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Le Firme * Marco Zacchera

Governo in crisi, soprattutto di nervi

04.02.07 - L'inciampo del governo in Senato sulla nuova base USA a Vicenza non è stato solo un episodio, ma rischia di essere un elemento deflagrante nella politica dell’ Unione, un “casus belli” dalle imprevedibili conseguenze. Non sarà per ora crisi di governo, ma è l’ennesimo focolaio d’incendio che Prodi riuscirà a spegnere solo a fatica, tali e tante sono le divisioni in politica estera (e non solo) della sua maggioranza.

Chi scrive aveva preso la parola - come relatore di AN - sul tema proprio martedì scorso alla Camera e già allora stridenti erano apparsi i contrasti tra la relazione del ministro Parisi e la vivace contestazione di Rifondazione, Verdi e Comunisti Italiani. (chi desidera leggere il mio intervento - che come si vede dal verbale - è stato vivacemente contestato da Rifondazione Comunista può leggerlo in allegato) . Alla Camera non si era votato, ma le parole grosse (ed anche offensive) lanciate contro Parisi dall'estrema sinistra alla Camera hanno poi avuto un eco al Senato dove la Casa delle Libertà si è limitata a proporre in votazione un documento semplice semplice “ Udite le dichiarazioni del ministro, le approva e passa all’ordine del giorno”.

Ottenere su questo il voto contrario di larga parte della maggioranza sottolinea come su questo tema (ma non solo!) nel centro-sinistra vi siano opinioni inconciliabili e che il “pompiere” Prodi riuscirà forse a ridurre, ma certo non ad estinguere il contrasto perché si toccano i principi stessi di opposte concezioni della politica.

Puntuale, nelle ore successive, ecco infatti il dissidio allargarsi con Rutelli ed i moderati da una parte e l’estrema sinistra dall’altra pronti a sbranarsi in una escalation di accuse che (per il governo) non lasciano spazio a nulla di buono.

D’Alema, ancora una volta, immediatamente si defila grazie alla provvidenziale scusa di un viaggio in Giappone lasciando il Professore a cavarsela da solo tra mille scogli, ma con quel suo patetico “Non cambia nulla, noi teniamo comunque la rotta diritta” che rischia di diventare l’ennesima gaffe (penultima: “ E che sono io per decidere, il sindaco di Vicenza?”). Si accumulano insomma le tensioni e tutto si complica nel centro sinistra perché è chiaro che litigando viene meno la voglia di ragionare su tanti altri temi, anche se una crisi di governo non farebbe bene a nessuno dei partiti attualmente al governo e sarà questo il vero “collante” della coalizione.

Vedrete che si arriverà così ad un accordo (ma il rinnovo della missione in Afghanistan è dietro l’angolo e anche lì si rischia un altro autogol) mentre in settimana vi è stato l’annuncio importante che le entrate tributarie sono da record con 10 miliardi di euro sul piatto da decidere come spendere, per la gioia delle lobby.

Intanto però la busta paga di gennaio ha confermato che tre quarti dei lavoratori dipendenti ci perderanno nel 2007 per l’aumento delle imposte, a parte i nuovi tributi locali. Clamorosamente smentiti quindi certi slogans ripetuti per mesi e usati per puntellare la legge finanziaria: "Finalmente i ricchi piangono" ci avevano detto...Sbagliato, piangono soprattutto i poveri!



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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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