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Le Firme * Marco Zacchera


IL PUNTO 210

Cari amici del PUNTO,

15.12.07 - Scusate per questa veste un po’ inconsueta del PUNTO ma se è spedita la domenica sera in realtà è stata stesa direttamente alla Camera, di notte, mentre erano in corso le votazioni di fiducia sulla “Finanziaria”. Qualcuno mi scrive protestando perché IL PUNTO è diventato “troppo di parte” (ovvero sbilanciato a favore del centro-destra) ed ammetto che è vero, ma io vorrei che in questi giorni fossero stati qui a Montecitorio milioni di elettori del centro-sinistra e che avessero potuto assistere in diretta alle sedute. Sono sicuro che moltissimi di loro sarebbero rimasti sconcertati ed offesi. Denuncio infatti che per la prima volta da quando sono deputato la legge finanziaria (che è quella più importante dell’anno) non solo è passata solo a colpi di voti di fiducia MA GLI EMENDAMENTI NON SONO STATI NEPPURE DISCUSSI UN SOLO MINUTO IN AULA. Nessun ostruzionismo: alla fine sono stati presentati 3 maxi-emendamenti di centinaia di pagine e commi ciascuno (illeggibili ed incomprensibili) per accontentare le tre “anime” della maggioranza e letteralmente violentando il Parlamento che a questo punto NON SERVE PIU’ A NULLA. Ma il presidente Napolitano non aveva chiesto espressamente che questo documento NON passasse con questa procedura? E che cosa dice adesso, dov’è, non ritiene suo DOVERE intervenire? Perché pochi hanno seguito i fatti, ovvero che per oltre tre giorni (e senza che in aula neppure si parlasse, con rinvii di ora per ora per continui litigi in corso tra di loro) la maggioranza si è trincerata in due stanze litigando ed alla fine ne è uscita “partorendo” il testo finale. Tutto ciò non ha trovato spazio sui giornali, tutti presi a discutere della possibile legge elettorale. Faccio presente che in questo mese siamo ad un voto di fiducia bisettimanale (e ciò avverrà anche la prossima settimana per la legge sulla sicurezza), unico mezzo per il governo per tenere insieme – ricattandola - la sua maggioranza che si perde a pezzi da tutte le parti. Questa è la vera “emergenza democratica”, non le sciocchezze di cui sono pieni i giornali. CON QUESTA LEGGE FINANZIARIA IN DEFINITIVA SONO STATI DISTRIBUITI CIRCA 200 EURO PER OGNI FAMIGLIA CONTRO UN AUMENTO DELLA TASSAZIONE DI CIRCA 700- 1000 EURO (buona parte sarà per necessità di cose imposta dai comuni, cui sono stati tagliati i fondi) OLTRE AGLI AUMENTI DEI PREZZI CHE SOLO PRODI SI OSTINA A NON VEDERE. SOPRATTUTTO NON E’ STATO RIDOTTO IL DEFICIT DELLO STATO, NON SI E’ SALVATO IL”TESORETTO”, NON SONO STATE MANTENUTI GLI IMPEGNI CON MOLTE CATEGORIE, VENGONO RIDOTTE LE OPERE PUBBLICHE MENTRE L’ITALIA RESTA ULTIMA IN EUROPA PER TASSO DI SVILUPPO…FORSE SONO PROBLEMI PIU’ IMPORTANTI PER GLI ITALIANI DI LEGGI ELETTORALI ED EQUILIBRISMI POLITICI: QUALCUNO CI PENSA ?

LA LEZIONE DEL DALAI LAMA

Ho avuto il piacere ed il privilegio, come componente il direttivo del gruppo di amicizia con il Tibet, di accogliere giovedì pomeriggio il Dalai Lama al suo arrivo al portone di Montecitorio e di ascoltarlo nei suoi incontri alla Camera dei Deputati. Una volta di più mi ha colpito per la sua semplicità, serenità ed aperta allegria fino a sorridere di sé stesso fuori da ogni rigido protocollo ma sottolineando anche con forza valori vissuti intensamente e che vanno ben al di là degli aspetti religiosi. Nella “Sala della Lupa” (non era stata concessa da Bertinotti l’uso dell’aula, nonostante la richiesta di 289 deputati) è emersa tutta l’ ipocrisia di una Italia che parla bene ma razzola male: Prodi e D’Alema assenti per non irritare le autorità di Pechino, Bertinotti a tenere un saluto molto diplomatico ed equidistante, con frequenti richiami “agli amici cinesi”. “Business is business”, ma è amaro pensare che venga a Pechino qualificato come “terrorista” proprio un Dalai Lama che per un’ora ha solo parlato di solidarietà, pace concreta, amicizia anche con chi gli ha invaso il Tibet con le armi ed ai quali chiede solo autonomia religiosa e possibilità di vivere in pace con le tradizioni di una civiltà che si perde nei secoli. Chissà perché in questo nostro mondo che ipocritamente si avvia a celebrare il ricordo di un Salvatore venuto al mondo in una mangiatoia “perché per loro non c’era posto all’albergo” tutti quelli che parlano di pace vengono applauditi, ma poi mai ascoltati. Vale per il Papa, il Dalai Lama, ma anche per tante persone semplici che con coerenza vivono cercando di costruire un mondo un po’ migliore. Sopraffatti dalle urla, dal fragore dei media, dal disprezzo della natura e della dignità umana. Anche in politica - chissà perché - quando si vuole essere un minimo diversi da come si è spesso troppo frettolosamente dipinti scatta un’immediata diffidenza, un blocco a cercare di superare gli steccati, in un vortice di accuse e contraccuse che alla fine spaccano e non uniscono mai.

Per questo è stato istruttivo e piacevole ascoltare una persona che ci ha tenuto a ripetere “sono solo uno di voi, uno dei sei miliardi di essere umani di questo mondo che devono imparare a saper vivere insieme, ciascuno dei quali ha diritto all’esistenza ed alla dignità”. Mi guardavo intorno tra tanti colleghi di diverso orientamento politico e pensavo al peso “rivoluzionario” se quelle parole fossero veramente applicate da ciascuno. Un’ utopia, certo, ma se dobbiamo riflettere sul senso vero del Natale sono pensieri che non dobbiamo trascurare anche se – a pochi metri di distanza – si litigava per la “finanziaria”

COSA DICE IL CENSIS

Dopo Bruxelles, la CEE e la UE, a dare mazzate al nostro paese arriva anche il rapporto Censis a contribuire a questa ondata di ottimismo che caratterizza il ridente popolo italiano. Dice il Censis: In Italia c'è una 'costante inclinazione al peggio" del paese, con una realtà che diventa ogni giorno poltiglia di massa, quasi una mucillagine. Un paese nel quale il benessere piccolo borghese degli ultimi decenni ha creato un 'mostro' che ci rende impotenti, come di fronte ad una generale entropia. E' un'Italia avviata ad una deriva morale ed esistenziale, deriva che non può essere frenata neanche da una ripresa dello sviluppo industriale. Più che un rapporto sullo stato di salute della nostra Nazione, sembra un film di Dario Argento. Va tutto male, dice il Censis. Questi alcuni dei risultati emersi dalle analisi. Lo confermano le statistiche: l’export italiano crescerà quest’anno meno della metà della media europea che è metà di quella mondiale. Il paese è fermo mentre l’Europa cresce e mentre i prezzi al minuto (a parte lo sciopero dei tir) si sono impennati ben oltre la media dei paesi dell’Euro. Sono dati che tutti sanno e percepiscono, non commenti di parte!

ANCHE DALLA PARTE DEI PADRONCINI

E’ evidente che lo sciopero dei TIR ha messo in tre giorni in ginocchio il paese causando criticabili danni e disagi, ma pochi sanno che da DIECI MESI il governo non rispondeva alle richieste della categoria che il 19 novembre – preannunciando lo sciopero - aveva presentato una serie di richieste rimaste del tutto inevase. Non solo, a sciopero già iniziato e quando è stato costretto alla trattativa, l’ineffabile ministro Alessandro Bianchi (il “compagno” che mostra il suo splendido e borghesissimo salotto alle riviste patinate…) ha ammesso “di non aver neppure letto” le richieste degli scioperanti e poi se n’è andato lasciando a trattare il sottosegretario Letta. Peccato che questo eccellentissimo ministro esponente del partito comunista “doc” (con i miliardi in saccoccia e decine di consulenti assunti a nostre spese) non abbia mai passato qualche ora della sua vita a bordo di un TIR facendo la dura vita di un “padroncino” sfiancato dalla fatica, oggetto di una concorrenza senza freni e senza controlli dall’est europeo. Il ministro Bianchi che gira in auto blu non sa cosa voglia dire un aumento del 23% in un anno del prezzo del gasolio CHE HA PORTATO LO STATO A GUADAGNARE MOLTO DI PIU’ SU ACCISE ED IVA. Tutto perché i camionisti (come i farmacisti, i dirigenti, gli artigiani, i commercianti, i ricercatori, i liberi professionisti ecc.ecc.) sono categorie che il governo non sopporta, non considera e quindi disprezza. Personalmente ho chiesto le dimissioni del ministro Bianchi per manifesta incapacità politica perché è proprio lui, con la sua indolenza e strafottenza, il vero responsabile dello sciopero!



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Scrivono per Voi


On.le Marco Zacchera, deputato piemontese di Alleanza Nazionale e responsabile del Dipartimento Esteri di AN.

www.marcozacchera.it
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