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Le Firme * Marco Zacchera

Liberalizzazioni Farsa


28.01.07 - Uno dei pochi temi sui quali quasi tutti gli italiani sono d’ accordo (salvo forse qualche residuo iperstatalista all’ estrema sinistra) sono le liberalizzazioni, ovvero l' auspicata volontà di tagliare la selva delle norme e degli enti – molto spesso inutili o quasi – che condizionano la vita dei cittadini.

Ecco perché la delusione è davvero molta vedendo il topolino che ha partorito il governo in tema di liberalizzazioni “vere” e non solo telemessaggi di facciata.

Ma che razza di liberazioni serie sono la possibilità di aprire nuovi cinema (quando sono quasi tutti chiusi, salvo le multisale), poter usare il barbiere il lunedì anziché la domenica, rinforzare i taxi collettivi (che ci sono da sempre, ma che praticamente non usa nessuno), vendere ovunque i giornali (qualcuno è mai rimasto senza?). Ditemi poi che logica ci sia nell’ eliminare l’ albo degli agenti immobiliari (così si andrà ancor più in mano a furbacchioni) mentre sarebbe stato molto più logico e trasparente detrarre semmai i costi di mediazione immobiliare dall' imponibile degli atti notarili, moltiplicando le fatture emesse da quella categoria e bloccando così le mediazioni in “nero”. Ridicolo poi distruggere i benzinai dando nuove licenze ai supermercati (questa dei vantaggi alle COOP è una troppo sospetta fissa del governo..) perché va ricordato che oggi un benzinaio ha un margine di 3,5 centesimi al litro: azzerateli pure, cambia qualcosa? Che vantaggio avranno poi gli automobilisti se ci saranno pochissimi punti di vendita ? Ma perché piuttosto il governo non se la prende con le compagnie petrolifere che guadagnano milioni di euro speculando sui prezzi in combutta tra loro, tanto che il costo della benzina alla pompa è scesa di un briciolo mentre il petrolio ed il cambio con il dollaro hanno diminuito i costi industriali del 20 - 30% ? Ma intanto al governo va bene così, visto che tra IVA ed accise si mangia tre quarti del valore del pieno.

Queste insomma non sono "liberalizzazioni" ma prese in giro, mentre quello che manca in Italia è – per esempio – il concetto della auto-responsabilità in molti settori dove chi sbaglia o fa il furbo dovrebbe pagare sul serio ma - almeno fino a prova contraria - chi vuole operare seriamente sia veramente lasciato libero di agire, senza mille complicazioni, fidandosi poi anche della capacità del cittadino e molte volte anche del suo buon senso.

Provate a voler aprire un bar, a fare una pratica di prevenzione incendi o cercate di osservare nei dettagli una disposizione igienica dell' ASL in un locale pubblico: si è partiti dalla giusta tutela della salute del cittadino arrivando a obblighi a volte assurdi e non sostanziali. E' inutile dire "Adesso un' impresa si apre in un giorno" come sproloquia Bersani se poi ci vogliono mesi per essere abilitati a vendere un caffè oppure dire che non c' è più il PRA automobilistico ma imponendo una serie di balzelli per ogni iscrizione di autovettura. Così come che se vendo un cibo avariato debbo pagarne le conseguenze, è ovvio, ma che senso ha tutta la cavillosa normativa sull’ uso dei frigoriferi con perfino l’ annotazione giornaliera delle temperature da conservare per mesi a futura memoria?

Gli imprenditori vogliono piuttosto norme che sbroglino i tempi alle Camere di Commercio (quanto ci costano?), o nella giustizia civile, così come liberalizzazioni vere impongono un controllo serio sui “cartelli” che determinano i prezzi: benzina, banche, assicurazioni, la stessa Alitalia che vive di rendita e quasi monopolio sulla “grassa” tratta Milano-Roma fregandosene dei diritti dei passeggeri.

Esempi così ce ne sono a centinaia e ricordo la sorpresa di un mio amico italiano che in Namibia (Africa del Sud!) voleva rinnovare la patente di guida in scadenza decennale. Quando temeva di non trovare un medico abilitato alla certificazione per le sue lenti a contatto fu sorpreso dalla reazione del funzionario: “La patente rinnovata è pronta...Il certificato? Non serve, lei sarebbe così pazzo da guidare senza vederci bene? ”

Cerchiamo però allora di capire la logica politica che ci sta dietro: si strombazzano approvazioni di "liberalizzaizoni" da ridere perchè sulle cose serie a sinistra non c' è accordo...e siamo sempre alle solite!



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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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