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Le Firme * Marco Zacchera

Cosi' vincono i teppisti

12.02.07 - La decisione del governo di imporre partite di calcio a porte chiuse in molti stadi italiani mi sembra l’ ennesima resa dello stato davanti alla violenza di pochi criminali.

Non da oggi molti stadi italiani sono insicuri, ma se fino a questo momenti erano utilizzati (quasi tutti in fase di adeguamento, dopo il “Decreto Pisanu”) lo erano per motivate disposizioni prefettizie. Non capisco allora perché uno sciagurato episodio a Catania debba automaticamente ricadere su decine di altri stadi in Italia e senza tener conto dei diritti di centinaia di migliaia di persone (gli abbonati, o chi aveva già pagato i biglietto di ingresso) e danneggiando città dove magari da anni non c’ è stata alcuna forma di tifo violento.

Che da tempo il tifo organizzato abbia passato il segno del buon gusto e del logico è assolutamente vero, ma ciò non toglie che altre potevano e possono essere le misure da prendere piuttosto che giocare a porte chiuse ovvero mortificando il calcio del suo stesso spettacolo.

Bene ha fatto invece il governo a finalmente vietare le “trasferte organizzate” vere e proprie carovane di distruzione che hanno demolito in questi anni centinaia di carrozze ferroviarie, autobus, mezzi pubblici ed impegnando settimanalmente migliaia di poliziotti.

Tra l’ altro viene da chiedersi perché le Ferrovie non rifiutino di affittare treni speciali in tutte le occasioni in cui il servizio pubblico può fare le spese di facinorosi, non solo nel calcio. Per esempio sabato prossimo 17 febbraio ci sarà a Vicenza una annunciata manifestazione contro la nuova base USA che si teme a rischio di gravi incidenti: è logico mettere a disposizione treni speciali per i dimostranti, chi pagherà gli eventuali danni? Perché è violenza quella dei tifosi organizzati, ma anche quella dei no-global e dei loro supporters.

Credo comunque che la cosa più logica fosse non chiudere ma diminuire l’ agibilità degli impianti riducendo il numero degli ingressi a numeri controllabili o aprirlo, per esempio, solo a chi ha un posto assegnato, responsabilizzando in primo luogo le società per eventuali incidenti.

Piuttosto perché lo stato non chiede i conti ai grandi club, perché non li coinvolge nelle spese per tutelare l’ordine pubblico soprattutto quando ha loro permesso di accumulare deficit paurosi di gestione superpagando giocatori non sempre di chiara fama?

E qualche giornalista perennemente urlante nelle trasmissioni sportive ed una infinità di radio locali che “caricano” i tifosi non ritengono di avere pure loro qualche responsabilità? Illogicità del calcio italiano, ma anche di un governo che decide male e purtroppo in ritardo sugli eventi.



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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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