IL
PUNTO 210
Cari amici
del PUNTO,
15.12.07
- Scusate per questa veste un po inconsueta
del PUNTO ma se è spedita la domenica
sera in realtà è stata stesa direttamente
alla Camera, di notte, mentre erano in corso
le votazioni di fiducia sulla Finanziaria.
Qualcuno mi scrive protestando perché
IL PUNTO è diventato troppo di
parte (ovvero sbilanciato a favore del
centro-destra) ed ammetto che è vero,
ma io vorrei che in questi giorni fossero stati
qui a Montecitorio milioni di elettori del centro-sinistra
e che avessero potuto assistere in diretta alle
sedute. Sono sicuro che moltissimi di loro sarebbero
rimasti sconcertati ed offesi. Denuncio infatti
che per la prima volta da quando sono deputato
la legge finanziaria (che è quella più
importante dellanno) non solo è
passata solo a colpi di voti di fiducia MA GLI
EMENDAMENTI NON SONO STATI NEPPURE DISCUSSI
UN SOLO MINUTO IN AULA. Nessun ostruzionismo:
alla fine sono stati presentati 3 maxi-emendamenti
di centinaia di pagine e commi ciascuno (illeggibili
ed incomprensibili) per accontentare le tre
anime della maggioranza e letteralmente
violentando il Parlamento che a questo punto
NON SERVE PIU A NULLA. Ma il presidente
Napolitano non aveva chiesto espressamente che
questo documento NON passasse con questa procedura?
E che cosa dice adesso, dovè, non
ritiene suo DOVERE intervenire? Perché
pochi hanno seguito i fatti, ovvero che per
oltre tre giorni (e senza che in aula neppure
si parlasse, con rinvii di ora per ora per continui
litigi in corso tra di loro) la maggioranza
si è trincerata in due stanze litigando
ed alla fine ne è uscita partorendo
il testo finale. Tutto ciò non ha trovato
spazio sui giornali, tutti presi a discutere
della possibile legge elettorale. Faccio presente
che in questo mese siamo ad un voto di fiducia
bisettimanale (e ciò avverrà anche
la prossima settimana per la legge sulla sicurezza),
unico mezzo per il governo per tenere insieme
ricattandola - la sua maggioranza che
si perde a pezzi da tutte le parti. Questa è
la vera emergenza democratica, non
le sciocchezze di cui sono pieni i giornali.
CON QUESTA LEGGE FINANZIARIA IN DEFINITIVA SONO
STATI DISTRIBUITI CIRCA 200 EURO PER OGNI FAMIGLIA
CONTRO UN AUMENTO DELLA TASSAZIONE DI CIRCA
700- 1000 EURO (buona parte sarà per
necessità di cose imposta dai comuni,
cui sono stati tagliati i fondi) OLTRE AGLI
AUMENTI DEI PREZZI CHE SOLO PRODI SI OSTINA
A NON VEDERE. SOPRATTUTTO NON E STATO
RIDOTTO IL DEFICIT DELLO STATO, NON SI E
SALVATO ILTESORETTO, NON SONO STATE
MANTENUTI GLI IMPEGNI CON MOLTE CATEGORIE, VENGONO
RIDOTTE LE OPERE PUBBLICHE MENTRE LITALIA
RESTA ULTIMA IN EUROPA PER TASSO DI SVILUPPO
FORSE
SONO PROBLEMI PIU IMPORTANTI PER GLI ITALIANI
DI LEGGI ELETTORALI ED EQUILIBRISMI POLITICI:
QUALCUNO CI PENSA ?
LA
LEZIONE DEL DALAI LAMA
Ho
avuto il piacere ed il privilegio, come componente
il direttivo del gruppo di amicizia con il Tibet,
di accogliere giovedì pomeriggio il Dalai
Lama al suo arrivo al portone di Montecitorio
e di ascoltarlo nei suoi incontri alla Camera
dei Deputati. Una volta di più mi ha
colpito per la sua semplicità, serenità
ed aperta allegria fino a sorridere di sé
stesso fuori da ogni rigido protocollo ma sottolineando
anche con forza valori vissuti intensamente
e che vanno ben al di là degli aspetti
religiosi. Nella Sala della Lupa
(non era stata concessa da Bertinotti luso
dellaula, nonostante la richiesta di 289
deputati) è emersa tutta l ipocrisia
di una Italia che parla bene ma razzola male:
Prodi e DAlema assenti per non irritare
le autorità di Pechino, Bertinotti a
tenere un saluto molto diplomatico ed equidistante,
con frequenti richiami agli amici cinesi.
Business is business, ma è
amaro pensare che venga a Pechino qualificato
come terrorista proprio un Dalai
Lama che per unora ha solo parlato di
solidarietà, pace concreta, amicizia
anche con chi gli ha invaso il Tibet con le
armi ed ai quali chiede solo autonomia religiosa
e possibilità di vivere in pace con le
tradizioni di una civiltà che si perde
nei secoli. Chissà perché in questo
nostro mondo che ipocritamente si avvia a celebrare
il ricordo di un Salvatore venuto al mondo in
una mangiatoia perché per loro
non cera posto allalbergo
tutti quelli che parlano di pace vengono applauditi,
ma poi mai ascoltati. Vale per il Papa, il Dalai
Lama, ma anche per tante persone semplici che
con coerenza vivono cercando di costruire un
mondo un po migliore. Sopraffatti dalle
urla, dal fragore dei media, dal disprezzo della
natura e della dignità umana. Anche in
politica - chissà perché - quando
si vuole essere un minimo diversi da come si
è spesso troppo frettolosamente dipinti
scatta unimmediata diffidenza, un blocco
a cercare di superare gli steccati, in un vortice
di accuse e contraccuse che alla fine spaccano
e non uniscono mai.
Per
questo è stato istruttivo e piacevole
ascoltare una persona che ci ha tenuto a ripetere
sono solo uno di voi, uno dei sei miliardi
di essere umani di questo mondo che devono imparare
a saper vivere insieme, ciascuno dei quali ha
diritto allesistenza ed alla dignità.
Mi guardavo intorno tra tanti colleghi di diverso
orientamento politico e pensavo al peso rivoluzionario
se quelle parole fossero veramente applicate
da ciascuno. Un utopia, certo, ma se dobbiamo
riflettere sul senso vero del Natale sono pensieri
che non dobbiamo trascurare anche se
a pochi metri di distanza si litigava
per la finanziaria
COSA
DICE IL CENSIS
Dopo
Bruxelles, la CEE e la UE, a dare mazzate al
nostro paese arriva anche il rapporto Censis
a contribuire a questa ondata di ottimismo che
caratterizza il ridente popolo italiano. Dice
il Censis: In Italia c'è una 'costante
inclinazione al peggio" del paese, con
una realtà che diventa ogni giorno poltiglia
di massa, quasi una mucillagine. Un paese nel
quale il benessere piccolo borghese degli ultimi
decenni ha creato un 'mostro' che ci rende impotenti,
come di fronte ad una generale entropia. E'
un'Italia avviata ad una deriva morale ed esistenziale,
deriva che non può essere frenata neanche
da una ripresa dello sviluppo industriale. Più
che un rapporto sullo stato di salute della
nostra Nazione, sembra un film di Dario Argento.
Va tutto male, dice il Censis. Questi alcuni
dei risultati emersi dalle analisi. Lo confermano
le statistiche: lexport italiano crescerà
questanno meno della metà della
media europea che è metà di quella
mondiale. Il paese è fermo mentre lEuropa
cresce e mentre i prezzi al minuto (a parte
lo sciopero dei tir) si sono impennati ben oltre
la media dei paesi dellEuro. Sono dati
che tutti sanno e percepiscono, non commenti
di parte!
ANCHE
DALLA PARTE DEI PADRONCINI
E
evidente che lo sciopero dei TIR ha messo in
tre giorni in ginocchio il paese causando criticabili
danni e disagi, ma pochi sanno che da DIECI
MESI il governo non rispondeva alle richieste
della categoria che il 19 novembre preannunciando
lo sciopero - aveva presentato una serie di
richieste rimaste del tutto inevase. Non solo,
a sciopero già iniziato e quando è
stato costretto alla trattativa, lineffabile
ministro Alessandro Bianchi (il compagno
che mostra il suo splendido e borghesissimo
salotto alle riviste patinate
) ha ammesso
di non aver neppure letto le richieste
degli scioperanti e poi se nè andato
lasciando a trattare il sottosegretario Letta.
Peccato che questo eccellentissimo ministro
esponente del partito comunista doc
(con i miliardi in saccoccia e decine di consulenti
assunti a nostre spese) non abbia mai passato
qualche ora della sua vita a bordo di un TIR
facendo la dura vita di un padroncino
sfiancato dalla fatica, oggetto di una concorrenza
senza freni e senza controlli dallest
europeo. Il ministro Bianchi che gira in auto
blu non sa cosa voglia dire un aumento del 23%
in un anno del prezzo del gasolio CHE HA PORTATO
LO STATO A GUADAGNARE MOLTO DI PIU SU
ACCISE ED IVA. Tutto perché i camionisti
(come i farmacisti, i dirigenti, gli artigiani,
i commercianti, i ricercatori, i liberi professionisti
ecc.ecc.) sono categorie che il governo non
sopporta, non considera e quindi disprezza.
Personalmente ho chiesto le dimissioni del ministro
Bianchi per manifesta incapacità politica
perché è proprio lui, con la sua
indolenza e strafottenza, il vero responsabile
dello sciopero!