Liberalizzazioni
Farsa
28.01.07 - Uno dei pochi temi sui quali quasi
tutti gli italiani sono d accordo (salvo
forse qualche residuo iperstatalista all
estrema sinistra) sono le liberalizzazioni,
ovvero l' auspicata volontà di tagliare
la selva delle norme e degli enti molto
spesso inutili o quasi che condizionano
la vita dei cittadini.
Ecco
perché la delusione è davvero
molta vedendo il topolino che ha partorito il
governo in tema di liberalizzazioni vere
e non solo telemessaggi di facciata.
Ma
che razza di liberazioni serie sono la possibilità
di aprire nuovi cinema (quando sono quasi tutti
chiusi, salvo le multisale), poter usare il
barbiere il lunedì anziché la
domenica, rinforzare i taxi collettivi (che
ci sono da sempre, ma che praticamente non usa
nessuno), vendere ovunque i giornali (qualcuno
è mai rimasto senza?). Ditemi poi che
logica ci sia nell eliminare l albo
degli agenti immobiliari (così si andrà
ancor più in mano a furbacchioni) mentre
sarebbe stato molto più logico e trasparente
detrarre semmai i costi di mediazione immobiliare
dall' imponibile degli atti notarili, moltiplicando
le fatture emesse da quella categoria e bloccando
così le mediazioni in nero.
Ridicolo poi distruggere i benzinai dando nuove
licenze ai supermercati (questa dei vantaggi
alle COOP è una troppo sospetta fissa
del governo..) perché va ricordato che
oggi un benzinaio ha un margine di 3,5 centesimi
al litro: azzerateli pure, cambia qualcosa?
Che vantaggio avranno poi gli automobilisti
se ci saranno pochissimi punti di vendita ?
Ma perché piuttosto il governo non se
la prende con le compagnie petrolifere che guadagnano
milioni di euro speculando sui prezzi in combutta
tra loro, tanto che il costo della benzina alla
pompa è scesa di un briciolo mentre il
petrolio ed il cambio con il dollaro hanno diminuito
i costi industriali del 20 - 30% ? Ma intanto
al governo va bene così, visto che tra
IVA ed accise si mangia tre quarti del valore
del pieno.
Queste
insomma non sono "liberalizzazioni"
ma prese in giro, mentre quello che manca in
Italia è per esempio il
concetto della auto-responsabilità in
molti settori dove chi sbaglia o fa il furbo
dovrebbe pagare sul serio ma - almeno fino a
prova contraria - chi vuole operare seriamente
sia veramente lasciato libero di agire, senza
mille complicazioni, fidandosi poi anche della
capacità del cittadino e molte volte
anche del suo buon senso.
Provate
a voler aprire un bar, a fare una pratica di
prevenzione incendi o cercate di osservare nei
dettagli una disposizione igienica dell' ASL
in un locale pubblico: si è partiti dalla
giusta tutela della salute del cittadino arrivando
a obblighi a volte assurdi e non sostanziali.
E' inutile dire "Adesso un' impresa si
apre in un giorno" come sproloquia Bersani
se poi ci vogliono mesi per essere abilitati
a vendere un caffè oppure dire che non
c' è più il PRA automobilistico
ma imponendo una serie di balzelli per ogni
iscrizione di autovettura. Così come
che se vendo un cibo avariato debbo pagarne
le conseguenze, è ovvio, ma che senso
ha tutta la cavillosa normativa sull uso
dei frigoriferi con perfino l annotazione
giornaliera delle temperature da conservare
per mesi a futura memoria?
Gli
imprenditori vogliono piuttosto norme che sbroglino
i tempi alle Camere di Commercio (quanto ci
costano?), o nella giustizia civile, così
come liberalizzazioni vere impongono un controllo
serio sui cartelli che determinano
i prezzi: benzina, banche, assicurazioni, la
stessa Alitalia che vive di rendita e quasi
monopolio sulla grassa tratta Milano-Roma
fregandosene dei diritti dei passeggeri.
Esempi
così ce ne sono a centinaia e ricordo
la sorpresa di un mio amico italiano che in
Namibia (Africa del Sud!) voleva rinnovare la
patente di guida in scadenza decennale. Quando
temeva di non trovare un medico abilitato alla
certificazione per le sue lenti a contatto fu
sorpreso dalla reazione del funzionario: La
patente rinnovata è pronta...Il certificato?
Non serve, lei sarebbe così pazzo da
guidare senza vederci bene?
Cerchiamo
però allora di capire la logica politica
che ci sta dietro: si strombazzano approvazioni
di "liberalizzaizoni" da ridere perchè
sulle cose serie a sinistra non c' è
accordo...e siamo sempre alle solite!