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Le Firme * Marco Zacchera

Mi scuso con i lettori del "PUNTO" se mi permetto di disturbarli nuovamente, ma ci tenevo a trasmettere copia del sunto di una mia " lettera aperta" inviata oggi al Presidente della Repubblica GIORGIO NAPOLITANO

Caro Presidente,

non Le scrivo da deputato al Parlamento ma - prima di tutto - da semplice cittadino che nelle scorse elezioni politiche NON ha votato per l’attuale coalizione di governo. Aggiungo anche, da deputato, di NON averLa votata per la elezione a Presidente della Repubblica e penso di aver fatto bene, visto numerosi Suoi comportamenti che non condivido.

Mi permetta una premessa. Lei è stato eletto in virtù del “premio di maggioranza” assegnato alla Camera dei Deputati alla coalizione vincente che avrebbe vinto per circa 24.000 voti su 46.000.000 di voti validi, pari allo 0,04%. Scrivo “avrebbe” perché anche Lei sarà stato informato che i controlli in essere alla Camera stanno lentamente facendo recuperare alla coalizione perdente la maggioranza dei voti, ma sono fatti in modo così lento che ben difficilmente termineranno prima della fine della legislatura. Mi permetta quindi – fino a prova contraria – di poter almeno dubitare sull’effettiva vittoria della attuale coalizione di governo che, se non avesse nulla da temere, eliminerebbe il problema favorendo un totale e sollecito riconteggio dei voti. Al Senato della Repubblica, peraltro, la maggioranza dei voti (circa 156.000) è andata all’attuale opposizione che al Senato opposizione infatti non è, ma lo diventa grazie al voto spesso determinate degli illustri Senatori a vita che NON sono stati eletti dal popolo.

Tutto ciò solo per sottolinearLe che in dipendenza di 24.000 voti piuttosto “ballerini” nel nostro paese si è determinato:

a) un Governo di 103 persone ovviamente tutte rappresentanti della presunta maggioranza

b) l’elezione per la stessa parte politica dei Presidenti di Camera e Senato

c) la Sua elezione alla Presidenza della Repubblica

d) la nomina di tutti i vertici delle alte cariche dello Stato in scadenza, dai servizi segreti alle Forze armate

Aggiungiamo – e penso che su questo Lei converrà – che ciò ha comportato anche il controllo pressoché assoluto della TV pubblica dove formalmente viene sicuramente rispettato il pluralismo ma non lo è nei fatti, nei commenti, nelle conduzioni della gran parte delle trasmissioni di informazione politica, nella gestione di una rete che addirittura è apertamente ed ufficialmente schierata a sinistra.

Se a tutto ciò si aggiunge che almeno l’80% delle testate giornalistiche ha favorito, supportato e molto spesso acriticamente difende l’attuale Governo, lei converrà con me che la metà del paese (quella metà di cui faccio parte) sia piuttosto preoccupata.

Più che preoccupata, questa parte del paese (che probabilmente ora è diventata maggioranza, stante gli inequivocabili andamenti elettorali anche di queste settimane) rimane sconcertata quando avvengono fatti come quelli della scorsa settimana, con l’allontanamento immediato del Comandante della Guardia di Finanza per fatti sui quali Lei, quasi con fastidio, ha dichiarato di “non voler essere coinvolto.”

Mi scusi, Presidente, ma A CHI DEVE RIVOLGERSI quella metà (o più) del Paese che NON è più minimamente rappresentata ai vertici dello Stato se non al Presidente della Repubblica che per dovere e diritto costituzionale ha il supremo compito di garanzia ed equilibrio istituzionale?

So benissimo che non compete a Lei la nomina del comandante della GDF (che però Lei controfirma), ma Lei sa benissimo che basta una parola, un gesto, una frase, una dichiarazione, una telefonata per far sapere all’intero Paese quando e se al Quirinale una cosa non sia gradita o perlomeno appaia di dubbia correttezza sostanziale, stanti i fatti di cui a tutte le cronache. Allora, Presidente, i casi sono due: o Lei questa pressione non l’ha fatta ed allora è venuto meno – almeno a mio avviso - ad un Suo preciso dovere di “rappresentanza” di quella metà di italiani che pur La riconoscono come Presidente (ma non possono dimenticare i Suoi passati politici e quindi l’attendono alla concretezza di un gesto, di un atto, di una presa di posizione) o – peggio – Lei la “pressione “ sul Governo l’ha fatta, ma è stata ignorata. Se così fosse Lei avrebbe il dovere morale di dirlo e non di tacerlo, perché il fatto sarebbe stato gravissimo.

Ma, Presidente, che credibilità possono avere le Istituzioni alle quali Lei ha giurato fedeltà e che si è impegnato a difendere se poi il Governo può senza preavviso allontanare il responsabile di un Corpo che si è opposto al trasferimento di suoi sottoposti che stavano di fatto indagando sul principale partito dello stesso governo? In una situazione tanto delicata vi erano molti modi per evitare l’immediato allontanamento del gen. Speciale prima della sua naturale scadenza di incarico. Ecco, anche solo questo avrebbe potuto “esternare”: una piccola “perplessità” sui tempi e modi della revoca, bastava forse solo questo…ma Lei non ha ritenuto opportuno fare neppure questo, Lei si “tira fuori”... No, Presidente, non “ci si tira fuori” in questi casi o per lo meno non credo sia giusto per le Istituzioni fare così, perché - a questo punto - se domattina la Guardia di Finanza busserà alla porta della mia piccola azienda nessuno potrà togliermi dalla testa (e come me, a milioni di italiani) che trattasi di una “ritorsione” politica e quindi la credibilità stessa del Corpo in questa situazione andrà obbiettivamente a ridursi.

Mi scusi, quindi, signor Presidente, ma Lei COME e PER CHE COSA intende svolgere il Suo alto compito di garanzia istituzionale ? Ad oggi ho ascoltato moltissime Sue dichiarazioni tutte tese a fare condivisibili inviti e prediche a tutti ma ad oggi, per esempio, non ho ancora letto un Suo messaggio alle Camere, come hanno fatto più volte i Suoi predecessori sempre con evidente significato politico e non le sarebbero mancate le occasioni. Ma anche in questo caso sarebbe stata una probabile, implicita critica al Governo che Lei non ritiene di dover fare.

Signor presidente, per difendere la nostra Patria ci è stato insegnato che ci vuole coraggio, per difendere le Istituzioni ci vuole chiarezza, per avere coraggio e chiarezza nel Suo alto incarico penso che bisogna allora essere veramente ed intimamente “super partes”. Ce lo dimostri con una posizione chiara, serena, inequivocabile altrimenti – e mi scusi per l’ardire – per la metà (o più) degli italiani lei NON E’ “super partes”, ma “di parte” e - fino a prova contraria - intrinseco proprio a quella parte politica che (da sola ) l’ha eletta. In questo caso Lei non rappresenterebbe più una parte – forse oggi la maggioranza – degli italiani e credo che sarebbe minato dal profondo il Suo ruolo e la Sua credibilità. Cittadini che invano in questi giorni attendevano dal Quirinale non solo proclami, inviti, sollecitazioni un poco scontate ma una vera, effettiva, chiara autorevolezza Istituzionale. Non è arrivata.

Con ossequio

Marco Zacchera
Deputato al Parlamento

03.06.07



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On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

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