), una volta dichiarata la mia destinazione mi indicava le “macchinette” del check-in automatico, nonostante avessi il corposo bagaglio da imbarcare, perché per la sola aerostazione di NAPOLI non era previsto imbarco altrimenti, ovvero secondo le canoniche regole della compagnia aerea. Sono cascata giù dalle nuvole, senza neppure averle di già sfiorate in volo, ed ho chiesto “Perché mai SOLO NAPOLI imbarca così… popolarescamente?” sentendomi al pari di quelli della terza classe sul Titanic… anche se la mia valigia non è di cartone e non è tenuta assieme con lo spago… ma la risposta non c’è stata: un indice dall’unghia ben laccata mi indicava due hostess in giacca verde (colore ALITALIA o PADANIA?) in piedi accanto al “distributore” plebeo…
Nel mentre raggiungevo quella insolita postazione, piena di dubbi ed un po’ mortificata… pensavo che tutti gli altri voli nazionali, con destinazione anche più a sud di Napoli, godevano del normale trattamento: i soli napoletani risultavano essere emarginati. Oh, bella! Questa, davvero, non la capivo: sulla mia carta d’identità risaltava come un catarifrangente la scritta REPUBBLICA ITALIANA…
Mi avvicinavo così alle due povere hostess “in piedi” e riconoscevo sul bavero delle loro giubbe verdi il glifo Alitalia e non certo il supposto glifo celtico del “sole delle Alpi” … tuttavia, chiedevo: “scusate, belle signorine, ma c’è stata la Secessione e non me ne sono accorta?”…
“Noo, ma che dice?”… “allora perché SOLO NAPOLI imbarca da qui; c’è stata, forse un’epidemia di colera… il virus della monnezza… un cordone sanitario obbligatorio - che so? – per cui voliamo su aerei decontaminati o irrorati da DDT, come a Ellis Island?”… Le due ragazze ridevano… ma risposte non ne davano; eppure, se erano comandate a quel “servizio” di sicuro l’insolita mansione sarà stata loro giustificata, o no?...
“Scusate se mi ripeto – chiesi ancora, percependo la mia borsa da Mary Poppins trasformarsi per uno strano effetto allucinogeno in un provolone Auricchio ed il mio bell’abitino nero in folkloristico costume da tarantolata – ma è ben strana questa cosa…
Per quale motivo SOLO al volo per NAPOLI è riservato questo improprio imbarco?”… e già pensavo ad un accordo occulto della Massoneria mondiale per dirottare l’aereo sulla traiettoria di un missile americano, per l’opportuna pulizia etnica del Mediterraneo, come per la Libia… Niente! Non scucivano una parola le due assistenti verdi, nonostante la crisi di panico che l’abitudine al complottismo iniziava a tratteggiare sul mio volto terronico. Fatto il check-in zoofilo per il Pianeta delle Scimmie, ero tuttavia invitata a recarmi ai banchi “ufficiali” per imbarcare il bagaglio.
Ancora mi sto interrogando, qui dietro le sbarre della gabbia dello zoo di Napoli, smangiucchiando "nucelle" e "sciuscèlle", mentre il veterinario in pectore del wwf mi strappa i peli superflui dal petto e l'anello dal naso, dopo avermi microchippata!

http://blog.libero.it/lavocedimegaride

 
 

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