Fini
e il Corano a scuola
19.11.06 - E
adesso prendiamoci una preannunciata dose di
critiche. Lo dico subito: per me Fini ha fatto
benissimo a dire quello che ha detto nell'intervista
a "Panorama", intervista che invito
però a leggere TUTTA prima di esprimere
un giudizio, magari solo sulla base dei soliti
articoli di Libero (giornale meritorio per altri
versi) che ogni giorno deve tirare a vender
copie e quindi puntare allo scoop o al paradosso.
Preannuncio
che su questo argomento ho scritto buona parte
di un libro che sarà pronto per Natale
(e che spero vorrete leggere - tra due settimane
ve ne darò una anticipazione) dico subito
che quello della integrazione è un problema
che va affrontato molto piu' nei dettagli e
seriamente che non in due righe o in una rubrica
come questa.
Abbiamo
- in estrema sintesi - due modi per affrontare
il problema. 1) Farlo "alla leghista"
cioè in modo epidermico, superficiale,
urlando slogan e proclamando la (spesso giustificatissima)
rabbia od il timore verso il "diverso",
motivata perchè tutti sappiamo i problemi
che creano questi nuovi arrivi di immigrati.
E' una posizione che fa sfogare, ma non risolve
il problema, anche perchè nessuno potrebbe
tra l'altro "buttare a mare" 2,6 milioni
di stranieri che ormai vivono in Italia.
2)
Ci fermiamo a ragionare, con il coraggio di
verificare le cose ad iniziare dalla constatazione
di come il problema sia variegato e composito.
A
questo punto - e nell'intervista Fini lo fa
molto bene - dobbiamo dividere gli stranieri
tra la gente in regole con le leggi (a cominciare
da quelle sull'immigrazione) e i clandestini.
Questi ultimi vanno allontanati e stop perchè
(salvo casi rarissimi di asilo politico) sono
arrivati sapendo di essere fuori legge e quindi
non possono godere di determinati diritti. Preannunciare
o lasciar sperare in sanatorie è demagogia
e moltiplica solo il problema rendendolo ingestibile.
Ma
gli altri, quelli che sono in regola e che si
comportano bene, quelli che lavorano e faticano
facendo crescere la propria famiglia hanno DIRITTI
e DOVERI come tutti i cittadini italiani e nel
rispetto delle leggi e della Costituzione la
quale - rileggiamola! - al terzo articolo è
molto chiara sulle libertà individuali.
Quindi,
se in una scuola già oggi un ragazzo
non fa l'ora di religione (che è facoltativa),
se è un musulmano perchè in quella
ora non deve avere il diritto di studiarer la
propria religione? Io non ci trovo nulla di
sbagliato, anzi, il fatto di diventare - quando
è giusto esserlo, non prima - cittadini
italiani a pieno titolo impone anche la tutela
della identità di ciascuno e della propria
libertà.
Piuttosto
c'è l'aspetto pratico, ovvero che lo
Stato non può certo stipendiare migliaia
di insegnanti di tante religioni diverse, è
ovvio, ma la cosa è superabile senza
costi in più. Oltretutto, in molte scuole,
chi non fa ora di religione "cattolica"
studia già le diverse religioni (il che
- secondo me - sarebbe comunque anche utile
per tutti, visto che la religione andrebbe approfondita
in famiglia o in parrocchia piu' che a scuola,
salvo che in una scuola privata e cattolica
che sia stata liberamente scelta da genitori
consapevoli dell'importanza per i loro figli
di una educazione cristiana, scelta di libertà
che va difesa e tutelata.)
Io
- e sarò criticato - non voglio ghetti,
vorrei decisione contro chi non si comporta
bene ma non voglio discriminazioni verso chi
non se le merita e credo che una persona possa
essere un buon cittadino qualsiasi sia la religione
che pratica. Lo dico e lo scrivo da cattolico
praticante che piuttosto denuncia (ma leggetevi
poi il mio libro !!!) come certi nostri timori
dipendano anche dalla nostra IGNORANZA verso
la nostra e le altrui religioni. Allora è
facile, troppo facile assumere connotati che
spesso (aspetto altre critiche in arrivo...)
sfiorano semplicemente il razzismo.
Poi
c'è il discorso sulla RECIPROCITA' che
però affronterò la prossima settimana,
lo spazio oggi è già stato abbondantemente
superato, ma lancio una ultima provocazione:
quanti sanno che Mussolini aveva predisposto
specifiche iniziative per permettere la pratica
dei culti religiosi musulmani tra le truppe
ascare che appoggiavano l'esercito italiano
nelle nostre ex-colonie? Lo dico solo perchè
questo tema della pluralità religiosa
non c'entra nulla con " Fini dimentica
i valori della destra ecc.ecc. ..." come
mi sono sentito dire da qualcuno. Ne riparleremo...
MARCO ZACCHERA
www.marcozacchera.it
oppure scrivermi a marco.zacchera@libero.it