Le
Firme * Marco
Zacchera
Servizi
segreti e rispetto della legalita´.
Come comportarsi
davanti a casi come il rapimento
nel 2003 a Milano di un leader
islamico gravemente sospettato
di terrorismo da parte di
agenti americani operanti
sul nostro territorio?
Penso occorra
una seria riflessione che
vada al di là delle
polemiche politiche.
E' indubbio infatti che siamo
in uno stato di diritto dove
è impensabile che si
vada in giro alla James Bond
sequestrando le persone, così
come preferisco che sul nostro
territorio nazionale operino
i nostri servizi piuttosto
che la CIA (o chi per essa)
come se fosse a casa prorpia
e non in un altro (il nostro)
stato sovrano.
E' però evidente che
in certi casi non si possono
usare gli stessi strumenti
propri delle indagini normali
di polizia: IN QUESTI ANNI
SE IL NOSTRO PAESE E' RIMASTO
FUORI DA GRAVI ATTENTATI E'
STATO ANCHE PERCHE' C'E' STATA
UNA EVIDENTE, VALIDA E GIUSTA
POLITICA DI INTELLIGENCE,
DI PREVENZIONE E DI CONTROLLO
CHE HA SAPUTO PRESERVARE L'ITALIA.
QUESTO BISOGNEREBBE RICONOSCERLO,
PER ESEMPIO, AI CINQUE ANNI
DEL GOVERNO BERLUSCONI.
Tornando al caso milanese,
non sempre nelle operazioni
antiterroristiche si possono
osservare tutti i crismi della
legalità e i tempi
imposti dalle leggi per tutelare
i comuni cittadini, o addio
indagini e ti saluto terroristi.
E' difficile trovare insomma
un modo "standard"
di comportamento, così
come è ipocrita far
finta di nulla.
Credo quindi che si debba
operare in una misura giusta
ed equilibrata che si concretizzi
da una parte nel non abusare
e non esagerare, ma dall'altra
che - entro certi limiti ben
controllati dall'autorità
politica e parlamentare, affinchè
tutto resti inquadrato in
uno sfondo di legalita' -
si debba e si possa però
eccezionalmente intervenire
a prescindere dal diritto
internazionale e non mi scandalizzo
per questo.
I terroristi non usano i guanti
bianchi e se è necessario
intervenire per prevenire
questo fenomeno è giusto
farlo senza per questo che
i nostri agenti rischino la
galera.
Lo dico con fermezza: le indagini
ed i metodi devono stare "nei
limiti", è chiaro,
e soprattutto devono seguire
gli ordini ed essere controllati
anche "a posteriori",
ma ci possono essere specifici
casi in cui i servizi siano
autorizzati ad operare "out
border" quando e' in
gioco seriamente la libertà
delle istituzioni e la sicurezza
dei cittadini.
Altro aspetto: attenti ai
"depistaggi" , alla
demagogia, alla sottile polemica
politica perchè c'è
chi vuole destabilizare i
vertici dei nostri servizi
di sicurezza, metterci le
mani sopra e renderli il piu'
possibile inefficienti. Tanto
per essere chiari sono molto
preoccupato quando penso che
alcune persone che fanno parte
della maggioranza di governo
sono apertamente schierate
con chi è fin troppo
"comprensivo" con
zone grigie dove i terroristi
sono considerati più
"resistenti" che
assassini .
Il potere politico sembra
aver scambiato poi troppo
spesso, almeno in passato,
queste vicende di intelligence
estremamente serie mischiando
la sicurezza nazionale con
le storielle rosa. L'indipendenza
e l'autorevolezza dei nostri
servizi deve essere garantita
in modo forte, deciso, perchè
altrimenti si mette veramente
in dubbio la sicurezza di
tutti.
Anche su questi temi è
aperto il dibattito, mentre
non mi stupirei che dietro
alle indagini di Milano ci
sia la strada per una sostituzione
prossima proprio dei vertici
dei servizi, magari per scegliersi
capi politicamente più
vicini lala sinistra od usi
a "navigare" su
rotte diverse. Una ipotesi
sulla quale sarà opportuno
tenere gli occhi molto aperti.
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On.le
Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza
Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di
AN.
www.marcozacchera.it
oppure scrivermi a
marco.zacchera@libero.it
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