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Le Firme * Marco Zacchera

La debolezza e' la forza di Prodi

27.02.07 - Camminando per strada e parlando con le persone molti mi chiedono quando cadrà il governo Prodi. Rispondo che mi sembra sempre più problematico farlo cadere perchè il nostro governo sfugge alle regole politiche correnti.
Una volta un governo cadeva perchè un paritto che lo componeva decideva di andarsene o perchè su di un problema nascevano accordi insanabili oppure perchè emergeva uno scandalo. Oggi può succedere di tutto ma Prodi è come Tiramolla, l' eroe dei nostri fumetti infantili o - paragone più irriverente - come quei vermetti che si usano per andare a pesca e che puoi infilzare o tagliare quanto vuoi, ma che comunque si muovono più vispi che mai.

In attesa di qualche sarcastica critica per il predetto paragone (e in effetti come esca Prodi assomiglia di più alla polentina di larve per pasturazione, i pescatori sanno cos'è) resta il fatto che quando nel governo si delineano linee frontalmente contrapposte non succede mai nulla e la forza di autoattaccamento al potere è tale che tutto continua come prima.

Lo schifo era già nel nascere. "Faremo un governo snello" disse il Professore e infatti si ritrovarono in 102 e poi in 103, record mondiale tuttora imbattuto. Poi arrivò la questione Aghanistan (il tormentone è semestrale) ma ne uscirono con documenti a futura memoria ed il provvido aiuto dei senatori a vita. Venne l'indulto e giù profetiche crisi, invece tutto è passato, i delinquenti sono in giro a far disastri e non cadde il governo, anzi gli dettero pure una mano. La Finanziaria è stato un autentico imbroglio? Vero, ma alla fine è passata liscia, la gente piega la testa e si adegua. Crollò la popolarità di Prodi e venne il summit Caserta che doveva rilanciare tutto, ma che è stata una autentica farsa. Ogni volta quando qualcuno fa finta di andarsene infuriato ripesca dopo tre ore il famoso "programma di governo" dove sapientamente il brodo è così allungato che in quelle centinaia di pagine c'è sempre di tutto e il suo esatto contrario in modo che ciascuno possa sempre sostenerne una versione originale. Se proprio non si è d'accordo - come il candido Mastella sui PACS - basta cambiarne nome e lui vi dirà che lui sì resta contrario, ma pure resta nell'ovile perchè quella parte di programma non l'aveva sottoscritta. I programmi di governo, infatti, sono dei menu "à la carte" e ciascuno ordina al maitre il suo piatto preferito.

Lo stesso avviene in politica estera dove Parisi mica si scompone se gli votano contro, nè alza la voce: si fa piuttosto sottile sottile (piccoletto da buon sardo lo e già) e tira a campare. Lo avete infatti sentito protestare per essere stato bocciato al senato ? Macchè, e segue l'ennesimo vertice concluso - anzi, mai iniziato - per poter dire che si è tutti d'accordo. Poi dopo tre giorni lui vi dirà che in Afghanistan si resta fino al 2011, i comunisti vari potesteranno ("Ma non ce ne andiamo, non siamo mica matti a fare un piacere al Berlusca!") e tutto resta come prima.

SABATO 17 FEBBRAIO, per esempio, a Vicenza tutto il pacifismo italiano è annunciato sulle barricate contro il governo e la nuova base USA ed a guidare i dimostranti saranno i leaders degli stessi partiti di governo e - se mancheranno i ministri certo ci saranno un plotoncino di sottosegretari a ben rappresentarli.
Laici e "teodem", liberisti e statalisti, filoisraeliani e filoarabi, pro-TAV e anti-TAV e grandi opere, amici e nemici dell'occidente e degli USA, verdi e capitalisti: alla corte di Prodi c'è di tutto e di più. A mancare sono certo coerenza e coraggio, ma Palazzo Chigi vale bene una Messa, e comunque se non arriva...basta una celebrazione ecumenica, condita magari dalla benedizione di un iman. Se poi proprio proprio il professore è nell'angolo si approva un progetto di legge che accontenta (quais) tutti e lo si passa al parlamento che lo sotterra sine-die e tutti sono contenti.

Va detto che da un po' di tempo l'opposizione pare a tratti più coesa e compatta (questa settimana il governo è andato sotto 3 volte anche alla Camera, in pochi lo sanno) ma a quel punto partono regolarmente manovre strane e tutto si ferma per incredibili amarcord politico-sentimentali, per il "toto-chi-comanda-quando-Berlusconi-mai-se-ne-andrà", oppure la provvida minaccia di secessione nordista o qualche altra diavoleria che fa distrarre la stampa, la gente e le TV tanto da permettere alla sinistra sempre di rifiatare, come quei romanzi in cui il protagonista - anche nella peggiore delle situazioni - trova sempre un'incredibile scappatoia per uscire dai guai.

Per questo non so quando e come Prodi cadrà, anche se le prossime elezioni amministrative sarebbero un'ottima occasione. Sta al centro-destra capire che questo è il vero obbiettivo politico, se invece si vuol litigare ciascuno per difendere il proprio candidato a sindaco o la propria bottega (e così arrivare alle elezioni azzoppati o divisi) significa che i complici di Prodi stanno anche da questa parte.



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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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