Liberalizzazioni,
Semplificazioni ? Fosse vero !
18.03.07
- Da molto tempo ogni governo mette nel proprio
programma elettorale lopportunità
di una semplificazione burocratica. I risultati
però sono minimi e portano l Italia
al 60° posto tra le nazioni in materia di
efficienza della sua macchina pubblica. Anche
il governo Berlusconi che pur aveva nel
suo programma queste priorità
ha iniziato bene con alcune semplificazioni
normative e fiscali ma poi si è fermato
mentre con più coraggio avrebbe dovuto
correre sul piano delle liberalizzazioni vere,
della semplificazione burocratica e della tutela
dei cittadini.
Pur godendo di ben altra grancassa di stampa,
il governo Prodi al di là delle
declamate buone intenzioni non sfugge
a questa regola e la prova ne è data
dal nuovo Decreto Bersani in esame
in questi giorni a Montecitorio. Lungi dal rappresentare
una auspicata svolta, il punto forte del decreto
è leliminazione dei costi di ricarica
sulle schede dei telefonini, francamente un
po poco. Come ho avuto modo di sottolineare
nel dibattito (vedi i resoconti su www.camera.it),
altri aspetti del decreto come le nuove
etichette sui prodotti alimentari sembrano
moltiplicare e confondere le norme piuttosto
che renderle più snelle mentre il blocco
dei contratti per lAlta Velocità
Ferroviaria che porterà a ricorsi, cause
e liti incrociate ovvero ad altri ritardi nella
realizzazioni di opere pubbliche indispensabili
per il sistema-Italia, ma invise ad alcune frange
della maggioranza, ad iniziare dai verdi. Ridicole
poi altre mini-riforme dall apertura dei
barbieri il lunedì a liberalizzare le
licenze per le autoscuole. Soprattutto vengono
gelati subito i timidi tentativi di stare di
più dalla parte del consumatore. Un esempio
è il divieto futuro per le banche di
poter mettere una penale nel caso della chiusura
anticipata di un mutuo, ma poi si scopre amaramente
che questo non varrà per milioni di mutui
già contratti in passato il che significa
di fatto impedire o rendere molto più
costoso il passaggio per privati ed imprese
da una banca all altra, con buona pace
della concorrenza.
Strano che un governo di sinistra sia così
attento a privilegiare i già ampli poteri
di banche ed assicurazioni (così come
delle imprese telefoniche, del gas e dell
energia) piuttosto che stare dalla parte del
consumatore. L impressione è anche
che tutte le Autority che sono state
varate oltretutto costosissime
servano solo per iniziative di facciata e mai
di sostanza. L economia può tornare
a correre solo se le imprese italiane non siano
penalizzate nel confronto dell estero
ed invece ogni confronto fa arrossire considerando
quasi punitivo il voler far decollare un impresa
(Bersani dice che si realizzano burocraticamente
in un giorno: provateci!). Ben lo sanno i risparmiatori
che pagano uno spread (la differenza
tra tassi attivi e passivi applicati in banca)
tra i più cari d Europa, o tutte
quelle imprese serie che soffrono per leggi
sulla sicurezza follemente meticolose salvo
poi non essere applicate nei punti effettivamente
importanti, senza parlare che al solito
in tante parte d Italia né
sui cantieri né nei laboratori la legge
626 viene minimamente applicata con infiniti
casi di veri e propri abusi sui dipendenti.
Chi
si aspettava dal Decreto Bersani
qualcosa di nuovo resta così francamente
deluso.