Mi
scuso con i lettori del "PUNTO" se
mi permetto di disturbarli nuovamente, ma
ci tenevo a trasmettere copia del sunto di una
mia " lettera aperta" inviata oggi
al Presidente della Repubblica GIORGIO NAPOLITANO
Caro
Presidente,
non
Le scrivo da deputato al Parlamento ma - prima
di tutto - da semplice cittadino che nelle scorse
elezioni politiche NON ha votato per lattuale
coalizione di governo. Aggiungo anche, da deputato,
di NON averLa votata per la elezione a Presidente
della Repubblica e penso di aver fatto bene,
visto numerosi Suoi comportamenti che non condivido.
Mi
permetta una premessa. Lei è stato eletto
in virtù del premio di maggioranza
assegnato alla Camera dei Deputati alla coalizione
vincente che avrebbe vinto per circa 24.000
voti su 46.000.000 di voti validi, pari allo
0,04%. Scrivo avrebbe perché
anche Lei sarà stato informato che i
controlli in essere alla Camera stanno lentamente
facendo recuperare alla coalizione perdente
la maggioranza dei voti, ma sono fatti in modo
così lento che ben difficilmente termineranno
prima della fine della legislatura. Mi permetta
quindi fino a prova contraria
di poter almeno dubitare sulleffettiva
vittoria della attuale coalizione di governo
che, se non avesse nulla da temere, eliminerebbe
il problema favorendo un totale e sollecito
riconteggio dei voti. Al Senato della Repubblica,
peraltro, la maggioranza dei voti (circa 156.000)
è andata allattuale opposizione
che al Senato opposizione infatti non è,
ma lo diventa grazie al voto spesso determinate
degli illustri Senatori a vita che NON sono
stati eletti dal popolo.
Tutto
ciò solo per sottolinearLe che in dipendenza
di 24.000 voti piuttosto ballerini
nel nostro paese si è determinato:
a)
un Governo di 103 persone ovviamente tutte rappresentanti
della presunta maggioranza
b)
lelezione per la stessa parte politica
dei Presidenti di Camera e Senato
c)
la Sua elezione alla Presidenza della Repubblica
d)
la nomina di tutti i vertici delle alte cariche
dello Stato in scadenza, dai servizi segreti
alle Forze armate
Aggiungiamo
e penso che su questo Lei converrà
che ciò ha comportato anche il
controllo pressoché assoluto della TV
pubblica dove formalmente viene sicuramente
rispettato il pluralismo ma non lo è
nei fatti, nei commenti, nelle conduzioni della
gran parte delle trasmissioni di informazione
politica, nella gestione di una rete che addirittura
è apertamente ed ufficialmente schierata
a sinistra.
Se
a tutto ciò si aggiunge che almeno l80%
delle testate giornalistiche ha favorito, supportato
e molto spesso acriticamente difende lattuale
Governo, lei converrà con me che la metà
del paese (quella metà di cui faccio
parte) sia piuttosto preoccupata.
Più
che preoccupata, questa parte del paese (che
probabilmente ora è diventata maggioranza,
stante gli inequivocabili andamenti elettorali
anche di queste settimane) rimane sconcertata
quando avvengono fatti come quelli della scorsa
settimana, con lallontanamento immediato
del Comandante della Guardia di Finanza per
fatti sui quali Lei, quasi con fastidio, ha
dichiarato di non voler essere coinvolto.
Mi
scusi, Presidente, ma A CHI DEVE RIVOLGERSI
quella metà (o più) del Paese
che NON è più minimamente rappresentata
ai vertici dello Stato se non al Presidente
della Repubblica che per dovere e diritto costituzionale
ha il supremo compito di garanzia ed equilibrio
istituzionale?
So
benissimo che non compete a Lei la nomina del
comandante della GDF (che però Lei controfirma),
ma Lei sa benissimo che basta una parola, un
gesto, una frase, una dichiarazione, una telefonata
per far sapere allintero Paese quando
e se al Quirinale una cosa non sia gradita o
perlomeno appaia di dubbia correttezza sostanziale,
stanti i fatti di cui a tutte le cronache. Allora,
Presidente, i casi sono due: o Lei questa pressione
non lha fatta ed allora è venuto
meno almeno a mio avviso - ad un Suo
preciso dovere di rappresentanza
di quella metà di italiani che pur La
riconoscono come Presidente (ma non possono
dimenticare i Suoi passati politici e quindi
lattendono alla concretezza di un gesto,
di un atto, di una presa di posizione) o
peggio Lei la pressione
sul Governo lha fatta, ma è stata
ignorata. Se così fosse Lei avrebbe il
dovere morale di dirlo e non di tacerlo, perché
il fatto sarebbe stato gravissimo.
Ma, Presidente, che credibilità possono
avere le Istituzioni alle quali Lei ha giurato
fedeltà e che si è impegnato a
difendere se poi il Governo può senza
preavviso allontanare il responsabile di un
Corpo che si è opposto al trasferimento
di suoi sottoposti che stavano di fatto indagando
sul principale partito dello stesso governo?
In una situazione tanto delicata vi erano molti
modi per evitare limmediato allontanamento
del gen. Speciale prima della sua naturale scadenza
di incarico. Ecco, anche solo questo avrebbe
potuto esternare: una piccola perplessità
sui tempi e modi della revoca, bastava forse
solo questo
ma Lei non ha ritenuto opportuno
fare neppure questo, Lei si tira fuori...
No, Presidente, non ci si tira fuori
in questi casi o per lo meno non credo sia giusto
per le Istituzioni fare così, perché
- a questo punto - se domattina la Guardia di
Finanza busserà alla porta della mia
piccola azienda nessuno potrà togliermi
dalla testa (e come me, a milioni di italiani)
che trattasi di una ritorsione politica
e quindi la credibilità stessa del Corpo
in questa situazione andrà obbiettivamente
a ridursi.
Mi
scusi, quindi, signor Presidente, ma Lei COME
e PER CHE COSA intende svolgere il Suo alto
compito di garanzia istituzionale ? Ad oggi
ho ascoltato moltissime Sue dichiarazioni tutte
tese a fare condivisibili inviti e prediche
a tutti ma ad oggi, per esempio, non ho ancora
letto un Suo messaggio alle Camere, come hanno
fatto più volte i Suoi predecessori sempre
con evidente significato politico e non le sarebbero
mancate le occasioni. Ma anche in questo caso
sarebbe stata una probabile, implicita critica
al Governo che Lei non ritiene di dover fare.
Signor
presidente, per difendere la nostra Patria ci
è stato insegnato che ci vuole coraggio,
per difendere le Istituzioni ci vuole chiarezza,
per avere coraggio e chiarezza nel Suo alto
incarico penso che bisogna allora essere veramente
ed intimamente super partes. Ce
lo dimostri con una posizione chiara, serena,
inequivocabile altrimenti e mi scusi
per lardire per la metà
(o più) degli italiani lei NON E
super partes, ma di parte
e - fino a prova contraria - intrinseco proprio
a quella parte politica che (da sola ) lha
eletta. In questo caso Lei non rappresenterebbe
più una parte forse oggi la maggioranza
degli italiani e credo che sarebbe minato
dal profondo il Suo ruolo e la Sua credibilità.
Cittadini che invano in questi giorni attendevano
dal Quirinale non solo proclami, inviti, sollecitazioni
un poco scontate ma una vera, effettiva, chiara
autorevolezza Istituzionale. Non è arrivata.
Con
ossequio
Marco
Zacchera
Deputato al Parlamento
03.06.07