Al
voto subito
27.01.08
- Lultima difesa del centro-sinistra è
sostenere che - andando a votare con questo
sistema - si rischia di portare nuovamente il
paese ad una futura ingovernabilità.
Si tranquillizzino: chi scrive pensa che lattuale
non sia una buona legge elettorale e che andrebbe
riformata (non per nulla io ho convintamene
firmato per il referendum) ma se ha un pregio
è proprio quello di garantire un governo
sicuro e tranquillo dalle imboscate. Basterà
che la prossima volta il centro-destra ottenga
il 2 o 3% dei voti di maggioranza (e credo saranno
parecchi di più) per avere una maggioranza
solida e qualificata e che finalmente possa
mettere mano a risolvere i problemi del paese
un po più unita e convergente di
come non sia stata quella di questo governo.
Sarà bene infatti ricordare a lor
signori che la crisi di oggi è
avvenuta anche perché nel 2006 si ebbe
una assoluta parità dei voti o, meglio,
la vittoria al Senato del centro-destra vanificata
dal voto dei senatori a vita e della sconfitta
allestero (che NON si ripeterà),
mentre i famosi 24.000 voti di maggioranza per
la sinistra alla Camera (ricordiamoci che ad
oggi i conteggi ufficiali non ci sono ancora,
né si è riusciti a riconteggiare
le schede
) portarono non solo ad una loro
maggioranza parlamentare ma alla conseguente
elezione di governo, presidenti delle Camere
e della Repubblica. Tutto ciò con larroganza
di chi non volle mai riconoscere che metà
del paese restava così senza alcuna rappresentanza
ai vertici dello Stato. Altro aspetto da non
dimenticare: pur di governare nel 2006 Prodi
& C. (compagni, appunto) misero
insieme la più intricata e contraddittoria
baraonda di governo che oltre al record
mondiale di 103 membri per comporre lesecutivo
rappresentava tutto ed il contrario di
tutto. Le risse Mastella-Di Pietro, Rifondazione-Dini,
o Pecoraro contro resto del mondo
sono infatti figlie di quel voto e di quella
maggioranza innaturale.
Questi
mesi di caos non sono stati quindi colpa di
una legge ma di chi non ha saputo governare,
cosa che Prodi fino allultimo non ha mai
voluto ammettere, confermando tutta la sua arroganza
e tutti i suoi limiti. Piuttosto occorre ora
chiedere le elezioni con la massima serietà
e chiarendo bene alcuni punti:
1)
Se si andrà al voto non diamo il successo
per scontato, perché è ancora
tutto da conquistare
2)
Presenti il centro-destra un programma chiaro,
serio, semplice e soprattutto si garantisca
prima agli italiani che si vuole realizzarlo,
anche a costo di una raffica di voti di fiducia
nei primi mesi della nuova legislatura. Diciamolo
prima, così poi non dovremo correre dietro
ai piagnistei e alle proteste dei giornali,
dei sindacati, di certi giudici. Se gli italiani
voteranno per il centro-destra lo faranno perché
vogliono cambiare la rotta, ma sappiano prima
quali saranno gli impegni e anche che quegli
impegni andranno rispettati con tutti i rischi,
le difficoltà e le possibili perdite
di popolarità connessi al realizzarli.
Occorre infatti assoluto coraggio per riformare
perché oggi lItalia sta peggio
di due anni fa, gli indici economici sono crollati
rispetto allEuropa e si profilano non
poche tensioni sociali mentre il paese visibilmente
arranca.
3)
Non lasciamoci prendere dalla fregola del Berlusconi
sì, Berlusconi no perché
questa legge elettorale tanto vituperata ha
almeno il grande vantaggio di far capire subito
chi prende più voti. Quindi anche chi
è del centro-destra ma non ama Berlusconi
non ha che da votare per un altro partito della
coalizione scegliendo così un eventuale
leader alternativo, ma comunque dando forza
all intero schieramento e al necessario
cambiamento. Chi quindi si lamenta che Fini
negli ultimi giorni si sarebbe appiattito
sul Cavaliere dia piuttosto atto al leader di
AN di aver immediatamente stoppato ogni equivoco
con la massima chiarezza nellinteresse
supremo di dare un altro governo allItalia,
obbiettivo che viene prima degli interessi e
delle visibilità personali.
4)
Guardando allindietro in questi ultimi
mesi, sia peraltro dato atto proprio ad Alleanza
Nazionale di essere stata coerente ed alla fine
premiata dai fatti: il Partito del popolo
delle libertà nato in una mezza
sera si è infatti perso allorizzonte
dimostrando di non avere ancora programmi e
sostanza, mentre è davvero ora che
proprio approfittando delle elezioni e, speriamo,
del loro successo nel centro-destra si
capisca come solo andando avanti insieme nella
concordia, senza boutade propagandistiche ma
nella realizzazione dei fatti e dei programmi
si ottiene (e si mantiene) la fiducia degli
italiani.
Ma non diamo ancora le elezioni come fatto scontato:
Napoletano & C. (che anche qui sta per compagni)
faranno di tutto per scansarle!