Governo
in crisi, soprattutto di nervi
04.02.07
- L'inciampo del governo in Senato sulla nuova
base USA a Vicenza non è stato solo un
episodio, ma rischia di essere un elemento deflagrante
nella politica dell Unione, un casus
belli dalle imprevedibili conseguenze.
Non sarà per ora crisi di governo, ma
è lennesimo focolaio dincendio
che Prodi riuscirà a spegnere solo a
fatica, tali e tante sono le divisioni in politica
estera (e non solo) della sua maggioranza.
Chi
scrive aveva preso la parola - come relatore
di AN - sul tema proprio martedì scorso
alla Camera e già allora stridenti erano
apparsi i contrasti tra la relazione del ministro
Parisi e la vivace contestazione di Rifondazione,
Verdi e Comunisti Italiani. (chi
desidera leggere il mio intervento - che come
si vede dal verbale - è stato vivacemente
contestato da Rifondazione Comunista può
leggerlo in allegato) . Alla Camera
non si era votato, ma le parole grosse (ed anche
offensive) lanciate contro Parisi dall'estrema
sinistra alla Camera hanno poi avuto un eco
al Senato dove la Casa delle Libertà
si è limitata a proporre in votazione
un documento semplice semplice Udite
le dichiarazioni del ministro, le approva e
passa allordine del giorno.
Ottenere
su questo il voto contrario di larga parte della
maggioranza sottolinea come su questo tema (ma
non solo!) nel centro-sinistra vi siano opinioni
inconciliabili e che il pompiere
Prodi riuscirà forse a ridurre, ma certo
non ad estinguere il contrasto perché
si toccano i principi stessi di opposte concezioni
della politica.
Puntuale,
nelle ore successive, ecco infatti il dissidio
allargarsi con Rutelli ed i moderati da una
parte e lestrema sinistra dallaltra
pronti a sbranarsi in una escalation di accuse
che (per il governo) non lasciano spazio a nulla
di buono.
DAlema,
ancora una volta, immediatamente si defila grazie
alla provvidenziale scusa di un viaggio in Giappone
lasciando il Professore a cavarsela da solo
tra mille scogli, ma con quel suo patetico Non
cambia nulla, noi teniamo comunque la rotta
diritta che rischia di diventare lennesima
gaffe (penultima: E che sono io per decidere,
il sindaco di Vicenza?). Si accumulano
insomma le tensioni e tutto si complica nel
centro sinistra perché è chiaro
che litigando viene meno la voglia di ragionare
su tanti altri temi, anche se una crisi di governo
non farebbe bene a nessuno dei partiti attualmente
al governo e sarà questo il vero collante
della coalizione.
Vedrete
che si arriverà così ad un accordo
(ma il rinnovo della missione in Afghanistan
è dietro langolo e anche lì
si rischia un altro autogol) mentre in settimana
vi è stato lannuncio importante
che le entrate tributarie sono da record con
10 miliardi di euro sul piatto da decidere come
spendere, per la gioia delle lobby.
Intanto
però la busta paga di gennaio ha confermato
che tre quarti dei lavoratori dipendenti ci
perderanno nel 2007 per laumento delle
imposte, a parte i nuovi tributi locali. Clamorosamente
smentiti quindi certi slogans ripetuti per mesi
e usati per puntellare la legge finanziaria:
"Finalmente i ricchi piangono" ci
avevano detto...Sbagliato, piangono soprattutto
i poveri!