Verso
un partito unico del centro
destra?
Uno
dei passi politicamente più
importanti del discorso programmatico
di Berlusconi è
stato l accenno ad un
possibile futuro partito
unico per la Casa delle Libertà,
elemento poi ripreso da mille
commenti.
Un
ipotesi interessante, ma anche
irta di difficoltà in
un Italia dove il corpo
elettorale ha sempre preferito
uno scenario spezzettato di
liste rispetto a grandi aggregazioni,
forse anche per l innato
vizio italiano dell individualismo
a volte esasperato.
Un conto è però
proporre un cartello elettorale
a favore di un candidato, un
altro è far crescere
un grande partito "di schieramento"
che al proprio interno potrà
avere più anime, ma che
secondo me per nascere deve
avere ben chiari contenuti ed
aspetti programmatici e su queste
basi deve quindi avere forte
caratteristiche di condivisione.
Troppe
volte in questi anni stiamo
confondendo laspetto
amministrativo o tecnico-governativo
con quello politico e far
nascere un nuovo partito significa
invece avere ben chiare anche
linee-guida a livello politico-strategico,
oltreché una serie
di priorità.
Per
me, alcune differenziazioni
tra AN e Forza Italia sono
venute proprio dal fatto che
soprattutto allinizio
diversi erano proprio questi
approcci di base, anche se
poi allinterno di F.I.
molti esponenti erano e sono
su posizioni assolutamente
simili alle mie.
In
Forza Italia - soprattutto
grazie alla leadership indiscussa
di Berlusconi - convivono
infatti forze molto diverse
che vanno dai cattolici di
Comunione e Liberazione ai
laici liberali, da chi si
è buttato in politica
direttamente dal mondo delle
imprese a ex politici DC e
soprattutto socialisti di
lungo corso.
Lo
stesso vale per lUDC
che sembra in netta contrapposizione
con punti ideologici (?) e
programmatici della Lega,
ma anche allinterno
di AN dove ci sono "Berluscones"
personalmente molto vicini
al Cavaliere ed invece altri
che vorrebbero un partito
di centro-destra ancorato
su posizioni più "sociali"
e quindi per esempio
meno sensibili alle
necessità delle grandi
imprese rispetto ad altri
ceti sociali od alle piccole
e medie imprese.
Allargare
ad un partito unico la CDL
(tenendo più o meno
separata la Lega Nord? Anche
questo è un problema)
presuppone quindi aprire prima
un profondo e serio dibattito
su quali siano le priorità
ed i valori fondamentali condivisi.
Se questi valori ci sono e
vengono accettati il progetto
si può fare, altrimenti
è piu corretto
che ciascuno mantenga la propria
identità.
Certo
immaginare nel nord un partito
"moderato" di centro-destra
ed una Lega Nord separata
e scatenata come nel recente
passato alla proprio visibilizzazione
ad oltranza marcando le proprie
differenze significa partire
subito con il piede sbagliato
e lo dimostrano le recenti
esperienze elettorali amministrative
dove quando sono stati proposti
due candidati del centro-destra,
non ci ricompatta in modo
credibile neppure per i ballottaggi,
aprendo unautostrada
alle vittorie per la sinistra.
A
monte vedo che la politica,
11 anni dopo la "discesa
in campo" di Berlusconi,
denuncia soprattutto i suoi
limiti anche perché
ha accantonato i metodi ed
i principi che avevano contraddistinto
i partiti "storici "
italiani. La legittimazione
viene sempre meno dalla preparazione
personale, dal consenso elettorale,
dalla lunga militanza di partito
ed a contare non sono solo
le amicizie "giuste",
ma molto di più anche
il "look", i mezzi
finanziari, il controllo e
la presenza sui media.
E
cambiata la società,
la politica è molto
meno radicata di prima, soprattutto
tra i giovani cè
un basso livello di appartenenza
(una volta ti davano del fascista
o del comunista e letichetta
ti restava appiccicata addosso
per generazioni
).
Fare
quindi un partito di schieramento
è complicato se si
vogliono fare le cose seriamente,
anche se diventa interessante
come ipotesi nel momento in
cui Berlusconi accenna al
suo possibile ritiro pur di
essere il "padre nobile"
della coalizione, nel momento
in cui si facesse avanti qualche
altro leader credibile.
Anche
questo riaprirebbe ogni gioco,
perché una successione
od una alternativa a Berlusconi
ha senso se è condivisa
dalla base, discussa, valutata
o si rischia di rispaccarsi
di nuovo il giorno dopo.
Interessante
è comunque che si cominci
a parlarne ed è forse
un peccato che lo si sia fatto
solo ora dopo una sconfitta
elettorale e non prima, quando
la CDL era vincente e questo
progetto sarebbe stato più
credibile e senzaltro
con più possibilità
di vittoria.