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Le Firme * Marco Zacchera

ll Governo Prodi ha i giorni contati?


29.10.06 -Credo che molti abbiano votato per il centro sinistra - alle scorse elezioni politiche - immaginando un segno di discontinuità rispetto al passato.
Al di là della criminalizzazione del personaggio Berlusconi si riteneva che la sinistra avrebbe potuto portare ad un profondo e positivo cambiamento nel paese.
Ma a sei mesi dalla storica frase di Prodi in TV "Vi daremo la felicità" oggi quella frase viene commentata solo con ironia o considerata patetica.

Questo semestre - stando a tutti gli indici demoscopici - ha segnato infatti una caduta verticale nell' apprezzamento degli italiani per Prodi nonostante che dal punto di vista economico le cose in Eurolandia vadano benino ed anche in Italia vi siano segnali di ripresa che proprio con questa finanziaria, rischiano invece di essere gelati da un rallentamento dell'economia. Il decreto Bersani di giugno era stato venduto come liberalizzante e si è poi visto che di contenuti ne aveva ben pochi se non un incredibile aggravio burocratico di nuovi obblighi per i contribuenti, ma la fase di preparazione della "finanziaria" è stato un autentico disastro e lo ammettono anche i (pochi) sostenitori del premier che improvvisamente si trova assediato e ad un passo da possibili dimissioni che qualche settimana fa sembravano cose da fantascienza.

Il problema è che Prodi aveva annunciato riforme che per ora non si vedono soprattutto perché all'interno della coalizione gli unici momenti di unità sono stati quelli legati alla cancellazione di qualche legge di Berlusconi come la parziale retromarcia sulla riforma della giustizia, una nuova legge sulle frequenze TV o al congelamento della riforma Moratti, sul resto vi sono divisioni profonde e che ogni giorno vengono alimentate da dichiarazioni contrapposte.

All' interno del centro-sinistra ci si preoccupa, e Fassino e Rutelli cominciano probabilmente a capire che se il governo non durerà serve comunque una maggioranza che resista nel "dopo Prodi" quando D'Alema si riproporrà come probabile successore.
Intanto il governo è in affanno. Al Senato mancano i numeri, alla Camera emergono crepe profonde coperte con voti di fiducia mentre la legge finanziaria sta diventando un incubo per tutti, in una raffica di cambiamenti in corso d'opera che spiazzano contribuenti e categorie. "Finanziaria in progress" e l'uscita non è mia ma di quelli di Rifondazione.

Viene al pettine un fatto: è stata decisa una manovra doppia rispetto alle necessità europee e si imporrebbe di non sprecare le ingenti nuove risorse chieste al paese, ma è qui che la discontinuità non si vede. Pesano infatti in "finanziaria" mille cambiali in scadenza tanto che - dovendo accontentare un po' tutte le componenti della maggioranza - alla fine i costi si moltiplicano.
Anche per questo con il nuovo governo si sono moltiplicati emolumenti ed incarichi amministrativi, staff e collaboratori, in definitiva il costo della politica continua ad aumentare. Molti lettori del "Punto" mi hanno scritto sconcertati dopo una trasmissione (di Rai 3) scoprendo che migliaia di dirigenti ed amministratori in aziende pubbliche o parapubbliche guadagnano somme incredibili. Ha fatto un certo scalpore apprendere - ad esempio - che il leader dell' Alitalia, Cimoli, nonostante il progressivo fallimenoi dell' azienda si prenda come stipendio 2,8 milioni di euro l' anno e per di più - comunque - avrà anche una prossima liquidazione principesca.
Anche su queste assurdità si vorrebbe un intervento del governo, ma segnali in questo senso, almeno per ora, non ne sono proprio venuti né penso potranno arrivare vista la debolezza di un esecutivo. "Non sono un uomo per tutte le stagioni" sosteneva Prodi nei giorni scorsi…Esatto e visto che l' inverno e' ormai alle porte in molti - anche tra i suoi - pensano sia ora per lui di farsi da parte.
Ma ai lettori di centro-destra dico che non deve essere questo l' obbiettivo piu' importante quanto il prepararsi a tornare a governare, ad esempio presentando pochi emendamenti ma molto chiari sulla finanziaria anche per vedere se c' e' o meno (non ci sarà, temo…) un minimo di volonta' di discutere. Prepararsi a governare con un programma serio e chiaro anche in campo economico perché non basta dire "no" ma bisogna far capire a quella minoranza di italiani attenta a queste cose la diversità e lo spessore di un diverso orientamento politico.
Perché anche sulla finanziaria vera e propria verra' chiesto infatti il voto di fiducia, vedrete…Sarà il bis di questa settimana quando sul decreto fiscale collegato il governo la fiducia l' ha chiesta nonostante gli appelli perfino del presidente Napolitano. Troppi emendamenti dell' opposizione? Macchè! C' erano soprattutto anche quelli di maggioranza che avrebbero spaccato l' esecutivo ed era proprio questo che non si doveva permettere. Ma il tempo è galantuomo e Prodi sa gia' che gliene resta poco…



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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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