Sito della Comunita' eu del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Pubblicita'

Le Firme * Marco Zacchera

Liberalizzazioni, Semplificazioni ? Fosse vero !

18.03.07 - Da molto tempo ogni governo mette nel proprio programma elettorale l’opportunità di una semplificazione burocratica. I risultati però sono minimi e portano l ’Italia al 60° posto tra le nazioni in materia di efficienza della sua macchina pubblica. Anche il governo Berlusconi – che pur aveva nel suo programma queste priorità – ha iniziato bene con alcune semplificazioni normative e fiscali ma poi si è fermato mentre con più coraggio avrebbe dovuto correre sul piano delle liberalizzazioni “vere”, della semplificazione burocratica e della tutela dei cittadini.

Pur godendo di ben altra grancassa di stampa, il governo Prodi – al di là delle declamate buone intenzioni – non sfugge a questa regola e la prova ne è data dal nuovo “Decreto Bersani” in esame in questi giorni a Montecitorio. Lungi dal rappresentare una auspicata svolta, il punto forte del decreto è l’eliminazione dei costi di ricarica sulle schede dei telefonini, francamente un po’ poco. Come ho avuto modo di sottolineare nel dibattito (vedi i resoconti su www.camera.it), altri aspetti del decreto – come le nuove etichette sui prodotti alimentari – sembrano moltiplicare e confondere le norme piuttosto che renderle più snelle mentre il blocco dei contratti per l’Alta Velocità Ferroviaria che porterà a ricorsi, cause e liti incrociate ovvero ad altri ritardi nella realizzazioni di opere pubbliche indispensabili per il sistema-Italia, ma invise ad alcune frange della maggioranza, ad iniziare dai verdi. Ridicole poi altre mini-riforme dall’ apertura dei barbieri il lunedì a liberalizzare le licenze per le autoscuole. Soprattutto vengono gelati subito i timidi tentativi di stare di più dalla parte del consumatore. Un esempio è il divieto futuro per le banche di poter mettere una penale nel caso della chiusura anticipata di un mutuo, ma poi si scopre amaramente che questo non varrà per milioni di mutui già contratti in passato il che significa di fatto impedire o rendere molto più costoso il passaggio per privati ed imprese da una banca all’ altra, con buona pace della concorrenza.

Strano che un governo di sinistra sia così attento a privilegiare i già ampli poteri di banche ed assicurazioni (così come delle imprese telefoniche, del gas e dell’ energia) piuttosto che stare dalla parte del consumatore. L’ impressione è anche che tutte le “Autority” che sono state varate – oltretutto costosissime – servano solo per iniziative di facciata e mai di sostanza. L’ economia può tornare a correre solo se le imprese italiane non siano penalizzate nel confronto dell’ estero ed invece ogni confronto fa arrossire considerando quasi punitivo il voler far decollare un impresa (Bersani dice che si realizzano burocraticamente in un giorno: provateci!). Ben lo sanno i risparmiatori che pagano uno “spread” (la differenza tra tassi attivi e passivi applicati in banca) tra i più cari d’ Europa, o tutte quelle imprese serie che soffrono per leggi sulla sicurezza follemente meticolose salvo poi non essere applicate nei punti effettivamente importanti, senza parlare che – al solito – in tante parte d’ Italia né sui cantieri né nei laboratori la legge 626 viene minimamente applicata con infiniti casi di veri e propri abusi sui dipendenti.
Chi si aspettava dal “Decreto Bersani” qualcosa di nuovo resta così francamente deluso.



Pubblicita'
 
 
Scrivono per Voi


On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

www.marcozacchera.it
oppure scrivermi a
marco.zacchera@libero.it







Aiutaci
Grazie !