Cari
amici del Punto,
06.07.07
- Limpressione è che il caos politico
in Italia cresca ad ogni settimana e d'altronde
basta ascoltare un qualsiasi TG per capire che
come minimo cè una
grande confusione soprattutto allinterno
del governo che appare molto in affanno. Su
alcuni temi come lo scalone
delle pensioni - la quadratura del cerchio appare
problematica tanto che se si accontentano gli
uni gli altri se ne vanno (o almeno lo minacciano).
Sono infatti troppo distanti ed opposte le posizioni
di Dini e di DAlema (ma anche di Rutelli)
rispetto a quelle di Rifondazione, verdi o Comunisti
italiani e così trovare una soluzione
- dopo una settimana di estenuanti trattative
con i sindacati, che a loro volta hanno alle
spalle singoli partiti cointeressati alla vicenda
- appare sempre più problematico. Probabile
lennesimo rinvio per tirare a campare,
probabilmente aspettando la finanziaria.
Ma lo stesso empasse ce sulla riforma
della Magistratura, sul Documento di programmazione
economica (molto criticato dallEuropa),
per le priorità delle riforme, su come
spendere il tesoretto e perfino
su come gestire i rifiuti del napoletano, mentre
lOSCE sottolinea che lItalia da
13 mesi ha il tasso di sviluppo più basso
dEuropa. Ci sono poi anche aspetti veramente
inquietanti di cui sfuggono i contorni come
il sospetto che una parte del SISMI (il servizio
segreto militare) spiasse alcuni magistrati.
Su questo il governo ha taciuto quasi per due
giorni di evidente e crescente imbarazzo, forse
anche perché ha mantenuto per un anno
intero gli stessi vertici del servizio segreto
senza operare sostituzioni. Così laccusa
è arrivata dallo stesso CSM il
Consiglio Superiore della Magistratura
che peraltro dovrebbe occuparsi di tuttaltro.
Visto però che il CSM al suo interno
riproduce in buona parte gli stessi schieramenti
politici parlamentari, è difficile capire
se le accuse non siano in qualche modo anche
da collegare alla imminente e contestata riforma
della Magistratura.
Ma
a parte qualche scivolata parlamentare, ormai
consueta, il vero problema che sta crescendo
per Prodi resta come era facile prevedere
la grande visibilità raccolta
da Veltroni che si è candidato come leader
del Partito Democratico di cui lo stesso Prodi,
però, dovrebbe esserne incoronato presidente.
Se Veltroni insiste a chiedere cambiamenti rende
di fatto più debole il governo che dimostra
di non riuscire a farli, se si schiera troppo
con Prodi rischia di perdere la sua credibilità
e visibilità personale, compromettendo
definitivamente la sua discesa in campo che
per far nascere il nuovo PD appare necessaria.
E vero che la vera forza di sopravvivenza
per Prodi è la mancanza di una alternativa
parlamentare di centro-sinistra che escluda
una o più delle sue attuali componenti,
con il rischio temuto da tutta la maggioranza
- che la crisi porti ad un rapido ritorno alle
urne, ma la corda è davvero logorata
e cedendo può far crollare tutta limpalcatura.
STORACE,
AN, FINI E IL FUTURO DELLA DESTRA
Lannuncio
che Francesco Storace ha lasciato AN non è
giunto inatteso, ma a livello personale mi è
comunque profondamente dispiaciuto. Ho stimato
Francesco per il suo impegno, i suoi metodi
diretti ed i suoi atti estremamente coerenti
con il proprio pensiero. Credo però che
questa volta abbia sbagliato: ogni critica
anche dura e motivata - va però fatta
sempre allinterno di un organismo e non
andandosene fuori, altrimenti si perde loccasione
di far crescere tutti gli altri, sia quelli
che si pongono problemi seri ed ineludibili
come il dibattito sul futuro di AN e della CDL
e vogliono essere compartecipi del dibattito,
sia altri che invece anche nel mio partito
come in tutti gli ambienti hanno fatto
il nido e ci covano le loro uova
senza porsi molti problemi etici o morali, ma
più semplicemente perché può
essere un metodo ed un ambiente dove in qualche
modo si può tirare a campare. Non saranno
molti (i più sono già temporaneamente
emigrati verso altri lidi, pronti però
a ritornare se cambierà laria),
ma comunque ci sono.
La
decisione di Storace ripropone però anche
la non risolta questione del futuro della destra
italiana che in estrema sintesi - secondo me
- è ipotizzabile solo in un progressivo
partito unito di tutto il centro-destra ma nel
quale noi, che siamo e dobbiamo restarne la
Destra, si possa pretendere ed ottenere
non tanto una quota-parte di spazio e potere,
ma un serio ed appassionato ancoraggio di idealità
e di programmi. Non serve a nulla ripensare
nostalgicamente a passati più o meno
lontani: i tempi del MSI non possono (purtroppo?!)
più tornare in una società così
diversa da allora, ma il politico vero sa adeguarsi
e deve rispondere sulle tematiche moderne ed
attuali dando risposte concrete ai vecchi e
nuovi problemi della società. Per farlo
contano poco gli slogan e le parole, contano
i fatti. Ma soprattutto conta lapproccio
interiore al necessario pragmatismo dee scelte
e allora è proprio qui, nellintima
coscienza personale e morale, che si coltivano
gli ideali applicandoli con metodi di comportamento
conseguenti che credo debbano essere lineari,
onesti e coerenti. Conta poco parlarne mentre
conta farlo, altrimenti è solo forma,
immagine più o meno accattivante, ma
non è mai la sostanza.
Il
tutto senza dimenticare che è la stessa
formula partito ad essere obsoleta,
non più paragonabile a quelle di un tempo
e con strutture spesso superate. Oggi per molti
conta di più lo schieramento rispetto
a un partito, così come chi legge apprezzerà
forse il modo in cui vi sto scrivendo rispetto
a una bella conferenza. Cos' è da come
risponderò alle vostre mail che vi farete
(o vi siete già fatta) unopinione
sul sottoscritto. Insomma la gente vuole avere
risposte, contano poco gli appelli o i comizi.
Trovare e pensare a strutture valide può
comunque valere per le aggregazioni politiche
e per motivare gli schieramenti, ma prima di
tutto credo che ciascuno comunque la
pensi debba interrogarsi con sincerità
sulla situazione dellItalia, dellEuropa,
della nostra società. Per me per esempio
vivere la mia Destra è
ripeto - cercare di interpretare in modo coerente
valori forti che devono poi però essere
piegati, interpretati, sofferti ed applicati
nelle tematiche delloggi. Fuori dalle
formule è in questa intima convinzione
che, ogni giorno, ciascuno di noi deve affrontare
il proprio impegno rispondendo prima di tutto
a sé stessi. In questo quadro quello
che da tempo chiedo a Gianfranco Fini è
di avere più coraggio per battersi apertamente
su alcuni specifici temi ben chiari, condivisibili,
propri di una parte politica che non deve farsi
scippare la leadership su queste tematiche (sicurezza,
immigrazione, spirito nazionale, trasparenza
amministrativa e politica, cittadinanza, difesa
di valori sociali). Sostenere posizioni moderne
ma chiare e senza cedimenti deve essere il DNA
di un partito che può anche ipoteticamente
sparire come sigla o come nome ma porta avanti
le sue convinzioni e non se le fa appunto scippare
da nessuno. So che una mail deve essere breve,
ma sono tematiche profonde che non dovrebbero
essere ristrette in poche righe. Per questo
almeno a grandi linee mi piacerebbe
conoscere il vostro pensiero e una volta di
più aprire un dibattito.