Altre
bugie: Il Libano
15.10.06
- Non si sente più parlare del Libano
dove nel frattempo i nostri militari, allontanate
le telecamere con le riprese da sbarco in Normandia,
si ritrovano con le mani in mano, senza ordini
e direttive.
E'
molto grave però che in una intervista
apparsa mercoledì sul Corriere della
Sera uno dei leader degli Hezbollah, Nabil Karouk,
dopo aver gratificato Prodi sottolineando che
"L' Italia è il nostro miglior partner
in Europa" sottolinea alcune cose francamente
gravissime, ovvero: " Guai se i contingenti
internazionali in Libano dovessero venire usati
per isolare o condizionare l'Hezbollah".
"Armi ? Le nostre armi sono nascoste bene,
nessuno può vederle e non sta all'UNIFIL
venire a cercarle o cercare di spiare i nostri
movimenti". " Decideremo noi la sorte
dei nostri aresenali, se UNIFIL nei suoi pattugliamenti
sul territorio dovesse vedere convogli di armi
dovrà solo segnalarli all'esercito libanese
ma - ne sono certo - nessuno vedrà mai
le nostre armi. Queste sono le regole sul campo".
Allora
parliamoci chiaro: che ci fanno i nostri soldati
in Libano ? E' questo lo spirito con cui sono
stati fatti partirte ? E' così' che si
difenderà la pace? Non sono questi gli
accordi presi a livello parlamentare!
A
queste domande D'Alema e Prodi dovranno rispndere
O FIN D'ORA DEVONO ESSERE CONSIDERATI RESPONSABILI
DEL CAOS IN CUI STANNO COINVOLGENDO I NOSTRI
MILITARI ARRIVATI IN LIBANO SENZA ORDINI, SENZA
IDEE E TEMO ANCHE SENZA SUFFICIENTI DIFESE.
Se
succederà un disastro, ricordatevi che
queste cose ve le ho scritte oggi, quando del
Libano non ne parla nessuno...