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Le Firme * Marco Zacchera

Ora e sempre Finanziaria

La Camera ha approvato domenica mattina nella sua prima stesura la legge finanziaria 2007 con un voto di fiducia dall'esito scontato su un maxi-emendamento-record del governo di 870 commi, una specie di bibbia con dentro di tutto e di più.

Totale mancanza di serietà: come si possono in poche ore valutare e votare 300 pagine di testo ed allegati? Dopo quattro mesi di litigi all'interno della maggioranza si è prodotto questo mostro e siamo solo al primo passaggio parlamentare !

Non si potrà dire però che ci sia stato ostruzionismo: i tempi degli interventi sono da sempre contingentati e l’opposizione non ha neppure consumato quelli concessi perché ad incidere sull’iter della finanziaria sono stati soprattutto i continui sconvolgimenti in corso d’opera proposti dal governo che imponevano continue sospensioni del lavoro di aula..

Ancora giovedì 16 novembre sono arrivati 10 nuovi emendamenti governamenti mentre centinaia erano già stati formalizzati dai partiti di maggioranza, emendamenti già cambiati il giorno successivo. Il perchè VERO del voto di fiducia: sono servite 3 settimane al governo per giungere ad una quadra, in attesa di altre trattative al senato.

E’ stato proprio in questa prima fase della discussione che è emersa la grande contraddizione interna al centro-sinistra che ha dovuto per giorni e giorni mediare alle proprie tensioni interne.

Chi scrive ha già vissuto 12 manovre economiche ma mai, neppure lontanamente, ha assistito ad un caos come quest’anno, qualsiasi fosse il governo in carica.

Il governo è andato in tilt, nuove tasse sono state proposte, accantonate e riproposte (alla fine sono circa 80) in un continuo divenire che ha messo in crisi anche l’intero apparato di controllo.

Oltretutto per accontentare le diverse “anime” politiche, territoriali ed economiche che compongono la maggioranza molti emendamenti sono passati con coperture provvisorie ovvero – per gli addetti ai lavori – concretamente non spendibili e quindi da recuperare poi con provvedimenti “ad hoc”.

Una manovra che per accontentare l’Europa non avrebbe avuto bisogno più di una quindicina di miliardi è lievitata ben oltre i 40 ma, a mio avviso, troppe scelte non sono di effettivo rilancio del paese, ma solo il necessario tributo a chi altrimenti minacciava di lasciare Prodi al proprio destino.

Al senato si aprono due strade: o voto di fiducia su un testo “blindato” o la riapertura di altre trattative, complicate dal fatto che la maggioranza ha pochissimi voti di margine e ogni senatore può alzare il prezzo del proprio sì.

Altro aspetto negativo l’accentuarsi del peso fiscale sui comuni (che quindi dovranno emettere nuove tassi locali) e il contestuale accentramento del sistema togliendo proprio ai comuni ogni autonomia, per esempio, nella riscossione.

E’ probabile che la legge finanziaria sarà al traguardo solo per Natale e alla fine rischierà di aver logorato non solo l’immagine del governo ma anche la nostra economia che da mesi vive in una situazione di estrema incertezza e nella confusione di nuove norme che si sovrappongono.

Rilancerà l'Italia? A parte Prodi ci credono in pochi.

Intanto nella seduta-fiume finale abbiamo visto l'on.le Diliberto appena reduce dalla manifestazione romana in cui si erano sbeffeggiate le vittime di Nassiriya mentre in aula il sottosegretario Cento non ha trovato di meglio che esporre un cartello " FATEVI UNA CANNA" rivolto all'opposione. Questi sono i nostri governanti con Prodi che - bontà sua - per un giorno e mezzo ha sempre ghignato al suo banco come un cretino (si può dirlo, o si offende qualcuno?) Chissà cosa mai ci trovava da ridere...



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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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