La
credibilita' dell' Italia
22.04.07
- LItalia ha perso lassegnazione
dei campionati europei di calcio del 2012, dirottati
in Polonia ed Ucraina nonostante i presunti
favori della vigilia ed è lennesimo
segnale della caduta di credibilità del
nostro paese.
Se
per il calcio hanno sicuramente contato anche
scandali ed inchieste giudiziarie (ma cera
pur un titolo mondiale da vantare) oltre alla
presunzione della ministra meandri che poi se
la prende con gli altri dimenticando le dichiarazioni
trionfanti del giorno prima, resta il problema
di un sempre più basso livello di credibilità
italiana nel mondo.
Il
Consiglio dEuropa ha pubblicato questa
settimana uninchiesta allarmante che in
pochi hanno ripreso in Italia. Secondo la Banca
Mondiale, per esempio, lItalia è
solo al 45° posto per la trasparenza e lindice
di percezione della corruzione, ben alle spalle
di tutti i principali paesi delloccidente,
ma soprattutto con un indice di credibilità
che se è la metà dei paesi scandinavi
è ben al disotto anche di Spagna, Portogallo,
Malta, Cipro per restare nellarea del
Mediterraneo. Se restiamo in ambito di Unione
Europea le cose vanno peggio ancora: il controllo
della corruzione pubblica ci vede al quintultimo
posto a pari merito con la Grecia e seguiti
solo da Bulgaria, Romania Lettonia e Lituania.
Siamo uno stato di diritto nei confronti
dei cittadini ? Mentre molti paesi europei sfiorano
o toccano i 100/100 (lIslanda) noi siamo
a quota 64, con alle spalle solo il solito gruppetto
di paesi balcanici. Peggio ancora per lindice
di qualità del sistema legislativo dove
battiamo solo Bulgaria e Romania. Poco meglio
con il criterio Efficienza di governo,
dove per unincollatura superiamo solo
anche la Polonia. Da notare che quasi tutti
i paesi europei seri sono ben oltre
quota 90/100, noi ci piazziamo a livello 72.
Immaginatevi ora di essere un imprenditore straniero:
investireste in Italia o preferireste altri
lidi? Non è un caso che a parte pochi
settori (la moda, i mobili) la spinta italiana
nel mondo stia esaurendosi, così come
quel poco di buono che abbiamo da noi, il perno
delle nostre industrie storiche, è ormai
da tempo in mano agli stranieri. D'altronde
oggi un italiano telefona con i cinesi della
rete TRE, con la multinazionale a base inglese
Vodafone, con gli egiziani di Wind, per Telecom
si vedrà. Depositiamo i soldi in una
banca detta Antonveneta ma che dopo le recenti
operazioni di cessione ha ormai sede in Olanda,
così come la Banca Nazionale del Lavoro
è francese. Oggi un italiano compra i
mobili dagli svedesi dell'Ikea, viene svezzato
con i biscottini Mellin (olandesi) condisce
l'insalata con l'olio Carapelli, spagnolo, innaffia
la cena con la Birra Peroni, bevanda sudafricana
della Sab Miller, magia cioccolatini e baci
Perugina (americani) così come la pasta
Buitoni e lelenco potrebbe continuare
infinito. Quando ci si lamenta che siamo diventati
territorio di conquista, che limmigrazione
è forse francamente eccessiva e senza
controllo, che i cinesi fanno quel che vogliono,
che la magistratura non funziona e così
via, chiediamoci perché
ma soprattutto
se un po più di volontà
di riscatto, di italianità, di calore
e impegno per il proprio paese non farebbe bene
in tutti i campi, dalla politica al nostro stesso
portafoglio.
MARCO
ZACCHERA
www.marcozacchera.it
oppure scrivermi a marco.zacchera@libero.it